venerdì, Novembre 15

Catalogna: si alza il livello dello scontro politico dopo il referendum USA, attentato di Las Vegas: non è terrorismo, ma Daesh rivendica lo stesso

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Il Vice-Presidente del Consiglio della Libia, Ahmed Maitig, ha confermato che è intenzione del Governo di Tripoli giungere a nuove elezioni entro un anno. Inoltre, Maitig ha affermato che i colloqui per giungere ad una pacificazione tra le varie fazioni che si combattono sono tutt’ora in corso. Le dichiarazioni, avvenute a margine dell’incontro bilaterale con il Ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, vanno anche nella direzione di una più stretta collaborazione tra Italia e Libia.

Attentato suicida a Damasco, in Siria. Un’autobomba sarebbe stata lanciata contro una caserma della Polizia mentre due attentatori con cinture esplosive si sarebbero fatti esplodere all’interno: il bilancio è di almeno undici morti.

Dopo che il 25 settembre i curdi nel nord dell’Iraq hanno votato per l’indipendenza da Baghdad e che tutti gli Stati confinanti si sono dichiarati contraria alla nascita di un Kurdistan indipendente, oggi le forze armate irachene ed iraniane hanno effettuato una serie di esercitazioni congiunte: i due Paesi, divisi da differenze religiose e da una lunga guerra negli anni ’80, sembrano ritrovare una certa unità di fronte allo spettro di uno Stato Curdo indipendente.

Da Teheran, inoltre, è arrivata la notizia di nuovi contatti diplomatici con la Turchia: oggi c’è stata la visita del Capo di Stato Maggiore turco e, tra due giorni, sarà lo stesso Presidente Recep Tayyip Erdoğan a visitare l’Iran.

Dalla Turchia arriva anche la notizia (AGI) secondo cui il Presidente Erdoğan si sarebbe dichiarato disponibile ad uno scambio di prigionieri: Ankara sarebbe disponibile a liberare il Pastore Evangelico Andrew Brunson, detenuto da un anno (recentemente il Presidente USA, Donald Trump, era tornato a chiederne la liberazione), in cambio dell’estradizione del Predicatore Fethullah Gülen, ritenuto dal Governo turco il principale ideatore del tentativo di Colpo di Stato che, fallendo, ha rafforzato ulteriormente il potere di Erdoğan.

Oggi, in Russia, l’oppositore e Candidato Presidente, Alekseij Navalnij, comparirà in tribunale per rispondere dell’accusa di avere ripetutamente organizzato manifestazioni non autorizzate. Navalnij era stato fermato la settimana scorsa mentre si recava ad un comizio (questa volta autorizzato). Nonostante i numerosi fermi a cui è stato sottoposto, Navalnij ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di tirarsi indietro.

Un carico di armi nord-coreane sarebbe stato bloccato in acque egiziane: il carico sarebbe stato destinato, tramite canali non ufficiali, alle Forze Armate dell’Egitto. La vicenda getta un’ombra inquietante sulla capacità delle sanzioni ONU di colpire effettivamente la Corea del Nord.

Dal Myanmar, invece, arriva un primo passo verso una possibile soluzione della crisi dei Rohingya: le autorità si sono dette disponibili a permettere il rientro delle centinaia di migliaia di profughi fuggiti in Bangladesh.

In Mozambico, il Presidente Filipe Nyusi è stato confermato alla guida del partito di maggioranza, il Frente de Liberaçao de Moçambique (FreLiMo: Fronte di Liberazione del Mozambico). Il partito, che ha avuto un ruolo di primaria importanza nella lotta anti-coloniale contro il Portogallo, oggi si batte per la pacificazione del Paese e contro al corruzione.

In Kenya, scontri di piazza contro la riconferma del Presidente Uhuru Kenyatta. La manifestazione è stata indetta dai sostenitori del candidato sconfitto alle ultime elezioni, Raila Odinga.

Venti di separatismo in Nigeria e Camerun. In Nigeria, il Presidente Muhammadu Buhari ha dichiarato che, nonostante si sia aperto un tavolo di discussione su una riforma federale dello Stato, non verrà permesso ai gruppi indipendentisti del Biafra di minare l’integrità e la solidità della Nigeria. In Camerun, invece, le regioni a maggioranza anglofona hanno dichiarato l’indipendenza dallo Stato centrale e la nascita di una nuova entità politica: l’Ambazonia.

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