sabato, Maggio 25

Catalogna: dichiarazione di indipendenza o atto eversivo? Fulco Lanchester, professore ordinario di Diritto costituzionale italiano e comparato dell’Università “La Sapienza" di Roma, commenta la proclamazione della Repubblica da parte del Parlamento catalano

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Poche ore fa, il Parlamento catalano ha approvato la mozione sulla Dichiarazione unilaterale  di indipendenza (DIUdella CatalognaAl voto hanno partecipato solo i partiti indipendentisti, mentre popolari, Ciudadanos e socialisti hanno lasciato l’aula. La votazione è stata a scrutinio segreto e la mozione è stata approvata con 70 voti a favore10 contrari e 2 schede bianche.

Il premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha definito il voto “un atto criminale” e su Twitter ha promesso che «lo stato di diritto restaurerà la legalità in Catalogna». Contemporaneamente, il Senato iberico approvava l’ attivazione dell’ articolo 155. “La Spagna rimane l’ unico interlocutore”: questa la posizione dei vertici UE, ma anche dell’ Eliseo, della Cancelleria tedesca e del Dipartimento di Stato americano.

A commentare quanto avvenuto in queste ore in Catalogna, Fulco Lanchester, Professore ordinario di Diritto costituzionale italiano e comparato e Direttore    del    Dipartimento    di    Scienze    politiche   dell’Università  La Sapienza di Roma, oltre che membro dei comitati scientifici delle riviste “Quaderni costituzionali” , ”Rassegna parlamentare”, ”Revista de derecho constitucional europeo” e direttore   responsabile  della rivista “Nomos”.

Quali considerazioni possono essere ? E perché è stato utilizzato il voto segreto?

E’ un atto eversivo. Non si può definirlo in altro modo. Proprio perché è un atto eversivo,  è stato utilizzato il voto segreto onde evitare l’ identificazione dei votanti a favore dell’ atto stesso. Questo corrisponde alla rottura di qualsiasi tipo di colloquio e identifica anche l’ incapacità del ceto politico governante catalano di trovare una soluzione che non sia quella del commissariamento dell’ ordinamento autonomico di Barcellona. Per la prima volta è stato utilizzato l’ articolo 155 della Costituzione spagnola, derivato, in sostanza dal modello tedesco( dalla Costituzione  imperiale tedesca del 1871,passando per Weimar fino ad arrivare al  Grundgesetz). Per la prima volta si è arrivati ad uno scontro di tale  gravità e senza via di uscita per il Presidente della Generalitat catalana  Puigdemont.

Dal punto di vista costituzionalistico, che valore ha questa dichiarazione unilaterale?

Dal punto di vista costituzionalistico non ha alcun valore perché l’ ordinamento vigente e legittimo è quello spagnolo. Dal punto di vista internazionale, non ha alcun valore perché gli ordinamenti dell’ Unione Europea non possono prenderne atto. Dal punto di vista politico è invece un atto di rottura che provocherà difficoltà non solo alla Catalogna, ma anche alla Spagna sia per quanto riguarda l’ordine pubblico sia per quanto riguarda il settore economico.

Quale impatto avrà sull’ attivazione da parte di Madrid dell’ articolo 155?

A  Madrid il Senato,attivando l’ articolo 155, ha dato la possibilità al Governo centrale di commissariare le istituzioni  catalane e di indire nuove elezioni per il 21 dicembre prossimo venturo. Lo avrebbe potuto fare  Puigdemont, che invece ha preferito la sfida simbolica  della proclamazione della indipendenza..

Il Partito Popolare catalano è uscito dall’ aula prima del voto. Quali saranno le reazioni delle opposizioni catalane?

Quando si hanno 70 voti a favore, ossia una maggioranza del 55-60%, con il rifiuto da parte di Puigdemont di sciogliere il Consiglio ed andare ad elezioni perché “non ci sarebbero le garanzie”, si vengono a rompere tutti i ponti. L’ unica soluzione diventa o la lotta armata la ‘resistenza gandhiana’.

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