domenica, Luglio 5

C’è il piano di Ursula, poi c’è quello di Renzi e Conte Renzi è un bluff da 3%. Perché, dunque, non si ‘va a vedere’ il bluff? Perchè ci sono le ambizioni di Conte e c’è un Colle depotenziato in ballo

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Il piano, non a caso denominato ‘prossima generazione’ (‘Next Generation EU’) è proposto, ora ci si aspetterebbe una reazione conseguente, operativa, attiva, perfino entusiasta dal nostro ceto politico. Prossima generazione -in italiano per favore, d’ora in poi solo italiano, per favore: l’italiano è una delle lingue ufficiali della UE e, fino a trenta anni fa, era anche una delle lingue di lavoro, poi abbiamo insistito nella nostra inaffidabilità e disinteresse e la nostra lingua, la lingua fondante dell’Europa, è stata eliminata … su proposta della Germania, proprio quella che oggi sembra in prima linea-, cioè futuro, cioè i nostri figli, non noi. Ripeto, non noi signora Ursula von der Leyen inclusa e Angela Merkel inclusa e Mark Rutte incluso, ecc., non noi, i nostri figli. Una volta tanto la politica ha mostrato di avere una idea umana, non tanto per il fatto di averla detta la frase, in questo i nostri politicanti da strapazzo sarebbero bravissimi, ma per il fatto di averla detta legandola a un fatto concreto: 2400 miliardi di euri (‘euri’, plurale, in italiano, come le ‘lire’ gli euri!) da investire per il futuro.

Ci sarebbe da attendersi una reazione di entusiasmo e di orgoglio, ma una volta di più la politica italiana, e per essa i suoi politicanti-attori, delude da ogni punto di vista, dimostra la sua poca o punta serietà: ‘bisogna vedere’, ‘c’è il problema del MES’, ‘la partita non è chiusa’ e così via balbettando banalità e promettendo (solo questo ci mancava) massicce riduzioni delle tasse. Non ‘tutti pagheranno le tasse e poi le abbassiamo a tutti’, il contrario, e dunque ‘abbassiamo le tasse a quelli che le pagano’ … e i 90 miliardi da restituire alla Commissione, e i 2300 di debito pubblico? Sorvolo sui commentatori di questa politichetta da cortile, che si affannano a commentarla a criticarla o esaltarla, sempre, ormai invariabilmente, decrittabili in trasparenza in maniera anche disarmante per la sua evidenza -dico le evidenti simpatie politiche finalizzate dei giornalisti che intervengono o ‘intervistano’ sui vari fatti. Per cui, quello di una parte, pone domande provocatorie o esprime giudizi devastanti sulle azioni politiche di quelli dell’altra parte e viceversa. Ormai basta vedere il giornalista che parla e poi basta: si chiudono gli occhi e si possono ripetere le parole che dirà senza quasi sbagliarne una sillaba. E questo sarebbe il quarto potere, questa sarebbe ‘è la stampa bellezza’!

L’altra sera a un certo punto non riuscivo più a trattenere la rabbia e il disgusto, ma anche le risa, ai vari dibattitisulla sciocchezza degli assistenti civici. Una cosa su cui bastava una scrollata di spalle, e una parola, ‘sciocchezze’ per chiuderla lì. E invece no, discussioni sui colpi di stato, le nuove SS, l’insulto alle forze di polizia, lo sviamento di potere, la mancanza di poteri e poi, sotto sotto, nascosto ma non troppo, il disprezzo verso persone poco ricche, per così dire, chiamate a svolgere un lavoro di responsabilità … lo dicevo l’altro giorno: c’è un che, un tanto che, di razzismo, di aristocratismo, in tutto questo discorso. Peraltro volgare e inutile. È la distanza tra laclasse dominantee il popolaccio bue e, volutamente, ignorante. Volutamente? Sì: guardate i discorsi sulla scuola, guardate il silenzio sulla Università, dove tutto si riduce alle modalità burocratiche degli esami telematici (una bruttura che grida vendetta a chiunque abbia pensato una volta in vita sua) e alla riduzione delle ‘tasse’. Perfino le frecce tricolori, criticate come evidenza della inefficienza della nostra burocrazia … ma non fateci ridere!
Che poi tutto ciò serve a mascherare e fare passare in seconda linea ciò che accade realmente nella politica, i processi reali in corso. Per carità, nulla di nobile o colto, dio ci scampi, solo lazzarate da strada, manovrette da operetta, e una sottile ineludibile sensazione di assistere impotenti a scambi di favori, poltrone, interessi: un proscenio del quale si conoscono, ma non si vedono le quinte.

