sabato, Settembre 21

Chi comanda in Burundi? FDLR: mercenari o padroni? 20.000 forse 30.000 terroristi del Democratic Forces for the Liberation of Rwanda sono infiltrati in Esercito, Polizia, Governo, sicurezza del Presidente controllando di fatto tutto il Paese

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Nella prima parte di questa inchiesta abbiamo visto come Pierre Nkurunziza ha conquistato il potere e come lo ha saputo mantenere. I leader dell’opposizione e della società civile sono stati trucidati o costretti all’esilio. Le redazioni dei media indipendenti bruciate. Redattori e giornalisti assassinati. L’opposizione armata non è ancora in grado di organizzarsi e di lanciare un’offensiva militare su grande scala, nonostante i tentativi, falliti, dei scorsi anni. Tutte le apparenze tendono a dimostrare che Pierre Nkurunziza ha sotto controllo la situazione e mantiene salde le redini del potere.  

A incrinare queste certezze è la presenza in Burundi del gruppo terroristico ruandese  Democratic Forces for the Liberation of Rwanda (FDLR), Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda . La collaborazione tra Nkurunziza e FDLR è stata una progressiva escalation.  Nel 2014 le FDLR erano state ingaggiate per formare militarmente i militanti più fanatici dell’ala giovanile del National Council for the Defense of Democracy–Forces for the Defense of Democracy (CNDD-FDD), le Imbonerakure (‘quelli che vedono lontano’). 

Secondo le stime delle Nazioni Unite, l’ala giovanile del CNDD-FDD conterebbe centinaia di migliaia di iscritti. La maggioranza di essi ha richiesto la tessera per paura di venir sospettati di essere simpatizzanti dell’opposizione e di subire le ire del regime. In tutte le dittature uno dei modi per mettersi al riparo dalle violenze è quello di avere in tasca la tessera del partito. L’ONU stima che le Imbonerakure, che fungono da braccio armato del regime, siano tra i 20.000 e 30.000. Questo nucleo è stato trasformato in una milizia paramilitare con l’aiuto delle FDLR. Il resto sono iscritti passivi che potrebbero anche non condividere l’ideologia HutuPower. 

I primi 4.000 miliziani Imbonerakure furono addestrati dalle FDLR nel 2014, nella provincia del Sud Kivu, a est della Repubblica Democratica del Congo. Gli addestramenti, che si svolgevano nel massimo segreto, furono casualmente scoperti da tre suore italiane, Lucia Pulici, Olga Raschietti e Bernadetta Boggian, residenti a Bujumbura. Per evitare che le tre suore inviassero le prove alle Nazioni Unite, Nkurunziza ordinò il loro assassinio, avvenuto una maledetta domenica del settembre 2014. Il triplice omicidio fu organizzato dal generale Adolphe Nshimirimana successivamente assassinato da Nkrunziza

Dopo il fallito golpe del maggio 2015, Nkurunziza diventa consapevole che le forze armate e la Polizia non possono essere considerati fedeli al 100% ai suoi deliri di Regno Hutu. La milizia paramilitare Imbonerakure era ancora alle prime fasi organizzative. Si rendeva necessaria una decimazione di soldati, ufficiali e poliziotti tutsi o non lealisti, ma con chi sostituirli? 

La soluzione fu trovata proponendo un patto di mercenariato ai terroristi FDLR. Progressivamente le FDLR hanno infiltrato i loro uomini nell’Esercito e nella Polizia diventando affidabili alleati del regime, unica e vera forza di difesa del Paese. Si parla di un compenso mensile per i loro servizi che fa da 1 a 2 milioni di dollari. 

Se ci atteniamo alle apparenze, le FDLR sono dei mercenari stranieri assoldati dal regime per la sua difesa. Se esaminiamo l’ascesa delle FDLR in Burundi sembra apparire una realtà, diversa che obbligatoriamente crea dubbi. Le FDLR si sono impossessate dei posti di comando dell’Esercito e della Polizia. All’inizio solo qualche centinaio di miliziani si era infiltrato nella Polizia e nell’Esercito per sostituire i disertori o gli elementi assassinati in quanto sospetti di mancata fedeltà. 

