sabato, Febbraio 22

Centro America e Stati Uniti, cooperazione necessaria

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Il 4 Maggio l’Atlantic Council, think tank americano con sede a Washington, ha pubblicato il report dal titolo: ‘Building a better future: a blueprint for central America’s Northern Triangle‘. L’ obiettivo del lavoro è quello di individuare le sfide e le trasformazioni politiche, sociali ed economiche relative al ‘Triangolo del Nord del Centro America’, ovvero ai Pesi del Guatemala, El Salvador e Honduras.

Secondo il think tank, il futuro degli Stati Uniti è strettamente legato ai Paesi analizzati, non  solo per vicinanza geografica, ma anche per il semplice fatto che la stabilità economica e sociale della regione giova agli gli interessi relativi alla sicurezza della stessa superpotenza, basta pensare all’importante flusso migratorio che dall’Honduras, Guatemala e El Salvador arriva negli USA. Rimane infatti necessario, secondo quanto riportato, fornire ai cittadini del luogo un’alternativa al lungo e pericoloso viaggio verso il Nord. Lo sviluppo economico e la stabilità regionale non solo sono un interesse per i rispettivi Paesi, ma rientrano quindi negli obiettivi per la sicurezza nazionale statunitense.

Il Congresso nord-americano ha infatti riconosciuto come necessario il suo supporto al ‘Plan of the alliance for prosperity in the Northern Triangle of Central America’, un programma lanciato nel 2014 dal Guatemala, El Salvador e le Honduras per garantire prosperità alla regione. Il piano si pone come obiettivo quello di creare delle opportunità economiche per i cittadini, in modo da motivarli a rimanere nelle loro città. Si basa inoltre su quattro iniziative principali: sviluppare il capitale umano, incrementare la sicurezza pubblica, stimolare il settore produttivo e rafforzare le Istituzioni.  Il Congresso statunitense, a tal proposito, ha  autorizzato l’aumento del 75% degli aiuti forniti al Centro America, arrivando addirittura a fornire un aiuto finanziario di 750 milioni di dollari nel 2016. Un maggior impegno economico degli USA non rappresenta solo l’aumento degli aiuti finanziari, ma è quindi un chiaro investimento per la sua sicurezza nazionale.

Secondo quanto sostenuto nel report però, gli aiuti economici, seppur in grande quantità, non sono abbastanza. E’ infatti necessario individuare delle strategie a lungo termine che garantiscano una partnership per lo sviluppo di un’economia sostenibile nella regione, insieme al rafforzamento dello Stato di Diritto e della sicurezza. Per esempio, l’aumento dei controlli alle frontiere statunitensi non basta per contrastare l’immigrazione illegale. Fino a quando non verrà offerta un’alternativa plausibile, le persone continueranno a migrare verso gli USA, e neanche il traffico di droga si fermerà.

E’ necessario introdurre nella regione un innovativo percorso verso il cambiamento, affinché il Guatemala, il Salvador e le Honduras non siano più degli ‘Stati deboli’. Ed è proprio per questo che, secondo il report, è necessario raddoppiare e variare la tipologia di sforzi regionali, e non regionali, per garantire delle condizioni che permettano ai rispettivi leader di intraprendere un nuovo percorso che li conduca alla prosperità.

Il report pubblicato dall’Atlantic Council si pone infatti come obiettivo quello di fornire delle soluzioni a breve termine, per poi proporre dei cambiamenti strutturali complementari nel lungo periodo. Le problematiche regionali hanno delle radici così profonde che risulta necessario un cambiamento sistematico. Il lavoro svolto dal Think Tank è infatti innovativo, in quanto ricerca delle proposte che siano in grado di guardare da un nuovo punto di vista il Triangolo del Nord, e, partendo da questa nuova prospettiva, cerca di fornire delle previsioni innovative e delle raccomandazioni sostenibili per lo sviluppo e la prosperità della regione.

E’ quindi necessario intraprendere un processo per individuare un unico piano d’azione che determini delle vie economicamente vantaggiose per la collaborazione. E’ poi necessario  introdurre una serie di azioni che migliorino le condizioni locali, e che allo stesso tempo si rivolgano direttamente agli interessi degli USA. L’obiettivo del report pubblicato è infatti quello di indirizzare e consigliare tale processo, considerando che le raccomandazioni fornite non sono solamente rivolte ai Paesi in analisi, ma riguardano anche gli Stati Uniti, dal momento che per risolvere i problemi regionali è necessaria una partnership multilaterale. Rimane comunque necessario un impegno statunitense sia a breve che a lungo termine per aiutare le operazioni locali. Solo così si potrà garantire un futuro migliore per entrambe le parti.