E dunque, mentre tutti stanno ad accapigliarsi sugli assistenti civici e quant’altro, Matteo Renzi ne fa un’altra delle sue, peraltro prevedibile e, secondo me, attesa: fa in modo, con la complicità di alcuni stellini (altro gruppo di persone di idee forti e chiare), che la commissione del Senato si pronunci contro il processo a Matteo Salvini per il caso Open Arms. La motivazione è sibillina: non ci sono state fornite prove e argomenti sufficienti. E che c’entra? La Commissione e poi il Senato non devono decidere se Salvini è colpevole, ma solo se viene imputato per odio politico, per metterlo a tacere. Sul merito deve decidere il giudice, non il Senato. Se poi il giudice, come è molto probabile, ignorerà lo Statuto della Corte Penale Internazionale, Salvini verrà assolto alla grande.
Ma, già dicevo, il Senato, che dovrà pronunciarsi fra un mese … eccola lì la torta! Da oggi iniziano trattative nascoste, inciuci vari, eccetera per capire quanto vale il voto dei renziani a favore o contro l’imputazione di Salvini. Renzi, in pratica, ha in mano un’arma di ricatto: può essere decisivo (o almeno può provarci) nel mandare o meno Salvini sotto processo. Tradotto in italiano corrente: è aperto il mercato. Quanto ci mette Salvini sul piatto, quanto Nicola Zingaretti, quanto Giuseppe Conte? E lui poi sceglie, tanto più che ora ci sono anche i miliardi della UE. E tanto per fare vedere che fa sul serio, subito una bella pagnotta se la prende: la presidenza della Commissione che dovrebbe indagare a Milano sulle cavolate fatte in Lombardia. Questa è ciccia, ciccia vera: Renzi, in pratica, ha in mano la giunta lombarda, più che altro ne ha in mano una parte vitale, visto che gli interessati sono tutti maschietti.
A Roma, intanto, può continuare a fare altri giochini con Conte e con Zingaretti. No con Zingaretti no, ormai è inesistente, silente, incapace di agire, non solo di reagire, stretto in una morsa che, credo, lui per primo non capisce: da una parte Franceschini che lo spinge a destra, verso Renzi insomma, e dall’altra … già dall’altra?
Quello che non si capisce, o meglio che non si capirebbe, è perché una trattativa del genere possa avere luogo. Un fatto evidente a tutti, platealmente, è che Renzi tutto può fare ora, fuori che fare cadere il Governo, ora! A Settembre, se ci sarà l’election day, forse la situazione potrebbe essere cambiata, anche perché si sarà deciso sul processo a Salvini e a Milano cominceranno ad uscire voci e colpi bassi vari pro e contro Fontana & co. Ma oggi come oggi quali sono le armi che ha in mano Renzi per continuare nella sua guerra da corsa, come la chiama qualcuno per nobilitarla?