Nel secondo semestre del 2017, Nkurunziza aumenta le decimazioni di soldati, poliziotti e ufficiali per paura di subire un secondo colpo di Stato. All’epoca circolavano rumors sull’esistenza di un complotto per assassinare il dittatore. Si diceva, inoltre, che la salute di Nkurunziza fosse seriamente minata. Il complotto prese forma nell’ottobre 2018. Elementi del CNDD-FDD, assieme a qualche militare, stavano pensando di approfittare della malattia (tutt’ora sconosciuta) di Nkurunziza per sostituirlo con un leader hutu moderato e creare un governo di unità nazionale con i ribelli e la società civile. La congiura non andò mai oltre alla teoria, ma fu utile alle FDLR che riuscirono ad aumentare il numero di infiltrati nelle forze armate. 

Dal 2018 l’infiltrazione nell’apparato di difesa burundese fa un salto di qualità. Le FDL riescono ad assicurarsi posti di comando all’interno dell’Esercito e della Polizia, sostituendo ufficiali sospetti.
Allo stato attuale, alti ufficiali FDLR occupano posizioni di comando nell’apparato di difesa. Tra essi molti ufficiali che precedentemente era di stanza a Goma, il capoluogo della provincia del Nord Kivu, est del Congo. Jean Pierre Ndimurwimo, Leonard Kwizera, Benjamin Habarugira, Gilbert Hatungimana, Pascal Barukwege, Egide Masabo, Ildeph Hakizimana, Juma Bahati, Benoit Madef, Victor Byamungu, Bosco Barekebaguve Nsaminana e Luc Kananga.

Approfittando della psicosi di Nkurunziza che ha p,ortato di fatto alla distruzione di un Esercito tra i più efficaci nella regione, le FDLR hanno ampliato la loro influenza anche su alte figure del regime, tra cui il numero due, il generale Alain-Guillaume Bunyoni, considerato il ‘loro uomo’. Sono arrivati addirittura a garantire  la sicurezza personale del dittatore tramite infiltrazioni nella Guardia Presidenziale

C’è che afferma che la metà della Guardia Presidenziale sia composta da miliziani FDLR, e c’è chi afferma che tutti gli elementi della Guardia Presidenziale appartengano alle FDLR. I Luogotenenti Colonelli FDLR Sefu Bora, Barukwege Leonard e Lukusa Salif sono attualmente in Burundi infiltrati nella Guardia Presidenziale. Il loro quartiere generale è installato presso i campi militari di Muzinda e Mujeiru, a Bujumbura, ex capitale del Burundi. Nel 2018 Nkurunziza sposta la capitale da Bujumbura a Gitega, destinata essere la capitale del Regno Hutu. Per mancanza di fondi nessun Ministero, né il Parlamento, sono stati trasferiti a Gitega e le diplomazie africane, asiatiche e occidentali ignorano la nuova capitale. 

Tra il dicembre 2018 e il maggio 2019, centinaia e centinaia di miliziani FDLR sono entrati in Burundi dalla vicina provincia congolese del Sud Kivu e si sono installati all’interno della foresta di Kibira, al confine con il Rwanda.
Assieme a loro vi sarebbero anche i miliziani di altri due gruppi armati ruandesi, il National Liberation Front (ala armata del Movimento Ruandese per il cambiamento Democratico, partito Hutupower vicino a Victoire Ingabire Umuhoza) e il Rwanda National Congress, fondato da ex ufficiali tutsi, Theogene Rudasingwa, il generale Nyamwasa, Gerald Gahima e Patrick Karegeya, ucciso dai sevizi segreti ruandesi nel 2014. 

Questi miliziani non sono in Burundi per rafforzare il controllo delle FDLR sul Paese, ma per invadere il Rwanda partendo dal territorio burundese.
Due tentativi di invasione sono falliti tra il giugno e il luglio del 2018. La fallita invasione tentata ad inizio agosto vede le FDLR e altre milizie congolesi-ruandesi, aprire due fronti in territorio ruandese. Uno a nord (passando dal Congo) e uno al sud (passando dalla foresta di Kibira).  Questa ultima invasione rappresenta la più seria minaccia militare per il governo di Kigali dopo l’Olocausto.

