lunedì, Ottobre 26

Chi guiderà l’Esa? Molti nomi, molte illazioni, tanto fuoco amico, ma l’unico nome credibile avanzato è quello dell’astrofisica Simonetta Di Pippo. I prossimi giorni saranno determinanti

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Ieri abbiamo raccontato dell’accordo che Riccardo Fraccaro, Sottosegretario con delega allo spazio, ha siglato con Jim Bridenstine, direttore della Nasa ma –assicurano a Palazzo Chigi- delegato dal Governo degli Stati Uniti per il programma lunare Artemis. Questo joint statement si chiama così rappresenta la partecipazione italiana, prima cronologicamente in Europa, alla nuova fase dell’esplorazione umana nel sistema solare: iniziamo dalla Luna, per andare poi su Marte.
È un
passaggio significativo perché questo programma rappresenta per l’Italia il consolidamento di un’attività progettuale e costruttiva in cui il nostro Paese detiene diverse eccellenze mondiali. Una tra tutte, la realizzazione di moduli abitativi. Quegli stessi, a grandi linee, che sono montati sulla Stazione Spaziale Internazionale, e che da qui a qualche anno ruoteranno attorno al nostro satellite naturale.

Un tale assunto significa che la consistenza delle attività spaziali dell’Italia in Europa si è rafforzata. E dunque diamo un plauso a tutti coloro che hanno contribuito a questi impegni: i politici che hanno firmato, ma in particolar modo siamo vicini ai tecnici e agli scienziati la cui determinazione e lungimiranza anche visionaria, ma soprattutto piena di competenza, hanno portato l’Amministrazione a costringersi in uno sforzo da importanti prospettive maturate in molti anni di pane e spazio.
Ma su questa piattaforma programmatica all’Italia spetta un altro traguardo. Complementare e determinante per un consolidamento dell’intero contesto.

Abbiamo raccontato più volte -e con le opportune angolazioni- che in questo momento nella caldaia delle attività spaziali continentali bolle l’avvicendamento del direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea.

L’Indro’ vanta di essere stata tra le prime testate ad aver annunciato lo scorso febbraio che il tedesco Jan Wörner non si sarebbe ricandidato alla guida dell’ente, di cui è leader dalla fine del 2014, lasciando di fatto una porta aperta alla titolazione di un altro Stato membro. Da allora si stanno facendo molte illazioni e per quanto non sia apparsa una dichiarazione ufficiale da parte del nostro Governo, qualche nome è circolato.

Da parte nostra fino ad ora abbiamo evitato di raccogliere pettegolezzi, auspicando che l’Esecutivo fosse determinato a scegliere una candidatura forte, costruita su una figura che avesse competenze internazionali e capacità specifiche in ambito spaziale. Ne abbiamo sentite tante e non ci siamo rassegnati a voler vedere l’Italia distinguersi per le proprie valenze, piuttosto che di altre cose di secondaria importanza che in questi anni hanno reso opache le immagini della nostra agenzia governativa.
Molti i nomi elencati e a dire il vero, l’unico meritevole di credibilità è stato quello dell’astrofisica Simonetta Di Pippo, personalità più volte indicata dalla stampa internazionale come unica candidabile dall’Italia.

Siamo convinti che Di Pippo, sia per aver già ricoperto incarichi di alto livello in Esa, quali direttore del Volo Umano dal 2008 al marzo 2011, che per la sua ultima esperienza di direttore dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico (UNOOSA), sia una professionista con i requisiti più idonei per ricoprire la massima carica in agenzia.

Di Simonetta Di Pippo poi ricordiamo un’operazione in particolare: quando era in Asi, fu proprio lei a promuovere quel programma che si sarebbe chiamato Marsis, un potente radar progettato dallo scienziato Giovanni Picardi e imbarcato sulla sonda europea Mars Express, che individuò grossi giacimenti idrici nel sottosuolo marziano. Una scoperta che fu un contributo essenziale per la comunità scientifica e diede molto lustro alla ricerca dell’Italia.

La battaglia è dura, anche perché si tratta di un equilibrio di forze basato su componenti in cui le parti politiche devono muoversi con le falangi di diplomazia e di rappresentatività istituzionale. Se Simonetta Di Pippo ci sembra realmente l’ago più equilibrato di questo difficile gioco, l’accordo firmato da Fraccaro dovrebbe rappresentare un asset di grande rilievo per l’Italia spaziale: la Germania è il primo contributore dell’Esa e ha appena avuto il suo direttore generale. Qualunque candidatura possa aver presentato è fuori gioco.

La gara non è tutta al femminile. Posto che l’Inghilterra con la fuoriuscita dall’Unione Europea non dovrebbe meritare l’auspicio di una carica così prestigiosa, né si profilerebbe una candidatura francese, perché già fin troppe posizioni apicali del settore sono state occupate dai suoi cittadini –basti ricordare Thierry Breton, dal 2019 Commissario europeo con deleghe allo Spazio sotto la presidenza Ursula von der Leyen- e poi è stata troppo recente la direzione di Jean-Jacques Dordain, in carica dal 2003 al 2015.
Tra i candidati più papabili figura Pedro Duque, attualmente Ministro della Scienza, in Spagna, con una missione nel 1998 a bordo dello Space Shuttle Discovery e nel 2003 è stato per otto giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. La Spagna però non ha la consistenza italiana in campo industriale e la scelta non sarebbe particolarmente in linea con le aspettative che si danno allo spazio europeo.

I prossimi giorni saranno determinanti e sarà nostro interesse seguire tutti gli sviluppi.
Contiamo sul pieno impegno del Governo nel sostenere la candidatura italiana all’Esa, fugando ogni velleità di altre proposizioni, che oggi come fuoco amico non farebbero altro che danneggiare i propositi che abbiamo presentato.
Né riteniamo che a breve possano esserci rimpasti significativi in ambito dell’Esecutivo nazionale. A questo proposito ha ragione Valter Vecellio quando su ‘L’Indro’ del 22 settembre ha escluso a breve una crisi del Governo di Giuseppe Conte, perché in realtà non la vuole nessuno. E dunque il Governo ha tutta la serenità per poter spingere per una posizione che farà bene a tutta l’Europa dello Spazio.

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