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Libia 2018: cosa aspettarsi nell’anno delle elezioni? Con Arturo Varvelli, (Analista Senior ISPI) facciamo il punto sulla situazione attuale e sugli scenari futuri della Libia
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‘Per avere una piena democrazia non sono sufficienti libere elezioni ma è necessaria tutta una serie di cautele e di bilanciamenti che non sono presenti attualmente in Libia: Haftar è consapevole che far deragliare il processo democratico conduce il Paese tra le sue braccia; o quanto meno questa è la sua speranza, la sua strategia’

Hillary Clinton sapeva che la Libia si sarebbe trasformata nel ‘buco nero’ che è oggi? Lo suggerisce la corrispondenza tra l'ex segretario di Stato e un suo collaboratore
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Il Dipartimento di Stato guidato da Hillary Clinton cospirò assieme alla Cia, consegnando alla Casa Bianca informative parziali e destituite da qualsiasi fondamento al fine di spingere un recalcitrante presidente Obama a decretare la discesa in campo a fianco di Francia e Gran Bretagna

Libia: il petrolio continuerà a fare la differenza tra guerra e ricostruzione Abbiamo analizzato i diversi attori alla luce dell’esplosione di ieri insieme a Umberto Porfazio
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Ieri, 26 dicembre, è esploso l’oleodotto al-Zuqut del terminal di Al-Sidra, vicino il villaggio di Maradah in Cirenaica. Ad esplodere sarebbe stato un oleodotto gestito da una sussidiaria della Al-Waha Oil Company che collega i giacimenti petroliferi del bacino di Marada con il porto petrolifero di Sidra. 

Spietato controllo delle milizie, sofferenza di massa: benvenuti nella Libia post-guerra NATO Intervista esclusiva con Linda Ulstein, portavoce delle tribù libiche: le colpe dell'Occidente, l'orrore di oggi nella Libia degli occidentali
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“…la situazione nelle prigioni in Libia è veramente orribile. Torture, atrocità, uccisioni e stupri… l’Occidente vuole nascondere il fatto che siano stati proprio loro gli artefici di questo crimine contro il popolo libico e della demolizione della sovranità libica”

Libia: ‘missione impossibile’ di Minniti tra Haftar, Sudan, Algeria Una fonte di ‘DefenceWeb’ spiega: "l'Italia che sta perdendo terreno anche in Sudan sta cercando una alleanza con l'Algeria, la quale preferisce il debole e malleabile Governo di Serraj", l’incontro Minniti e Haftar "segno di debolezza di Roma"
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L’Italia in Libia sta giocando una partita pericolosa e senza esclusione di colpi per salvaguardare la sicurezza energetica del Paese e gli interessi di ENI, in questo contesto si spiega la missione in Algeria e l’incontro con Haftar del Ministro degli Interni