Le principali problematiche regionali sono la violenza, la criminalità organizzata, il sottosviluppo economico e la corruzione. Honduras, El Salvador e Guatemala sono inoltre dei Paesi che non producono droga, ma rappresentano una delle più importanti aree di transito per il narcotraffico. Non a caso negli ultimi tre anni vi sono stati registrati più di 50’000 omicidi, oltre agli scandali di corruzione relativi alle istituzioni pubbliche. L’alto tasso di criminalità, la mancanza di opportunità economiche e l’inefficienza governativa hanno infatti spinto circa il 10% dei 30 milioni di residenti nella regione ad abbandonare la loro casa alla ricerca di un futuro migliore.

Partendo da queste  problematiche, il Think Tank ha individuato tre aree principali per il progresso regionale: la sicurezza, lo sviluppo economico ed lo Stato di Diritto.

Il report pubblicato parte da un sondaggio d’opinione pubblica realizzato in Honduras, El Salvador e Guatemala tra il mese d’Agosto e Settembre del 2016. Dai risultati ottenuti è emerso che nella regione, seppur con cifre lievemente differenti nei rispettivi Paesi, è presente un alto livello di frustrazione e pessimismo in relazione alla situazione economica, ai Governi e alla sicurezza. E’ stata in seguito costituita una task force indipendente e multisettoriale, composta da individualità politiche, economisti e leader delle società del Centro America, insieme ai leader statunitensi del settore privato e del mondo politico. Il suo ruolo è stato quello di individuare una strategia a lungo termine che rispecchiasse gli interessi del Triangolo del Nord e della sicurezza degli USA, perseguendo i seguenti obiettivi: pianificare nuove idee che mostrino come gli USA possano assicurare i loro interessi nazionali attraverso un miglior supporto per il Triangolo del Nord; spronare i tre Paesi del Centro America ad introdurre delle riforme necessarie per  creare nuove opportunità economiche e in termini di sicurezza;  costruire una strategia basata sul consenso dei vari settori e le diverse affiliazioni politiche che miri al progresso dell’Alliance for Prosperity; garantire uno slancio degli sforzi economici in modo da rendere El Salvaor, Honduras e Guatemala una priorità della politica estera statunitense.

Per quanto riguarda lo sviluppo economico sostenibile, l‘obiettivo è quello di creare opportunità di lavoro per i giovani e attirare gli investimenti stranieri. Le raccomandazioni fornite sono suddivise in tre grandi sfide: sviluppo di nuove infrastrutture, progresso nei settori chiave per lo sviluppo e tutela e progresso del capitale umano.

In merito alla prima sfida, la task force raccomanda agli USA di supportare la creazione di un fondo internazionale per le infrastrutture, che sia supervisionato da un corpo indipendente composto da istituzioni multilaterali, dalla società civile e dal settore privato; raccomanda inoltre di raddoppiare gli sforzi attuali per modernizzare ed ottimizzare le procedure standard locali, di organizzare un’iniziativa che coinvolga sia il settore pubblico, che quello privato, per salvaguardare e garantire la sicurezza dei beni trasportati, e di introdurre infine nuove tecnologie che permettano di tracciare il percorso dei camion e dei veicoli pubblici addetti al trasporto. Le raccomandazioni rivolte invece ai Paesi del Centro America sono due: dare priorità al miglioramento di strade secondarie e terziarie in zone chiave per lo sviluppo economico e creare un’istituzione tri-nazionale incaricata di coordinare le attività dei vari attori presenti ai confini.

Per quanto riguarda le sfide relative ai settori strategici in chiave di sviluppo economico e al capitale umano, gli USA dovrebbero fornire assistenza alle comunità da dove provengano i flussi migratori e supportare dei progetti che rafforzino le attività dei piccoli agricoltori locali. Dovrebbero inoltre incrementare lo scambio di informazioni che permetta di costruire un sistema efficiente in grado di reintegrare i migranti tornati e fornire un maggior aiuto finanziario ai sistemi scolastici primari ed universitari. Allo stesso tempo però Honduras, El Salvador e Guatemala si devono impegnare a utilizzare gli aiuti finanziari nei settori strategici per la crescita economica e ad introdurre una strategia che preveda delle maggiori restrizioni per gli evasori fiscali. Ulteriori obiettivi per i Paesi del Triangolo del Nord, in relazione al raggiungimento di uno sviluppo economico sostenibile, risultano essere la creazione di effettive iniziative per le piccole e medie aziende, l’inclusione di donne e giovani nella forza lavoro e la promozione di programmi lavorativi di reinserimento per i membri delle organizzazioni criminali.

