lunedì, Maggio 27

Cattolici in Cina: la Chiesa sotterranea ai raggi X L’accordo fra Chiesa e Cina sembra sempre più vicino: le due comunità cattoliche verranno unite, ma i vescovi della comunità non ufficiale ne denunciano i pericoli. Il professor Fenggang Yang spiega come questa comunità reagirà all’accordo

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L’accordo fra Cina e Vaticano sembra ormai essere prossimo alla chiusura e una nuova era di rapporti fra il gigante asiatico e la Chiesa cattolica sempre aprirsi. Persino i media cinesi, tradizionalmente silenti, hanno iniziato a far trapelare qualche sporadica e superficiale notizia riguardante un possibile accordo fra le due parti. Tuttavia, è difficile da dire da che cosa questa nuova epoca sarà caratterizzata: non sono chiari tutti i dettagli dell’accordo, ma soprattutto non è assolutamente prevedibile con precisione come i cattolici cinesi reagiranno alla nuova situazione. Quello che sappiamo riguardo ai cinesi di fede cattolica riguarda le due comunità in cui essi si sono organizzati: c’è una comunità cattolica ufficialmente riconosciuta dal Governo cinese e una sotterranea, non ufficiale, fedele alla Chiesa romana. Una parte importante dell’accordo che dovrebbe portare a normalizzare i rapporti fra Cina e Vaticano riguarda anche il superamento dello spaccamento fra queste due comunità: quella sotterranea dovrebbe essere assimilata sotto le insegne della comunità ufficiale, la cosiddetta Associazione Patriottica Cattolica.

C’è però chi teme che un accordo di questo genere sarà un duro colpo per la libertà religiosa in Cina, già messa a dura prova negli anni dalle autorità cinesi e dai suoi atteggiamenti che, seppur non apertamente persecutori, non possono certo essere considerati tolleranti. E a subirne le conseguenze potrebbero essere soprattutto i membri della comunità sotterranea, come denunciato da alcuni dei suoi vescovi, che ritengono questo accordo come una definitiva resa del Vaticano alla Cina comunista. La notizia di pressioni del Vaticano fatte a due suoi vescovi per far spazio a figure riconosciute dal Governo cinese sembra confermare questo timore.

Quando si parla di comunità sotterranea non bisogna pensare a qualcosa di simile ai primi cristiani nell’Impero Romano, che celebravano le proprie cerimonie religiose nel nascosto delle catacombe. Ormai sono pochi coloro che si nascondono: spesso ci sono intere chiese costruite dai membri di questa comunità, che si distingue da quella ufficiale per pure questioni politiche. Spesso condividono gli stessi spazi con i membri della comunità ufficiale, quando non il clero e i fedeli: la situazione è molto più fluida di quanto la nettezza delle definizioni sembrano indicare, tanto che è difficile dire quanti credenti appartengano a una comunità e quanti a un’altra. La stessa definizione di ‘comunità sotterranea’ è fuorviante, da questo punto di vista e, per questa ragione, alcuni commentatori preferiscono parlare di comunità ‘non registrata’ alle autorità civili e, quindi, ‘non riconosciuta’.

Ma quali sono le caratteristiche della comunità non ufficiale e come reagirà a questo accordo, che sembra sempre più vicino? Lo chiediamo a Fenggang Yang, professore di sociologia e direttore del ‘Center on Religion and Chinese Society’ presso la Purdue University di West Lafayette, Indiana.

Quanti sono i fedeli della Chiesa non ufficiale? Come è composta la sua gerarchia?

Non c’è un numero preciso di fedeli appartenenti alla Chiesa ufficiale o a quella non ufficiale. La maggior parte dei cattolici, anzi, spesso partecipa indifferentemente alla vita di entrambe le comunità, perché anche le attività della cosiddetta Chiesa sotterranea sono note al pubblico e alla polizia. La differenza riguarda i vescovi e i preti che operano all’interno dell’Associazione Patriottica Cattolica (la Chiesa ufficiale) e quella sotterranea. Tuttavia, la maggioranza dei vescovi dell’Associazione Patriottica sono stati approvati anche dal Vaticano, così che le differenze di status fra le due comunità si sono confuse ancora di più. Le stime più credibili indicano che il numero di cattolici presenti in Cina si aggira attorno ai 10-12 milioni, sebbene le autorità cinesi insistano nel dire che sono solo 5-6.

Quali sono i rapporti fra questa e la comunità riconosciuta dal Governo cinese? C’è qualche contrasto?

Ci sono state rivalità. Una parte delle ragioni di questo scontro riguarda i confini delle diocesi: quelli disegnati dal Vaticano negli anni ’40 e quelli dell’Associazione Patriottica Cattolica che seguono i confini amministrativi cinesi, che sono cambiati spesso dal 1949. Dunque, le diocesi sovrapposte presentavano diversi vescovi a sovrintendere su una stessa area geografica. Tuttavia, la rivalità non c’era solo fra preti e vescovi delle due comunità, ma a volte c’è stata anche rivalità fra i preti della Chiesa sotterranea che si contendevano il ruolo da vescovo per una stessa diocesi.

In che rapporti sono fra loro i fedeli delle due comunità?

Credo che la maggior parte dei laici cattolici delle due comunità sia in buoni rapporti con gli altri, così come la maggioranza del clero. Solo una minoranza di preti e vescovi seguono con zelo il Partito Comunista, mentre un’altra minoranza respinge fermamente ogni tipo di cooperazione con il partito. Queste due minoranze agli estremi sono il problema per la riconciliazione che è stata auspicata da Papa Benedetto XVI e Papa Francesco.

Il nuovo accordo proverà a unificare le due comunità. Non c’è il rischio che, invece, questo andrà ad aumentarne le divergenze?

I tentativi di unificare le due comunità cattoliche sono stati iniziati da Papa Benedetto XVI, ma la divisione è rimasta. I termini del nuovo accordo fra Chiesa e Vaticano sono ancora oscuri, al momento, dato che il lato cinese non ha ancora detto niente. Se l’accordo finale verrà percepito dai cattolici come una resa totale del Vaticano alla Cina comunista, è probabile che una parte dei vescovi e dei preti sotterranei non potrà far altro che resistere. Naturalmente, sotto le pressioni della gerarchia cattolica e del governo, la resistenza dei vescovi della Chiesa sotterranea potrebbe gradualmente venire meno. D’altro canto, i cattolici della comunità sotterranea, scoraggiati, potrebbero continuare nel proprio rifiuto, il che porterebbe, nei fatti, a uno scisma. Dopo tutto, il mondo protestante ha un grande richiamo in Cina e non mi sorprenderei se essi volessero stabilire una propria chiesa con una propria struttura episcopale.

Quali sono i rapporti fra i fedeli della comunità sotterranea e il Governo cinese? I loro vescovi sono considerati illegali?

I vescovi e i preti della Chiesa sotterranea sono considerati illegali dal Governo cinese. Alcuni di loro sono perseguitati, arrestati, incarcerati o semplicemente scompaiono da un momento all’altro. Nonostante ciò, il clero di questa comunità ha continuato a esistere.

Come cambierà la comunità sotterranea dopo l’accordo? Sopravvivrà, in qualche modo?

Questo dipenderà da molti fattori. In questo momento è difficile da dire essendo ancora poco chiaro il reale contenuto dell’accordo.

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