martedì, Ottobre 20

‘Cena Calenda’ meglio di Raimondo e Sandra Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 67

0

Chissà come si mangia a casa Calenda (Carlo). Che ad essere appena un po’ creativi e con qualche velleità imprenditoriale, ‘Casa Calenda’, con la sua rude allitterazione, è pure un bel nome per un Ristorante cinque stelle (‘Michelin’, naturalmente, se no il padrone di casa ci querela dritto dritto). E poi ricorda l’immortale ‘Casa Vianello’, con Raimondo e Sandra Mondaini. Intanto siamo informati che la cena promossa dall’ex Ministro dello Sviluppo economico, ed è lui stesso a dare il cruciale annuncio, si farà. E che è solo posposta la presenza di Renzi (Matteo: già Presidente del Consiglio, ora Senatore ed Immobiliarista), Gentiloni (Paolo: già Presidente del Consiglio, ora Deputato e flâneur), Minniti (già aspirante Presidente del Consiglio, già Ministro dell’Interno, ora Deputato e fidanzato spirituale di Giorgia Meloni anche se la trova troppo di sinistra). Paese in fibrillazione, mercati altalenanti, Servizi Segreti internazionali all’opera per carpire il segreto. L’‘Ansa’ ad un certo punto della giornata ha proposto la notizia in questione come una delle principali sul proprio sito. Giornali giornalini e giornaloni pure, al ‘Corriere’ (della Sera) hanno sin pensato di aprirci la versione stampa a tutta prima pagina.

Lasciando altamente insoddisfatte e in trepida attesa le lettrici (e i lettori) di ‘Chi’, ‘Di Più’, ‘Nuovoet similia, la cena è stata quindi e purtroppo spostata dalla giornata annunciata di martedì 18 (settembre 2018), a giorno da destinarsi. «La data è stata spostata, e per evitare l’ennesimo tormentone sul PD rimane riservata. Sono molto contento è un gesto di responsabilità di tutti i partecipanti. Bene così. Ottima notizia» informa via ‘Twitter’ l’artefice del cruciale invito ai tre esponenti PD, rafforzato dalla sua iscrizione post tracollo elettorale del 4 marzo (2018) a quanto resta del Partito Democratico. «Figurati se si rifiuta questo invito: se si fa e c’è non è una cosa a cui si può rinunciare. Detto questo, se qualcuno pensa che i problemi del PD si risolvono perché alcune persone si vedono a cena, forse non ha esattamente chiaro cosa sia il Partito Democratico» puntualizza Gentiloni dalla Festa dell’Unità di Modena. Dimostrando in due frasi che il buon senso di cui continua a fare uso resta una virtù rivoluzionaria e purtroppo pochissimo praticata, e che non è nella sua natura maramaldeggiare sui minus habens. Aggiungendo: «Il PD ha bisogno con urgenza di una cosa che comincia per ‘c’ e che non è cena, e si chiama grossomodo Congresso». Applausi, forti, dagli astanti, irritazione, forte, da parte di un presunto ‘commensale del martedì’ di stanza (anzi di stanze, e molte) dalle parti di Firenze.

Replica di Calenda: «Se pensassi che i problemi del PD si risolvono con una cena sarei un imbecille. Che due dei migliori Presidenti del Consiglio che il Paese abbia avuto, e il più capace Ministro dell’Interno, riprendano a confrontarsi sul futuro dei progressisti mi pare però un primo passo necessario». Silenti al momento Renzi e Minniti, Zingaretti (Nicola, non Luca) organizza una ‘controcena’, Matteo Orfini parla a schiovere ma come direbbero nel giornalismo anglosassone «Dove  sta la notizia?». Altri cercano di infilarsi alla ‘cena che non c’è’, altri ridono, altri piangono, ma il giudizio definitivo l’aveva già sancito l’antivedente Ennio Flaiano stabilendo che in Italia «La situazione è grave ma non è seria».

(Ad essere precisi il grande pescarese parlava esplicitamente della «situazione politica in Italia». Ma ritenere che quanto abbiamo appena raccontato abbia qualcosa a che fare con la politica sarebbe davvero fuori luogo).

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’