mercoledì, Ottobre 28

Catalogna: Madrid va avanti con l’art.155 A Malta continuano le indagini sulla morte di Daphne Caruana Galizia. Israele, proteste degli ebrei Haredim

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In Spagna la questione Catalogna si fa ancor più delicata. Il governo di Madrid si riunirà sabato per attivare l’articolo 155 della costituzione dopo quella che considera una ‘risposta negativa’ del presidente catalano Carles Puigdemont all’ultimatum del premier Mariano Rajoy. L’esecutivo ha fatto sapere di non aver avuto risposta alle proprie richieste e quindi va avanti per la sua strada, come ha confermato il portavoce Inigo Mendez de Vigo. Un Consiglio dei ministri straordinario sabato approverà l’attivazione del 155, che sarà sottoposta al voto del Senato, per «ristabilire l’ordine costituzionale in Catalogna».

Puigdemont iha fatto sapere da una parte che l’indipendenza non è stata ancora dichiarata ricordando che il parlamento di Barcellona ancora non l’ha votata, ma minaccia anche di farlo, se Madrid non «fermerà la repressione» e applicherà il 155.

Oggi intanto agenti della Guardia Civil spagnola hanno effettuato una perquisizione nel commissariato di Lleida dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana. Nel mirino le registrazioni delle comunicazioni interne del 1 ottobre, durante le operazioni di voto del referendum di indipendenza della Catalogna.

A Malta continuano le indagini sulla morte di Daphne Caruana Galizia. Secondo le ultime novità, l’auto sarebbe stata fatta saltare in aria azionando un cellulare a distanza. Sono in corso indagini in particolare per capire chi abbia azionato il congegno mortale, dove e quando. Gli inquirenti sperano anche di essere in grado di poter raccogliere dei dati dal computer portatile della giornalista pesantemente danneggiato e bruciato in seguito all’esplosione. Intanto i figli della giornalista hanno chiesto le dimissioni del premier Joseph Muscat per avere «fallito nel garantire loro le libertà fondamentali». In un post su Facebook Matthew, Andrew e Paul Caruana Galizia hanno respinto la proposta del premier di una promessa di ricompensa per trovare gli assassini.

In Israele invece continuano le proteste degli ebrei Haredim contro la legge che prevede il loro arruolamento nell’esercito. A Gerusalemme ben due manifestazioni, ma diverse sono state organizzate anche fuori. Le proteste sono cominciate pochi giorni fa quando due Haredim sono stati arrestati per non aver risposto alla cartolina di richiamo dell’esercito.

In Europa invece primo via libera da parte della commissione libertà civili del Parlamento europeo alla modifica del regolamento di Dublino firmata dalla relatrice svedese Cecilia Wikstrom. Il testo è passato con 43 sì e 16 no. Novità principale della misura è l’abolizione del principio del Paese di primo ingresso e l’introduzione di un sistema automatico e permanente di ricollocamenti in tutti i Paesi dell’Ue.

«Un voto fondamentale per l’asilo Ue solidale», ha scritto su Twitter il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. «La palla ora è nel campo del consiglio e li esortiamo ad agire in modo che possiamo finalizzare queste proposte», il commento del capogruppo socialista al Parlamento europeo Gianni Pittella.

Dall’Indonesia arriva la notizia della liberazione di Carmine Sciaudone, detenuto a Bali da oltre un anno. A dirlo in una nota il ministro degli Esteri, Angelino Alfano: «Un epilogo positivo, che accogliamo con gioia, di un caso che ho personalmente seguito passo dopo passo sin dall’inizio. Nel corso di questi mesi, Carmine Sciaudone e i suoi familiari qui in Italia sono stati assistiti costantemente e con la massima attenzione dalla Farnesina e dalla nostra ambasciata a Jakarta».

Nelle Filippine, un leader malese dell’Isis è probabilmente morto insieme ad altri 12 combattenti dello Stato islamico durante la notte in scontri a Marawi. Il generale Restituto Padilla ha detto che si attende il recupero del corpo per la conferma. Ha aggiunto che due ostaggi, una madre e la sua giovane figlia sono state liberate dopo il blitz.

In Afghanistan invece i talebani hanno attaccato ieri sera una base dell’esercito nella provincia meridionale di Kandahar uccidendo almeno 40 soldati. Secondo fonti ufficiali, l’offensiva è cominciata con l’intervento di due kamikaze che hanno fatto esplodere altrettante autobomba nel distretto di Maiwand.

Chiudiamo con l’Ucraina, dove scontri tra polizia e manifestanti sono avvenuti a Kiev davanti al Parlamento. Gli agenti hanno fermato 11 persone per essersi rifiutate di restituire alla polizia una trentina di scudi antisommossa di cui si erano impossessate durante gli scontri del 17 ottobre.

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