martedì, Agosto 4

Catalogna: 7 anni a caccia dell’indipendenza Tutte le tappe del percorso verso l'indipendenza catalana dal 28 giugno 2010

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Lo scontro istituzionale fra Madrid e Barcellona sul referendum che la Catalogna vuole indire il primo ottobre (1-O) è andato crescendo negli ultimi 7 anni.

Tutto o quasi inizia il 28 giugno 2010, quando il tribunale costituzionale spagnolo annulla diversi articoli del nuovo Statuto di autonomia catalano, una sorta di costituzione regionale.
L’11 settembre 2012, prima grande manifestazione in Catalogna a favore dell’indipendenza. Oltre un milione di persone scende in strada a Barcellona in occasione della Diada, giorno della festa nazionale della comunità autonoma della Catalogna. La Diada commemora la caduta di Barcellona nelle mani delle truppe borboniche di Filippo V di Spagna, l’11 settembre 1714, durante la Guerra di Successione Spagnola, e l’abolizione delle istituzioni catalane, in seguito alla promulgazione dei Decreti di Nueva Planta nel 1716. Da allora questa data diventa una ricorrenza fissa per gli indipendentisti.
Un anno dopo, il 20 settembre 2012, il Pimo Ministro spagnolo Mariano Rajoy respinge la richiesta dell’allora capo del governo catalano, Artur Mas, di negoziare un patto fiscale che permetta a Barcellona di gestire e riscuotere le tasse con una propria Agenzia tributaria.
Il 25 novembre 2012, i partiti sostenitori di un referendum sull’indipendenza ottengono la maggioranza dei seggi nel Parlamento di Barcellona in elezioni anticipate convocate da Mas. Il partito Convergencia di Mas perde tuttavia 12 seggi, mentre il partito secessionista di sinistra Esquerra Republicana de Catalunya (Erc) raddoppia i suoi consensi. Mas ottiene l’appoggio di Erc per poter governare.

Il 9 novembre 2014, la Catalogna celebra una consultazione elettorale non ufficiale sull’indipendenza, dopo che il Tribunale costituzionale spagnolo ha posto il veto su un referendum vero e proprio. L’80% degli elettori vota a favore dell’indipendenza, ma si sono recati alle urne solo in poco più di due milioni su 5,4 milioni di aventi diritto.
iL 27 settembre 2015 Junt pel Sì, l’alleanza fra l’Erc il partito Convergencia di Mas, vince le elezioni regionali anticipate. Mas presenta il voto come un plebiscito sull’indipendenza, ma le forze secessioniste sono al 48%.
Il 9 gennaio 2016, dopo un lungo stallo, viene formato il nuovo Governo catalano. Junt pel Sì ottiene l’appoggio esterno del partito secessionista della sinistra antisistema Cup. Per raggiungere un accordo, Mas è costretto a fare un passo indietro. Nuovo Presidente della Generalitat diventa il compagno di partito Carles Puigdemont.
Il 13 marzo 2017, la giustizia spagnola condanna Mas a due anni di interdizione dai pubblici uffici per aver organizzato la consultazione del 9 novembre 2014.
Il 9 giugno 2017 Puigdemont annuncia un referendum indipendentista per il primo ottobre.
Il 6 settembre 2017 il Parlamento catalano approva la Legge del referendum, mentre i partiti anti-indipendentisti abbandonano l’aula per protesta. Puigdemont firma la convocazione del referendum, che viene sospeso il giorno successivo dalla Corte costituzionale spagnola.
Il 20 settembre 2017, la Guardia Civil spagnola arresta 14 alti funzionari del Governo catalano impegnati nell’organizzazione del referendum e sequestra quasi dieci milioni di schede elettorali. Gli indipendentisti protestano in piazza a Barcellona e Puigdemont dichiara di voler procedere comunque con il referendum.

Se nel referendum del 1° ottobre vincerà il sì, il Parlamento catalano potrebbe approvare una dichiarazione d’indipendenza 48 ore dopo la pubblicazione dei risultati, ha detto il responsabile degli Esteri della Catalogna, Raul Romeva, se vincerà il ‘no’ il Governo catalano promette dimissioni e nuove elezioni regionali.

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