Che Renzi in mano non abbia nulla è evidente: ha al massimo il 3 % di possibili voti, cioè nulla. Ha senatori e deputati in quantità, più la quinta colonna in casa PD, forte anche quella. Ma, oltre il Parlamento non va, gli italiani non se lo filano proprio, come non si filano il patetico Carlo Calenda, che, visti i soldi della UE arrivare, si … offre a co-governare, che cortilata! Ma insomma, ora Renzi ha in mano solo un bluff. Anche se, proprio il forte seguito parlamentare è anche la sua debolezza: a tutta quella gente entusiasta e piena di idee e di idealità struggenti, deve trovare un posto, e in fretta anche.
Perché, dunque, non si ‘va a vedere’ il bluff? crollerebbe come una pera dall’albero, così come scomparirebbe Calenda se si spingesse troppo avanti a ‘fare le bucce’ al Governo, magari sugli assistenti.

A mio parere, perciò, l’oggetto della trattativa è più complesso e anche devastante in questo momento che siamo sotto gli occhi della UE … attenti: il piano c’è, ma ancora non è stato approvato!
E forse questa volta Conte è al centro di quella trattativa. L’ho detto più volte e forse mi sbaglio, ma Conte è quello che è: un mediatore infaticabile e defatigante, completamente privo di qualunque progetto, non dico politico, ma ideale. Uomo per tutte le stagioni, disposto a tutto col medesimo sorriso falso e accattivante che lo caratterizza. E proprio per questo aperto a tutto pur di mantenersi al potere, dove ha visto che ci si sta benino. Non credo che abbia nessuna intenzione di tornare né alla cattedra, tanto più che gli è stata per ora preclusa la cattedra a Roma, né alla ‘professione’, che ora potrebbe essergli molto difficoltosa, in quanto inevitabilmente ‘sospetto’ di essere più che avvocato ‘faccendiere’, avendo anche mostrato una ‘competenza’ a dir poco discutibile. Per di più, soffre sempre di più la comunanza con gli stellini, e specialmente con Giggino, che, per certi versi è come lui quanto a cinismo, ma infinitamente più rozzo e brutale.
Il PD è sempre più evanescente e inaffidabile: non si sa cosa sia, dove vada, e chi comandi in quel guazzabuglio di quinte colonne, democristiani doc, invecchiati giovani turchi, ecc. Non appare ogni giorno di più il PD quello che può offrirgli un futuro di potere. Ma, il potere, potrebbe farglielo balenare (salvo poi a buttarlo a mare, figuriamoci) Renzi, mestatore principe, cinico anche più di lui e, badateci, l’unico oggi in grado dimediaresia con Salvini che con Berlusconi. E non è, appunto, un caso che abbia mostrato di essere disposto a stringere un accordo con Salvini. Una sorta di divisione del lavoro, dove a Renzi potrebbe spettare l’eredità di Berlusconi, per poi unirla ai centristi del PD che non aspettano altro, lasciando il resto a terra con Bersani e D’Alema. Peccato, peraltro, perché Bersani resta l’unica ‘testa pensante’ politica in Italia.

È una prospettiva folle? Demenziale sicuramente. Politicamente devastante di certo. Ma non irrealistica, dato che con gli stellini è ormai evidente che governare non si può e si deve solo attendere che maturino i tempi (a mio parere brevi) perché si dissolvano, lasciando Giggino libero di tornare dal suo amico Salvini, auspice Renzi e, specialmente, auspici gli industriali bonomiani, tutti protesi (ricordate l’articolo di Massolo, che commentai molto preoccupato?) come Renzi stesso verso un rientro sotto l’ala protettrice degli USA, per consumarne le briciole delle loro tavole, ma anche per assicurarsi un futuro: non certo in una Italia grande potenza economica (sorvolo sul culturale, è straziante ormai!) ma utile retrobottega fantasioso.

In una Italia del genere, il ruolo di Conte, potrebbe essere quello di un allusivo e complice zione, paternamente arroccato su un colle depotenziato.
Direte. Ma, idee, prospettive, progetti, disegni, visioni, futuro, giovani, prossima generazione, che fine hanno fatto ‘ste cose? Appunto, hanno fatto fine.

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