mercoledì, Agosto 12

Catalogna, e se la Generalitat non Andasse a Puidgemont? Tutte le ragioni per le quali la Catalogna degli indipendentisti potrebbe voltare le spalle al leader pro-indy in esilio a Bruxelles

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Ieri, 18 gennaio, l’indipendentismo in Catalogna ha fatto un ulteriore passo avanti, conquistando il secondo organo istituzionale, il Parlamento. Il repubblicano 38enne Roger Torrent è stato eletto come nuovo Presidente della Camera.
Dopo il voto di ieri, l’indipendentismo ha riconquistato il Parlamento, vedendo il candidato di Esquerra Republicana de Catalunya (ERC) raggiungere il 65% dei voti, contro il 56% del candidato unionista di Ciudadanos, Josè Maria Espejo. Anche la Mesa – l’organo che dirige il Parlamento e gestisce i dibattiti interni alla Camera – ha riportato una vittoria del fronte indipendentista. Sono, infatti, 4 i membri pro-indy ( Roger Torrent e Alba Vergès di ERC, Josep Costa e Eugeni Campdepadròs di JuntxCaT), e solo tre gli unionisti (il vicepresidente Josè Maria Espejo-Saavedra, e il segretario Joan Garcia di Ciudadanos, e il secondo segretario David Perez del Partido de los Scialistas de Catalunya PDSC).

Il prossimo passo, adesso, sarà l’investitura del Presidente della Generalitat catalana. Un compito decisamente arduo, e che rischia di bloccare, di nuovo, il processo costituente delle Istituzioni catalane. Il protocollo prevede due incontri, uno a fine mese – 31 gennaio – e uno il 2 febbraio, appuntamenti in cui il Presidente della Camera deve proporre il candidato alla presidenza della Generalitat. La data limite, però, per individuare e celebrare un nuovo Presidente sarà il 2 aprile 2018. Se entro questo giorno non si troverà un nome per la presidenza della Generalitat, il Parlamento verrà sciolto di nuovo e il processo si ripeterà da capo, con nuove elezioni generali e parlamentarie, presumibilmente a giugno 2018.

Sorge, inevitabilmente, una questione interna abbastanza preoccupante per il futuro della Catalogna.
Martedì, 16 gennaio, i due partiti indipendentisti catalani – ERC e JuntsParaCatalunya, JuntXCat – hanno raggiunto un accordo sulla nomina della del Presidente della Generalitat, Carles Puidgemont. Lo status giuridico di Puidgemont, e la sua effettiva assenza dal suolo catalano sembrano essere i due principali ostacoli per la sua ricandidatura ed elezione. Il primo ad esporsi come contrario all’elezione di Puidgemont è proprio il Presidente spagnolo, Mariano Rajoy. Quest’ultimo ha infatti precisato che, qualora fosse rieletto Presidente della Generalitat, Madrid riattiverebbe l’articolo 155.

A tal proposito è interessante notare come l’accordo raggiunto da ERC e JuntXCat non sembra essere affatto vincolante. Anzi, sembra che la rottura tra i due partiti sia sempre più vicina – come preannunciava il clima pre-elezioni del 21-D. Sostengono, infatti, alcune fonti citate dall’ ‘Europapress’  che l’ERC attribuirebbe la responsabilità del processo di investitura di Puidgemont al JuntXCat, sarà loro compito capire come portare Puidgemont alla presidenza. Emerge, dunque, che i repubblicani accettano il candidato di JuntXCat, ma non nascondono perplessità sulla sua ‘improbabile’ investitura, vista la posizione più che esplicita espressa da Madrid.

L’ERC, quindi, sembra abbia fatto un passo indietro, lavandosene quasi le mani. Non è, infatti, un compito facile quello di JuntXCat, viste le molteplici difficoltà giuridiche e logistiche. Il candidato, ad oggi si trova a Bruxelles, e vertono su di lui accuse giudiziarie che dovrebbero compromettere la sua candidatura.
Un’elezione telematica sembra forse un’opzione inverosimile, ma per ora è l’unica percorribile per il partito che si ostina ad appoggiarlo.

A questo punto è chiaro che, il nuovo Presidente della Camera legislativa assume l’incarico in un momento decisamente delicato, e frastornato dalle costanti pressioni di JuntxCat per l’investitura telematica.
Torrent aprirà un ciclo di consultazioni con tutte le parti politiche, e avrà tempo fino al 31 gennaio per scegliere se presentare, o meno, Puidgemont come candidato per la Presidenza, una decisione che comporterebbe, come ha già anticipato Rajoy, l’attuazione dell’art.155.
Il compito di Torrent è arduo non solo dal punto di vista legale, ma anche politico. Il neo-eletto dovrà infatti gestire le diverse esigenze politiche, mantenendo un equilibrio multiplo. Da un lato dovrà soddisfare JuntXCat, quindi Puidgemont e il suo ‘team’ in Belgio – rispettando i risultati delle elezioni 21-D – , allo stesso tempo dovrà prendere una decisione che soddisfi sia PDeCAT – partito con cui il neo-eletto ha ottimi rapporti – e la stessa ERC.

Torrent, anche se non esplicitamente, sembra però abbia preso una velata distanza da Puidgemont.

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