giovedì, Febbraio 20

Catalogna: Puigdemont non risponde con ‘chiarezza’ Oggi la prima scadenza dell'ultimatum di Madrid. La Generalitad risponde con una lettera

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La scadenza ultima per il governo catalano è giovedì alle 10. E’ quanto sentenziato dalla vice premier spagnola Soraya Saenz de Santamaria, che ha ribadito: tra poco meno di tre giorni, la Generalitad dovrà «rettificare e dovrà farlo con chiarezza». E’ ‘nelle sue mani’, riferendosi a Carles Puigdemont, la possibilità di “evitare che si applichi la Costituzione” ossia l’articolo 155 che, a detta della portavoce del governo spagnolo, non sospenderebbe l’autonomia della Catalogna ma «ripristina la legalità e l’esercizio dell’autonomia d’accordo con gli standard costituzionali e statutari».

Carles Puigdemont, dunque, non ha risposto in modo chiaro su quanto dichiarato martedì scorso, 10 ottobre quando, 72 su 120 parlamentari catalani hanno firmato la ‘Declaración de los representantes de Catalunya’.

«Non è difficile tornare alla ragionevolezza e dare una risposta chiara ai cittadini della Catalogna ed al resto della Spagna. Bisogna rispettare la legge» la provocazione della vice premier dell’ esecutivo di Madrid.

Alla vigilia della scadenza, Puigdemont non avevo messo le mani avanti, auspicando di «ribadire il nostro impegno a favore della pace, del civismo, della serenità e anche della fermezza e la democrazia, quali principi ispiratori delle decisioni che dobbiamo adottare».

Puigdemont ha inviato una lunga lettera al Premier Rajoy nella quale espone una certo stupore per l’attivazione dell’articolo 155, con cui il governo centrale conta di riprendere il controllo sulla Catalogna, rimuovendo l’ autonomia finora conquistata. Puigdemont ripropone un incontro immediato, il ritorno al dialogo, anche mediante il supporto internazionale, prendendosi un periodo di due mesi di trattative.

«Domenica 1° ottobre, nel mezzo di una violenta azione della polizia denunciata dai più prestigiosi organismi internazionali, più di due milioni di catalani hanno assegnato al Parlament il mandato democratico di dichiarare l’indipendenza. Ai risultati di questo referendum bisogna aggiungere quelli delle ultime elezioni per il Parlament della Catalogna, dove una chiara maggioranza, un 47,7 per cento, votò per le forze indipendentiste, e dove le forze esplicitamente contrarie all’indipendenza ottennero un 39,1 per cento» esordisce la lettera di Puigdemont.

A distanza di pochi minuti, arriva anche il riscontro di Mariano Rajoy che «deplora profondamente» che il presidente catalano Carles Puigdemont abbia «deciso di non rispondere». Rajoy ha risposto, a sua volta, con una lettera al leader catalano nella quale riafferma la seconda scadenza dell’ultimatum.

«Riteniamo che il signor Puigdemont abbia un’opportunità di correggere e tornare alla legalità», «nessuno gli nega il dialogo, però il dialogo deve avvenire nel contesto della legge».  Questa la dichiarazione del  Ministro della Giustizia di Madrid, Rafael Català. «La prima domanda (sulla dichiarazione unilaterale di indipendenza) era chiara e sembra che la risposta non lo sia altrettanto» ha sostenuto il Ministro spagnolo poco prima di inaugurare l’atto commemorativo del 25mo anniversario del Trattato di Madrid organizzato dalla Conferenza dei ministri della Giustizia dei Paesi Iberoamericani. Nel frattempo, il contrasto tra Spagna e Catalogna zavorra l’ apertura delle borse continentali.

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