Le successive due aree d’interesse per costruire un futuro migliore nella regione sono lo stato di diritto e la sicurezza. Per quanto riguarda la prima, la task force ha identificato tre principali campi di azione, ovvero le Istituzioni Giudiziarie, i regimi pubblici finanziari e la lotta alla corruzione e al traffico illegale. Nel report la prima raccomandazioni rivolta agli Stati Uniti è quella di continuare a supportare il lavoro della CICIG (Comisión Internacional contra la Impunidad en Guatemala) e assicurare il successo del MACCIH (Misión de Apoyo contra la Corrupción y la Impunidad en Honduras) e delle unità anti-impunità di El Salvador. Gli Stati Uniti dovrebbero inoltre fornire assistenza tecnica alle forze di polizia locali, munire procuratori e giudici di strumenti efficienti per l’investigazione sui crimini finanziari, offrire una maggior assistenza tecnica alle agenzie bancarie regolatrici e al settore privato, e infine procurare dei maggiori aiuti finanziari alle entità locali incaricate di verificare la trasparenza delle spese.

I Paesi del Centro America, per quanto riguarda la ricostruzione di un sistema giudiziario migliore, dovrebbero invece raggiungere un accordo per ricevere dei consulenti statunitensi che aiutino le istituzioni locali a risolvere quei casi legali rimasti irrisolti, promuovere la condivisione delle pratiche legali migliori tra i corpi giudiziari e raggiungere una miglior trasparenza nelle elezioni  degli ufficiali pubblici secondari. Mentre, in relazione alla lotta contro la corruzione e il traffico illegale, e alla ricostruzione di un regime finanziario auto sostenibile, i tre Paesi dovrebbero incentivare le transazioni finanziarie digitali, identificare un piano per adeguarsi agli standard internazionali dell’anti-riciclaggio e fissare delle imposte fiscali variabili per generare dei fondi pubblici.

L’ultima area analizzata nel report riguarda la sicurezza e  comprende tre obiettivi principali: il miglioramento delle forze di sicurezza, una riforma del sistema giudiziario criminale e penitenziario, e la lotta contro la criminalità organizzata e il traffico illegale.

A tal proposito il report raccomanda agli USA di inviare dei consulenti e promuovere l’invio di consulenti internazionali per allenare le forze di polizia locali, di rafforzare e promuovere tutte quelle iniziative proposte dalle forze  dell’ordine locali insieme all’aumento del numero di donne nelle forze di polizia. Un ulteriore passo avanti potrà essere fatto solo se gli Stati Uniti intensificheranno il loro supporto tecnico e finanziario per riformare i sistemi penitenziari. Dovrà inoltre essere promosso lo scambio di informazioni riguardo i membri delle gang criminali e la collaborazione con le autorità locali per individuare, monitorare ed eliminare i corridoi illegali utilizzati dai trafficanti.

Il compito invece assegnato al Triangolo del Nord è quello di migliorare l’efficienza e riconoscere le responsabilità delle forze di polizia, attraverso maggiori denunce di abusi e nuovi controlli interni ed esterni. I Paesi si dovranno inoltre impegnare ad aumentare i programmi sociali ed educativi destinati ai quartieri ad alto-rischio di criminalità e ad applicare una comprensiva riforma delle prigioni che si focalizzi sulla riabilitazione dei criminali. L’ultimo obiettivo proposto è quello di espandere le capacità della nuova forza tri-nazionale per affrontare insieme la criminalità organizzata e il traffico illegale.

In conclusione, secondo il report, solamente attraverso un approccio alternativo e multi-prospettico si potrà indurre la regione ad un cambio di rotta e ad una trasformazione. Un corpo giudiziario più effettivo, delle forze di polizia ben equipaggiate e ben remunerate, una spesa pubblica efficiente, delle misure anti-corruzione più restrittive e l’incremento di infrastrutture sono tutte delle soluzioni multidimensionali che si rinforzano mutualmente. Solamente perseguendole nel loro insieme si potrà progredire nelle aree necessarie alla prosperità della regione.

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