sabato, Dicembre 7

Catalogna: stop alla seduta del Parlamento di lunedì Kurdistan, Macron ad al-Abadi: 'Pronto a fare da mediatori'. Erdogan: 'Turchia, Iran e Iraq pronti a sanzioni'

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La Corte costituzionale spagnola ha decretato la sospensione precauzionale della sessione del parlamento catalano prevista per lunedì, durante la quale il presidente Carles Puigdemont deve intervenire sul referendum del primo ottobre e che potrebbe portare all’adozione di una dichiarazione di indipendenza della Catalogna.

Non è chiaro al momento quale sarà la decisione dell’assemblea catalana nella quale gli indipendentisti hanno la maggioranza assoluta. Il premier spagnolo Mariano Rajoy aveva chiesto al presidente catalano Carles Puigdmeont di «tornare alla legalità» e rinunciare «con i tempi più rapidi possibili» al progetto di una Dichiarazione Unilaterale di Indipendenza. L’ex-premier spagnolo José Maria Aznar ha invitato Rajoy a prendere misure energiche contro la Catalogna o a convocare elezioni se «non si sente capace o non è nella disposizione» di farlo. Contro le parole del Re Felipe VI invece Pablo Iglesias, leader di Podemos: «Il re ha fatto un errore storico che comprometterà il suo futuro politico. Non ha parlato con nessuna forza politica fondamentale, non ha parlato con i baschi, non ha parlato con noi. Ha fatto una dichiarazione in cui ha rotto la neutralità, ha fatto il discorso del governo. Un re che è un re del governo e non è il capo dello stato di tutti i cittadini è un re che ha problemi di legittimità. Quello che ha fatto è stato molto irresponsabile».

«Una Catalogna indipendente non sarebbe membro dell’Unione europea. L’Unione europea conosce un solo Stato membro: la Spagna», ha affermato invece il commissario Ue all’Economia Pierre Moscovici. «E’una vicenda dolora che va trattata dagli spagnoli. Risolverla non spetta né a Parigi né a Bruxelles né ad altri».

Negli Usa arrivano novità sulla sparatoria di Las Vegas. Due mesi prima di compiere la strage, secondo ‘Tmz‘, Stephen Paddock aveva prenotato al Blackstone Hotel Chicago due camere con vista sul palco principale del mega festival rock Lollapalooza, uno dei maggiori a livello mondiale, cui quest’anno hanno partecipato circa 400 mila persone, tra cui Malia Obama, la figlia maggiore dell’ex presidente Usa. Questo confermerebbe come l’uomo stesse pianificando il massacro da mesi. Lo sceriffo di Las Vegas intanto conferma che aveva prenotato anche una camera in un’altro hotel e non esclude che avesse dei complici.

Passiamo alla Siria, dove arriva la notizia della morte di Roman Zabolotniy, uno dei due russi rapiti dall’Isis. A rivelarlo è Anatoliy Kotliarov, consigliere municipale di Rostov sul Don, città natale di Zabolotniy. Per quanto riguarda le sorti del secondo rapito, Grigoriy Tsurkanu, Kotliarov dice di non saperne nulla. Manca però ancora una conferma ufficiale. Intanto emergono novità per quanto riguarda l’attacco del 30 marzo scorso a Ltamenah, una cittadina nel nord, in cui sono rimaste ferite 50 persone. Secondo l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche sarebbero state trovate tracce di sarin o di sostanze chimiche legate al sarin.

In Iraq invece le forze governative hanno riconquistato il centro della città di Hawija, uno degli ultimi bastioni dei jihadisti. Ma rimane intanto alta la tensione con il Kurdistan. A Parigi oggi incontro tra il presidente Emmanuel Macron e il primo ministro iracheno Haider al-Abadi. Macron ha offerto di essere mediatore tra il governo iracheno e i curdi. Al-Abadi ha confermato di non volere il confronto armato, ma ha ribadito però che le posizioni «dell’autorità federale devono prevalere». Il presidente francese ha affermato invece che i diritti dei curdi devono essere «riconosciuti nel quadro della costituzione irachena. C’è una strada nel rispetto del diritto dei popoli che consente di conservare il quadro della Costituzione e la stabilità e integrità territoriale dell’Iraq».

Intanto Recep Tayyip Erdogan ha detto che Turchia, Iran e Iraq adotteranno una strategia congiunta per sanzionare il governo della regione autonoma del Kurdistan iracheno per il referendum sull’indipendenza: «Non permetteremo che la sicurezza della nostra regione e del nostro Paese venga messa a rischio solo perché qualcuno vuole realizzare il suo sogno d’infanzia».

In Turchia un ufficiale di contatto del consolato americano a Istanbul è stato arrestato dalla polizia. L’accusa è di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. L’uomo, un cittadino turco, è accusato di essere stato in contatto con figure di spicco dei ‘gulenisti’, tra cui il super-procuratore Zekeriya Oz, attualmente latitante.

Andiamo in Palestina, perché dopo la conclusione della prima visita da due anni del premier Rami Hamdallah a Gaza, martedì prossimo Fatah (il partito di Abu Mazen) e Hamas torneranno ad incontrarsi al Cairo martedì prossimo per discutere i dettagli della riconciliazione in corso tra le due fazioni palestinesi. Secondo l’agenzia Wafa, al centro ci sono «le differenze su importanti questioni come la sicurezza a Gaza, i valichi di frontiera e le armi delle milizie di Hamas».

«Sono certo che la sua visita darà un forte impulso allo sviluppo delle nostre relazioni bilaterali».
Così Vladimir Putin ha salutato l’arrivo del re saudita Salman bin Abdulaziz al Saud. «E’ la prima di un monarca saudita nella storia delle nostre relazioni ed è un evento molto importante, storico». La Russia e l’Arabia Saudita hanno discusso della possibile fornitura a Riad da parte di Mosca dei sistemi missilistici S-400.

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