Le FDLR hanno anche protetto il regime ingaggiando una serie di scontri nel distretto di Uvira, Sud Kivu, Congo contro l’opposizione armata burundese –National Forces of Liberation (FNL),  Forces républicaines du Burundi (FOREBU) divenuto Popular Forces of Burundi (FPB) e  Resistance for Rule of Law in Burundi (RED-Tabara)- per impedire una offensiva su Bujumbura. Durante gli scontri, avvenuti tra febbraio e marzo del 2018, le FDLR hanno utilizzato qualche migliaia di miliziani delle Imbonerakure.  

La collaborazione tra FDLR e il regime burundese sembra avere confini assai confusi e labili. Se da una parte le FDLR sarebbero solo dei mercenari, dall’altra Nkurunziza permetterebbe loro di avere delle basi militari per invadere il Rwanda.
In varie occasioni le FDLR si sono addirittura trasformate in ente finanziatore. Nel 2018 le FDLR avrebbero prestato ingenti somme di denaro al regime, in grave difficoltà economica causa le sanzioni dell’Unione Europea. Denaro proveniente dai traffici illeciti di oro, diamanti e coltan congolesi. 

Il lato più oscuro della collaborazione CNDD-FDD e FDLR è il progressivo controllo dei mercenari ruandesi esercitato sulla milizia paramilitare Imbonerakure, che potrebbe trasformare le FDLR da semplici mercenari in attori di primo piano nella politica burundese

Le Imbonerakure stanno aumentato di importanza, assumendo una posizione di rilievo nella politica nazionale. Dal 2016 le Imbonerakure eseguono manifestazioni e parate militari uguali a quelle delle milizie genocidarie ruandesi del 1994, le Interahamwe e gli Impuzamugambi. Che sia un caso il fatto che sia le Interahamwe che gli Impuzamugambi siano confluiti nelle FDLR nel 2000, dando al gruppo terroristico l’impronta genocidaria che lo caratterizza? 

Le Imbonerakure sono stati gli attori del referendum farsa per la revisione della Costituzione, che ha abrogato i limiti dei mandati presidenziali. Questi milizian,i invasati di odio etnico,  hanno costretto, armi in pugno, migliaia di cittadini a recarsi a votare. Erano addirittura all’interno delle cabine di voto per assicurarsi che il ‘bravo cittadino’ facesse la scelta giusta. 

Le Imbonerakure si sono inoltre infiltrate tra i Caschi Blu burundesi in servizio in varie missioni di pace ONU in Africa. Le Imbonerakure ora controllano la sicurezza del Paese e decidono chi merita di vivere e chi di morire. Decisioni prese a sangue caldo in una orribile silenziosa mattanza che sta conoscendo in questo 2019 una preoccupante escalation. Le milizie Imbonerakure, rubano il bestiame, incendiano le case appartenenti ai tutsi uccidendo i suoi occupanti nelle zone rurali mentre le autorità burundesi lasciano fare. 

Questi giovani che ‘vedono lontano’, dal 2018 hanno attuato una rapida scalata ai vertici del potere che testimonia la loro importanza all’interno del regime. Ezéchiel Nibigira leader delle Imbonerakure è stato nominato Ministro degli Esteri nell’aprile del 2018. Eric Nshimirimana, alto comandante delle Imbonerakure, ha assunto, lo scorso luglio, la direzione della Radio Televisione Nazionale Burundese (‘RTNB’), avendo così il controllo del principale media nazionale. 

La rapida metamorfosi da ala giovanile del CNDD-FDD a potente milizia paramilitare, inserita ai vertici del regime, sarebbe stata possibile se le Imbonerakure non fossero state sotto il controllo delle FDRL? Tramite le Imbonerakure le FDLR potrebbero controllare settori strategici del potere? potendo così influenzare le scelte politiche del regime. Garantendo la sicurezza personale del dittatore, le FDLR non hanno nelle loro mani il destino di Nkurunziza? 

