domenica, Agosto 25

Celebrazioni dello sbarco sulla Luna mentre la Francia pensa allo spazio Necessarie e comprensibili rimembranze, ma in Europa come altrove, qualcosa sta cambiando

0

Si sta celebrando il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna. Necessarie e comprensibili rimembranze, a cui sentiamo di associarci, cercando però di evitare quanto possibile retorica e allocuzioni scontate. 

Così, a ricordare quell’evento che ai più ‘maturi’ di noi fu dato essere testimoni per tutta la notte tra il 20 e il 21 luglio, attaccati al tubo catodico sgranato fino all’impossibile, ci sorride l’idea di tornare a intrufolarci tra le pagine di vecchi rotocalchi che coloravano le giornate degli italiani tra gli anni Sessanta e i Settanta, giusto per assaporare l’aria di un passato che stava costruendo imperiosamente il futuro. Prossimo e remoto, senza alcuna soluzione intermedia. 

Sono stati molti i giornalisti che raccontano di aver fatto parte di quella grande sagra planetaria. Alcuni senza aver abbandonato le redazioni nazionali, altri senza addirittura esserci mai entrati. 

Oriana Fallaci no. Lei è stata una dei menestrelli più assidui, che con il suo tocco sublime e la sua non poca arroganza ha saputo coniugare con impensabile efficacia le storie di un anno vissuto a Merritt Island, al John F. Kennedy Space Center tra astronauti, tecnici, scienziati e gente comune. Ciascuno per sua parte protagonista e artefice di un mondo ancora arcaico ma che stava cambiando radicalmente il suo corso. A occidente come a oriente, in modo squilibrato, invadente e così ambiguo da far scoprire adesso, a mezzo secolo di distanza come l’intera umanità sia stata manipolata da una stimolazione mediatica magica ma sicuramente eccessiva, spropositata e indisponente. 

Da lei abbiamo provato a agganciare degli elementi descrittivi, ma va prima fatta qualche considerazione, per non snaturarne i contenuti e dar corpo alle nostre assunzioni. 

Da quando Neil Armstrong fotografò l’impronta di Buzz Aldrin, dopo essere sbarcato dal modulo lunare Eagle per compiere i primi passi sul nostro satellite naturale e aver pronunciato l’arcistudiato epitaffio della sua vita: «Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità», le attività spaziali hanno maturato le proprie connotazioni fino raggiungere la consapevolezza amministrativa e tecnologica di far parte di una scienza utile e concretamente parcellizzante per l’intera razza umana. Oggi poi la platea dei partecipanti alle attività di ricerca e di sviluppo delle diverse componenti dei comparti spaziali è profondamente allargata e per quanto si auspichi pace e collaborazione tra le nazioni e i suoi ricercatori, lo spazio resta sempre un terreno di scontro assai duro per i suoi attori. Un’esibizione di forza e di minacce industriali, politiche e militari che non deve far chiedere se sia opportuno o meno investirvi ma molto di più, quanto ogni singolo stato sia disposto a spendere per conservare il proprio posizionamento strategico, politico e industriale. Però oggi, a meno di insopportabili superbie nazionalistiche risulta sempre più definito che il mosaico di attività dell’esplorazione umana potrà adeguatamente essere ridimensionato dall’uso di macchinari automatici. Meno plateali ma molto più protettivi ed economici dell’invio di persone che rischiano di non far ritorno sulla Terra. Perché non esiste un prezzo sufficientemente alto da poter compensare la perdita di vite umane. Sono variabili che ognuno di noi dovrebbe avere ben presente quando si inorgoglisce nel vedere i propri connazionali che mettono a rischio la propria vita.

La Fallaci, che rappresenta pur sempre un idolo di quel buon giornalismo ormai tramortito dagli accorati talk show governati da conduttori fraternizzati al carro dei vincitori, era molto dura con i suoi colleghi: dei giornalisti aerospaziali pensava «il peggio del peggio». E le colleghe? «Non stanno mai zitte». 

Oriana cara! Che diresti se sentissi oggi gli strafalcioni di tanti pennivendoli associati a imprese e agenzie governative, pronti ad autocelebrare un universo che non esiste e negare realtà percepibili ad appena qualche centimetro sotto la cenere dell’ignoranza e della inconcludenza! Saresti soddisfatta che quella classe di report specializzata sia stata sostituita così inadeguatamente? 

Oggi la ‘space economy’ è una bandiera dietro cui si nascondono ancora numerosi intrighi di Palazzo. Ma di quali Corti e cortili non è sempre facile comprendere la nazionalità o la saldezza internazionale e se è vero che a volte il giornalismo qualificato sfora ambiti considerati inviolabili, non è mai falso affermare che la competenza è necessaria quando si riportano argomenti delicati in cui fusioni industriali o varo di programmi o propositi di allargamenti perimetrali o insabbiamento di progetti strategici o tentativi di annessioni trasversali –ma sono solo modestissimi esempi!- non costituiscono semplicemente una trama sbiadita delle cinematografia dello scorso secolo ma rappresentano l’ordito indiscusso del trattamento di realtà di generazioni scientifiche, competenze, dimensionamento di poteri industriali, salvaguardie occupazionali di alte prestazioni. E credibilità nazionale.

Per rendere credibile quanto affermato, val la pena riportare un segnale che ci sembra assai significativo di grossi cambiamenti in atto. A breve, all’interno dell’Armée de l’Air, sarà creato un comando militare dello spazio con l’obiettivo di assicurare lo sviluppo e il rafforzamento delle capacità spaziali della Francia. È quanto appena annunciato dal presidente Emmanuel Macron in discorso diffuso dall’Eliseo. Nelle sue parole, il rafforzamento della conoscenza della situazione spaziale: «Proteggeremo meglio i nostri satelliti». Vi erano state già numerose avvisaglie alle proposizioni del capo di Stato francese. Che sia stata un’emulazione degli Stati Uniti che già lo scorso anno avevano annunciato l’organizzazione di un esercito spaziale da attuare entro il 2020, secondo un progetto di Donald Trump, oppure una decisione coerente ad altri programmi in essere, è tutto da vedere. Nel settembre del 2018 comunque il ministro della Difesa Florence Parly aveva promesso di dotare la Francia di un’autonomia spaziale strategica in un contesto di militarizzazione dello spazio. A nostro parere e secondo quanto afferma una stampa d’oltralpe molto preparata, non sarà questa l’unica mossa istituzionale nell’ambito del settore spaziale in una delle locomotive continentali. Ma saremo molto attenti a seguirne tutti gli sviluppi.

Vorremmo condividere in queste righe che mentre si concludono tante rievocazioni, sicuramente piene del massimo pregio, potrebbero essere tante le manovre senza controllo che si stanno perpetrando, in Europa come altrove, per modificare gli assetti organizzativi di uno scacchiere determinante alle nuove strategie che verranno. E poi intendiamo raffigurare che restarne fuori o accontentarsi di essere solo modesti spettatori è solo un modo per accettare un naufragio a cui nessuno vuol assistere

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore