sabato, Agosto 8

Catalogna, che farà Pugdemont con i catalani no pro-indy? Intervista esclusiva con Alistair Ian Spearing Ortiz, dell'European Officer della Junta Nacional Catalana e membro di Horitzó Europa

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Il Presidente della Generalitat della Catalogna, Carles Puigdemont, si presenterà domani al Parlamento per analizzare la situazione politica attuale. Il leader indipendentista non ha fatto alcuna menzione alla DIUDeclaracion de Independencia Uniliateral, Dichiarazione Unilaterale dell’Indipendenza – per l’appuntamento di domani. Si tratta, forse, di un passo indietro nel processo indipendentista catalano?
Bisognerà attendere l’appuntamento di domani, previsto per le 18:00, per vedere che cosa ne sarà della Catalunya. Resta, comunque, il fatto che le manifestazioni di ieri portate avanti dai catalani che non vogliono l’indipendenza hanno surriscaldato il clima socio-politico nella regione, la cui peggiore proiezione futura potrebbe di fatto essere un vero e proprio conflitto civile esploso nel Paese. Quella di ieri nelle strade di Barcellona è, secondo ‘El Pais’, una manifestazione storica, dove il 55% dei catalani che non hanno partecipato al famoso 1-O hanno manifestato a favore della Costituzione e l’unità del Paese iberico. Gli stessi Mossos d’Esquadra hanno riportato ieri al termine della manifestazione nella capitale catalana ben 8 episodi di violenza tra i manifestanti, il che lascia dedurre una presenza di feriti anche questa volta.
Lo slogan dei manifestanti di ieri è stato : ‘Prou!Recuperem el seny’ – ‘Basta! Recuperemos el sentito comun’ , Basta! Recuperiamo il senso comune-. Si è trattato di una vera e propria protesta massiva convocata dalla Societat Civil Catalana, cui hanno partecipato migliaia di persone.
I manifestanti non hanno nascosto il loro disappunto sull’operato di Carles Puigdemont, ritenendo anche necessario una sua carcerazione.
Ieri, per le strade di Barcellona i catalani hanno dimostrato che l’indipendentismo di Puigdmeont non detiene il monopolio in Catalogna, e che ci sono altrettanto numerose persone che vogliono continuare a far parte di una Spagna unita.
Forse, il posticipo della DIU – prevista per oggi – da parte di Carles puigdemont, sotto pressione del Tribunale Costituzionale, può indicare un rallentamento del processo di autodeterminazione della Catalogna, o forse no. Secondo ‘La Vanguardia‘, oggi Marta Pascal, leader del Partit Demòcrata Europeu Català – Partido Demócrata Europeo Catalán, Partito Democratico Europeo Catalano – (PDeCAT), avrebbe dichiarato alla ‘BBC‘ che il Governo ha intenzione di pronunciarsi con unadichiarazione simbolica secessionista’. Bisognerà solo vedere quando.
Nonostante le pressioni esercitate dagli organi statali e dalla società civile su Carles Pugdmeont, non è del tutto sicuro che domani al Parlamento il Presidente della Generalitat non pronunci la DIU, seppur simbolica, secondo la Pascal.
Ma cosa si intende per dichiarazione simbolica? Oltre ciò, la Generalitat in che modo continuerà con il suo percorso indipendentista? Come intende gestire il 55% dei catalani scesi in piazza ieri?
Abbiamo intervistato Alistair Ian Spearing Ortiz, di European Officer della JNC – Junta Nacional Catalana- e membro di Horitzó Europa, per cercare di capire quali saranno i prossimi passi nella questione ‘Catalogna’.

Che cosa verrà sancito con la dichiarazione di Puidgemont posticipata a domani?
La dichiarazione è intesa come un riconoscimento dei risultati del referendum che si è tenuto il 1 ottobre, così come della volontà maggioritaria del popolo catalano di costituirsi come Stato indipendente. Oltre a detti riconoscimenti, il Presidente Puigdemont dovrebbe presentare, sia martedì sia nei prossimi giorni, un calendario per le negoziazioni col Governo spagnolo per determinare le modalità della separazione (ad es. ripartizione del debito pubblico, degli attivi…).

Che cosa si intende per dichiarazione ‘simbolica de secesiòn’ – secondo quanto dichiara Marta Pascal?
Queste dichiarazioni attribuite a Marta Pascal sono state smentite dal PDeCAT, come ha riportato ‘Vilaweb’ poco fa. Il partito ha di fatto smentito quanto ha riportato la ‘BBC’ in merito alla leader Marta Pascal, smentendo di conseguenza un eventuale gesto retorico politico tramite una dichiarazione simbolica dell’indipendenza catalana. In questi momenti di frenesia politica vengono riportate, a volte, delle informazioni che purtroppo non sempre sono corrette.

RTVE’ parla di una sua presenza al Parlamento martedì “…para informar de la situación política actual, sin mención a la ley de referéndum suspendida por el TC, ni al 1-O ni a una eventual declaración unilateral de independencia”. Il fatto che il Presidente della Genralitat Puigdemont non parli della DUI martedì, è forse un passo indietro della Generalitat?

Effettivamente, è previsto che il Presidente compaia nel Parlamento per affrontare in analisi la situazione politica. Ciò comporta necessariamente parlare del referendum tenutosi l’1 ottobre e, come prevede la legge sul referendum, della relativa dichiarazione d’indipendenza. Si prevede, inoltre, che invochi una mediazione internazionale per garantire il dialogo fra il Governo spagnolo, che finora si è mostrato intransigente, e il Governo catalano. Questa domanda di mediazione gode del sostegno di più organizzazioni e personalità internazionali.

Dopo martedì, che reazioni dovremo aspettarci da Madrid?

Idealmente, ci dovrebbe essere un’offerta di negoziazione in buona fede. Molti osservatori internazionali, ad esempio, parlano di negoziazioni volte a trovare un nuovo sistema che permetta la coabitazione della Catalogna e la Spagna. Tali negoziazioni dovrebbero poi condurre a un referendum concordato in cui i catalani possano scegliere fra questo nuovo sistema o l’indipendenza. Ciò nonostante, il Governo spagnolo ha mostrato in diverse occasioni che è formato da piromani politici. E quello che vedremo, probabilmente, sarà un’intensificazione della repressione, forse con la sospensione dell’autonomia, forse anche con l’arresto del presidente Puigdemont. Va da sé che questo non apporterebbe nulla di positivo in termini di risoluzione, ma servirebbe soltanto a far aumentare le file della maggioranza indipendentista.

Quali saranno, invece, le reazioni dei catalani contrari all’indipendenza?

Credo che alcune reazioni da parte dei catalani contro l’indipendenza si sono già manifestate ieri a Barcellona. Secondo la polizia municipale, quelli presenti erano 350.000 (anche se è vero che un numero non trascurabile dei manifestanti sono venuti da altre parti della Spagna). Detto ciò, non si può dire con esattezza in che modo reagiranno dopo l’appuntamento di domani. Si può solo asserire che per questa settimana non sono previste ulteriori manifestazioni.

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