Che le Imbonerakure e le FDLR siano elementi scomodi per i sogni di potere assoluto di Nkurunziza lo dimostra il tentativo di limitare l’influenza delle Imbonerakure attuato dal dittatore. Tra il 2017 e i primi mesi del 2018 Nkurunziza voleva frenare gli impeti dei giovani miliziani, diminuirne il potere, rimetterli in riga. Si rese conto che era troppo tardi. Il mostro di Frankenstein ora pensava con la propria testa o con quella delle FDLR. Nkurunziza aveva due scelte. Aprire un confronto militare con le Imbonerakure o lasciare perdere. Scelse la seconda opzione. La nomina di comandanti militari Imbonerakure a importanti cariche di governo segna la sua sconfitta, almeno per il momento. 

Anche le FDLR sono diventati alleati scomodi ma necessari. Rinunciare alla loro protezione significherebbe esporre il fianco ai gruppi d’opposizione armata ancora attivi e al Rwanda. La scelta di mantenere questa pericolosa alleanza fu fatta nel 2015, quando Nkurunziza assassinò personalmente il generale Nshimirimana. La decisione, impulsiva e dettata dall’orgoglio, fu presa durante una riunione nel corso della quale Adolphe chiedeva espressivamente di interrompere l’alleanza con le FDLR.  

Su chi realmente detiene il potere in Burundi, popolazione in Patria e diaspora burundese sono palesemente divisi. C’è chi sostiene che le FDLR ormai controllino in toto il Paese. Altri sostengono che lo controllano in parte. Altri negano la presenza delle FDLR. 

Comprendere chi realmente comanda in Burundi (se Nkurunziza o le FDLR) è di importanza vitale per capire la natura di questo regime HutuPower e i possibili scenari futuri. Purtroppo l’argomento sembra essere tabù. Le FDLR sono l’unico gruppo terroristico al mondo del quale tutti non vogliono parlare, nonostante la sua esistenza e pericolosità siano elementi noti a chiunque. 

Per i burundesi l’argomento è difficile da trattare. Provoca dolore, molto dolore.  In Patria non è proprio il caso per un normale cittadino interrogarsi su chi veramente detiene il potere, a meno sia stanco di vivere. Le Imbonerakure e le FDLR si sono infiltrate nei quartieri popolari di Bujumbura e delle principali città del Paese. Partecipano alla vita quotidiana. Sono presenti alle cerimonie religiose, matrimoni, funerali, feste. Sorseggiano birre nei pub e … ascoltano. Sono un potente esercito di spie. Chiunque osi fare discorsi politici contrari al regime viene schedato. Secondo la gravità del discorso, il cittadino riceve un avvertimento, viene arrestato per interrogatori e rilasciato o viene ucciso a sangue freddo. 

Le infiltrazioni delle Imbonerakure e FDLR tra la popolazione ha creato un clima di sospetto e di terrore. I burundesi non sanno chi hanno difronte e quindi evitano ogni argomento di politica. Ad aggravare la situazione è il totale controllo dell’informazione che il regime detiene. La popolazione riceve notizie solo dai media ufficiali controllati dal regime. Notare che la TV Nazionale è ora sotto il controllo diretto delle Imbonerakure… Impossibilitati a ribellarsi sempre più burundesi cercano in tutti i modi di fuggire dal Paese. 

Tra la diaspora l’argomento è tabù causa la forte presenza di simpatizzanti CNDD-FDD che hanno compiti di spionaggio. Se i burundesi della diaspora vicini all’opposizione hanno la sfortuna di avere parenti o familiari rimasti in Burundi, sono quest’ultimi a pagare il prezzo del ‘tradimento’. A complicare la situazione vi è anche la difficoltà per molti burundesi di  ammettere che il loro Paese è governato da degli stranieri. 

Nonostante questi ostacoli il popolo burundese deve intraprendere il doloroso cammino della verità, ci dicono esserne consapevoli i pochi che osano dire qualche parola a microfono rigorosamente chiuso.  “È necessario che si rifletta e si comprenda chi realmente comanda in Burundi. Se non si conosce chi è il nemico come si può combatterlo?”.

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