domenica, Agosto 25

Cattolici e Lega: attenti, questa non è un’esercitazione La Madonna su quel canotto non c’è salita da sola, ve l’hanno messa i ‘praticanti assidui’ cattolici che negano alla radice la comune origine degli uomini. E’ così difficile, per la Chiesa, dire chiaro e netto, che fuori da questa precondizione non esiste la possibilità di avvicinarsi ai sacramenti e di essere parte di essa

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Il gesto del direttore di ‘Civiltà Cattolica’, che rilancia una bella vignetta pubblicata da Mauro Biani su ‘Il Manifesto’, raffigurante la Madonna su un canotto alla deriva in mezzo al mare, il Mediterraneo, è lo specchio di un grave equivoco che, oltre alla politica nazionale, coinvolge la Chiesa cattolica italiana. L’una e l’altra sembrano eludere le domande fondamentali, evitano di chiedersi cos’è successo davvero al Paese e qual è il loro grado di responsabilità nella sconcertante involuzione umana e civile che abbiamo di fronte. 

Apprezzabile, ad esempio, il gesto della rivista di rispedire al mittente la pretesa -tanto convinta e irrealistica da fare sospettare la presenza di strutture psicotiche- del capo della Lega di intestarsi la Vergine Maria, insieme al Rosario e al Vangelo, così come sono inequivocabili le posizioni degli organi di stampa del Vaticano e dei vescovi, infatti sia ‘l’Osservatore Romano’ sia ‘Avvenire’ si sono schierati sull’unica posizione possibile, stavolta senza distinguo. 

Tuttavia, c’è una questione aperta sulla quale si preferisce sorvolare, ma che risulta decisiva se si vuole davvero comprendere la genesi del fenomeno Lega, la sua vivace curva di accrescimento nonché il rapporto, che non definirei solido, delle gerarchie con il popolo cattolico, considerato che all’incirca un terzo deipraticanti assiduialle ultime europee si è orientata verso la Lega

Questo è il vero problema della Chiesa in rapporto alla drammatica ondata di razzismo e inospitalità, che non si limita a sfiorare i suoi confini, ma li viola sfacciatamente, evocando domande su domande, a cominciare da quelle legate ai contenuti della pastorale, alla loro efficacia nonché al tipo di recettività dei credenti, in definitiva alle loro attese nei confronti della religione. 

Siamo di fronte a milioni di cattolici entusiasti di fronte a contenuti antiumani e anticristiani, che negano alla radice la comune origine degli uomini e dunque la loro fratellanza, ricusando l’intero impianto del cristianesimo. Un’eresia.

Una trentina di anni fa, per avere scritto che la masturbazione adolescenziale è un comportamento normale e persino necessario alla costruzione di una buona sessualità, sono stato preso di mira dalla stessa cultura che adesso vota la Lega, che, peraltro, l’occasione per ringraziare, perché il clamore creato dalla loro ignoranza, aveva fatto si che il libro stampasse 3 edizioni in quindici giorni.  

Non è solo, dunque, una questione di violazione di simboli, c’è in gioco il senso stesso della presenza della Chiesa cattolica in Italia, perché se, come accadde con il fascismo negli anni Trenta, di fronte a suggestioni totalitarie scatta questo riflesso condizionato, allora c’è una questione di sostanza ineludibile

Per questo, pure nel suo intento rispettabile, il rilancio di quella vignetta ricorda le battute del vicepremier Luigi di Maio, quando si lamenta delle cose che non vanno nel Paese, dimenticando di essere al governo. Se i miei figli spacciassero, io proverei vergogna a scrivere un articolo in cui analizzo, in chiave pedagogica, il problema del consumo delle sostanze stupefacenti. Lo troverei inopportuno.

La Madonna su quel canotto non c’è salita da sola, una buona parte di quelli che ve l’hanno issata e abbandonata a se stessa, sono cattolici, anzi i ‘praticanti assidui’ che votano la Lega -il 32% alle Europee-, un movimento che in origine esplode nelle solitarie parrocchie delle valli bergamasche. A loro aggiungo quel 52%, sempre di praticanti assidui che, secondo lo stesso sondaggio, a quelle consultazioni si sono astenuti.  

Prima di contestare a Matteo Salvini l’uso improprio dei simboli religiosi, come facciamo giustamente noi laici, la Chiesa deve interrogarsi su questo drammatico rovesciamento della propria pedagogia, deve riflettere sull’odio diffuso di una miriade di consacrati verso papa Francesco, il cui unico torto è di avere ripreso in mano il Vangelo, cercando di trarne delle conseguenze logiche.
Deve porsi di fronte a se stessa, chiedendosi perché l’acqua che scende copiosa dalle nuvole non lambisce nemmeno il deserto, sempre più arido. Potrebbe scoprire che ombrelli enormi, il cui tessuto è rappresentato da una miscela di sacerdoti, religiosi e laici integralisti, impediscono al messaggio di Cristo di giungere a destinazione, frapponendosi tra Dio e l’uomo.        

Quello che mi colpisce nell’immagine del vignettista de ‘Il Manifesto’, ripresa dal periodico dei gesuiti, è la desolata solitudine della Madonna, lasciata in pasto a fanatici di ogni sorta, che si permettono di parlare in suo nome, colpendo nel segno, perché il loro seguito aumenta. Vedo, almeno in Italia, una solitudine identica circondare la figura del Pontefice, cui va riconosciuta una coerenza e tenacia straordinari. Ma sono solitudini esaltanti, che ricordano quella di Gesù sulla Croce. Solitudini vittoriose.

Nel corso del mese di luglio mi trovavo ad Assisi per lavoro. Davanti alla Porziuncola, mi ripetevo che quando Dio aveva voluto rinfrescare il messaggio portato da Gesù e riparare la propria casa, aveva puntato le proprie carte su San Francesco, un vero rivoluzionario, che avrebbe ripreso, punto per punto, il programma pastorale del Nazareno. Dunque, non ci possono essere equivoci sulla direzione di marcia, tutti fratelli, senza distinzione di colore, razza, religione. 

Mi chiedo, per questa ragione, se è così difficile, per la Chiesa, dire chiaro e netto che fuori da questa precondizione non esiste la possibilità di avvicinarsi ai sacramenti e di essere parte di essa
Se a renderla così prudente è la paura che il tempio si svuoti del tutto, evidentemente deve avere perso fiducia nel Crocefisso che, a differenza di tanti parroci, leghisti o aridi ragionieri, non conta le comunioni domenicali per misurare lo stato di salute della sua Creatura.  Gli basta e avanza un solo giusto per salvare la città. 

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