venerdì, Novembre 15

Catalogna: referendum, chi ha vinto? Chi ha perso? Il bilancio del referendum catalano e le prospettive future secondo Eleonora Poli, ricercatrice dell' Istituto Affari Internazionali (IAI)

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 I cittadini che hanno partecipato al referendum della Catalogna sono stati 2.262.424 (su 5.343.358 aventi diritto),  circa il 45%, ilSI’ all’indipendenza ha vinto con 2.020.144 voti, pari al 90,09%, mentre i ‘NO’ si sono attestati al 7,8% (176.565 voti).Al precedente referendum del 2014, votarono il 35,9 % degli aventi diritto e l’80,72 % degli elettori votò per l’indipendenza.

Una “messa in scena” secondo il Premier spagnolo Rajoy. Sul post-referendum, Il Ministro della giustizia spagnolo Rafael Català, ha aggiunto: «C’è l’articolo 155. Abbiamo il dovere di risolvere i problemi e lo faremo per quanto ci possa dolere usare determinate misur»

Per quanto concerne il ruolo europeo, «la Commissione non ha alcun ruolo da giocare in questa fase» ha detto il portavoce dell’esecutivo comunitario, Margaritis Schinas. Numerosi gli scontri su cui la Catalogna aprirà un fascicolo. Anche l’ Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ra’ad Al-Hussein si è detto “molto turbato” dalle violenze avvenute in in occasione del referendum catalano.

Quale il bilancio del referendum catalano? Lo abbiamo chiesto ad Eleonora Poli,  ricercatrice presso l’ Istituto Affari Internazionali (IAI), dove collabora a progetti di ricerca sulle politiche economiche europee oltre che sul ruolo dell’Unione europea nella risoluzione di conflitti regionali.

I cittadini catalani che hanno partecipato al referendum sono stati 2.262.424 (su 5.343.358 aventi diritto),  circa il 45%, ilSI’ all’indipendenza ha vinto con 2.020.144 voti, pari al 90,09%, mentre iNO’ si sono attestati al 7,8% (176.565 voti). Quali considerazioni si possono fare a riguardo?

Dal punto di vista politico la decisione del governo spagnolo di intervenire con la polizia, per quanto fosse legittimo dal punto di vista legale e istituzionale, non ha fatto altro che spingere i cittadini catalani a votare. Dalle interviste che sono state fatte, un gran numero di cittadini che all’ inizio erano contrari a votare “Sì” all’ indipendenza o erano indecisi, sono andati a votare per reazione all’ intervento della polizia che, sicuramente dal punto di vista legale era legittimo, ma dal punto di vista politico ha avuto conseguenze nefaste: al posto di spingere i cittadini a non votare, ha ottenuto l’ effetto contrario. Di certo, in alcuni casi, si è trattato di un voto di protesta nei confronti del governo spagnolo; in altri casi, di un voto di forte supporto all’ indipendenza dello Stato catalano. Il problema è che, non essendo il referendum stato riconosciuto dal governo spagnolo, non vi è stata alcuna campagna informativa per il “No”. Motivo per cui, non tutti cittadini sanno quali conseguenze avrebbe l’ indipendenza della Catalogna. Ci dovrebbe essere un processo istituzionale che dovrebbe permettere alla Catalogna di uscire non solo dalla Spagna, ma anche dall’ Unione Europea. I cittadini non sono stati avvisati di quello che comporterebbe tutto questo: uscita dall’ euro, uscita dal mercato unico, uscita da Shengen. Sicuramente avrebbe un impatto molto negativo sia per l’ economia della regione sia per la stabilità.

Il premier spagnolo Mariano Rajoy, nel discorso tenuto a pochi minuti dalla chiusura delle urne, ha definito la consultazione catalana una «messinscena». Molti elettori non hanno seguito procedure, per così dire, “ortodosse”: hanno stampato le schede a casa, non hanno rispettato la segretezza. Questa circostanza inficia o comunque indebolisce il risultato del referendum?

In una situazione normale sicuramente, ma dal momento che c’è stata così tanta passione da parte dei cittadini catalani che hanno manifestato nelle piazze in maniera pacifica mentre, dall’ altra parte, c’è stata una reazione dura da parte del governo, per quanto a livello istituzionale il referendum possa non essere considerato valido, non si può non considerare la chiave politica: quando si vedono piazze piene di gente che manifesta, in democrazia non si può non tenerne conto. Certamente, dal punto di vista legale, è un referendum fatto senza seguire delle procedure regolari, ma bisogna considerare che c’è un forte numero di persone che è andato a votare a favore dell’ indipendenza. E questo è un dato che il governo spagnolo non dovrebbe sottovalutare, al di là del risultato concreto e di cosa succederà. C’è un forte malcontento a livello sociale e questo la Spagna dovrebbe tenerlo presente.

E’ chiaramente un fallimento per entrambi le parti. Quello di Madrid è il risultato di una mancanza di impegno nella realizzazione di una campagna informativa per il “No” che, stando ai numeri, avrebbe reso meno scontato l’ esito del referendum.

Certamente. Se si vedono i dati, poco più del 40% è andato a votare. Di questo, il 90% ha votato “Sì”. Se ci fosse stata una campagna legittima in cui si spiegavano i motivi razionali per cui alla Catalogna non conviene uscire dalla Spagna, il risultato sarebbe stato, forse, diverso. Basta guardare alla BREXIT, il caos politico in cui è finita la Gran Bretagna, che dovrebbe fungere da esempio. Sicuramente, una buona percentuale dei cittadini avrebbe votato “No” se ci fosse stato un negoziato politico e se fosse stato concesso qualcosa alla Catalogna in termini di autonomia. E’ vero che la Catalogna ha già parecchia autonomia, però ci doveva essere un negoziato di tipo politico per convincere i cittadini catalani che il loro futuro non sarebbe stato migliore, come di fatto sarà, fuori dalla Spagna perché comporterà una serie di altre perdite.

Il risultato non sarebbe stato così scontato perché c’ erano molti indecisi e c’è da tener conto del fatto che in Catalogna non vivono solo catalani, ma anche spagnoli: non dimentichiamo che viviamo in un’ epoca di globalizzazione. Ci sarebbe stata la possibilità, effettivamente, di esercitare un diritto democratico come quello di votare, essendo a conoscenza dei pro e dei contro e probabilmente il risultato sarebbe stato diverso. Anche in caso di vittoria il risultato sarebbe stato diverso perché il governo catalano avrebbe avuto una vera legittimità, dal punto di vista istituzionale e non solamente di forza politica della massa, per chiedere qualcosa in più al governo spagnolo. In questo frangente, penso abbiano perso tutti e due.

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