venerdì, Novembre 15

Catalogna: dopo il SI all’indipendenza ecco cosa succederà Il ‘SI’ all’indipendenza ha vinto con il 90,09% dei voti di circa il 45% degli aventi diritto; le tappe per approdare alla Repubblica di Catalogna

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Secondo i dati trasmessi poco dopo la mezzanotte dalla Generalitat de Catalunya, i cittadini della Catalogna che hanno partecipato al referendum sono stati 2.262.424 (su 5.343.358 aventi diritto), ovvero poco meno del 45%, il ‘SIall’indipendenza ha vinto con 2.020.144 voti, pari al 90,09%, mentre i ‘NOsi sono attestati al 7,8% (176.565 voti).
Al precedente referendum del 2014, votarono il 35,9 % degli aventi diritto e l’80,72 % degli elettori votò per l’indipendenza.
Sempre secondo la Generalitat, la Polizia spagnola ha chiuso 400 seggi su 2.315. I feriti, secondo il Ministero della Salute catalano, a fine giornata sono stati 844.

«Nei prossimi giorni trasmetterò al Parlamento della Catalogna i risultati affinchè agisca come previsto dalla legge del referendum», ha detto il Presidente catalano Carles Puigdemont, parlando dal Palazzo della Generalitat de Catalunya. Secondo la legge sul referendum, adottata dal Parlamento e sospeso dalla Corte costituzionale, se il ‘SI’ per l’indipendenza esce vittorioso, il Parlamento, entro due giorni dopo la proclamazione dei risultati da parte della Commissione elettorale, è chiamato a tenere una seduta ordinaria per la dichiarazione formale dell’indipendenza della Catalogna. Il vicepresidente catalano Oriol Junqueras ha detto che spetterà al Parlamento di Barcellona la settimana prossima prendere la decisione di dichiarare l’indipendenza, in base alla legge sul referendum. Evento che invece potrebbe già definirsi mercoledì.

Cosa ora accadrà ora è impossibile tratteggiarlo, ma pare che il Governo di Puigdemont sia intenzionato procedere secondo quanto previsto dalla legge sul referendum e dalla legge di rottura -approvate dal Parlamento catalano e sospese dalla Corte costituzionale. Il Governo spagnolo, da parte sua, appare chiaramente intenzionato non solo a non riconoscere la validità del referendum, e dunque dell’esito di quest’ultimo, ma a continuare con ilmuro contro muro’. Una politica che ieri lo ha visto scendere in campo usando il pugno duro contro organizzatori del voto e votanti, almeno sotto i riflettori, visto che gli interventi ci sono stati soprattutto a Barcellona, dove erano presenti le TV di tutta Europa e non soltanto, ma i seggi chiusi alla fine sono stati solo 400 su oltre 2.000. Difficile credere che le forze messe in campo da Madrid non potessero fare di più.

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