sabato, Febbraio 22

Caso Skripal: la GB tira in ballo Putin Afrin, i turchi ai miliziani dell'Ypg: 'Arrendetevi'. ARA San Juan, il sottomarino era in missione di spionaggio

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Vladimir Putin dietro all’ordine per avvelenare l’ex spia russa Serghei Skripal. A tirarlo in ballo Boris Johnson, che poi ha specificato di avercela «con il Cremlino di Putin e non con il popolo russo». Per il Cremlino le accuse del ministro degli Esteri sono «un’imperdonabile violazione del galateo diplomatico. Abbiamo detto molte volte che la Russia non ha nulla a che fare con questo incidente», ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. Mosca che ha assicurato che le misure di ritorsione in risposta alle azioni di Londra sul caso Skripal possono arrivare in qualsiasi momento: «Non tarderanno ad arrivare. Tutti i dettagli, naturalmente, saranno ben studiati e soddisferanno pienamente gli interessi del nostro Paese».

Nel frattempo gli investigatori russi hanno aperto un’inchiesta per tentato omicidio della cittadina russa Yulia Skripal, la figlia dell’ex spia. Lo annuncia la portavoce del Comitato investigativo russo, Svetlana Petrenko. Un’altra inchiesta è stata aperta dalle autorità di Mosca sul decesso dell’ex imprenditore russo Nikolai Glushkov, amico dell’oligarca anti-Putin Boris Berezovsky e trovato senza vita alcuni giorni fa nella sua abitazione di Londra.

In Gran Bretagna però richiama tutti alla calma il leader laburista Jeremy Corbyn che dalle colonne del ‘Guardian‘ chiede di «non affrettare il giudizio» sulle responsabilità del tentato avvelenamento. «Il Labour ovviamente non sostiene il regime di Putin, il suo autoritarismo conservatore, le violazioni dei diritti umani, la corruzione politica ed economica», premette Corbyn, «ma bisogna reagire con calma, senso della misur”, attendendo le prove». E non esclude ipotesi alternative a un coinvolgimento diretto del Cremlino, citando altri possibili ambienti russi, economico-mafiosi o di apparato.

In Siria, è di almeno 18 civili uccisi il bilancio di raid aerei turchi sulla cittadina curdo-siriana di Afrin. Lo conferma l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), che mostra video di corpi senza vita in un luogo non precisato della città. L’esercito turco ha fatto piovere sull’enclave alcuni volantini in cui invita i miliziani dell’Ypg a deporre le armi in modo da porre fine all’offensiva di Ankara. «Arrendetevi! Un futuro di calma e pace vi attende ad Afrin. Fidatevi della mano che vi tendiamo», si legge nei fogli. In altri volantini si invitano poi i residenti civili a stare lontani dalle postazioni dei terroristi per evitare di essere colpiti nei raid e a non farsi usare come scudi umani.

Mentre sono oltre 40 i civili uccisi nelle ultime ore nella Ghuta, a est di Damasco, durante raid aerei russi e governativi siriani. Le zone più colpite sono Zamalka, Kfar Batna, Jisrin e Saqba, tutte località chiave della zona. Fonti mediche parlano di bombe a grappolo e bombe incendiarie ma le informazioni non sono verificabili direttamente.

Andiamo in Iraq, perché sono tutti morti i sette militari che si trovavano a bordo di un elicottero americano precipitato ieri sera nell’ovest del Paese. «La sciagura non sembra essere stata provocata da un attacco nemico», ha detto l’ufficiale, il generale Jonathan Braga, della Coalizione internazionale a guida Usa che combatte l’Isis. E’ stata comunque aperta un’inchiesta.

Il governo argentino ha ammesso che il sottomarino ARA San Juan, scomparso quattro mesi fa nell’Atlantico Sud, stava realizzando una missione di spionaggio, e non di semplice allenamento come si era detto in un primo momento, in particolare nelle Falkland. A confermarlo il capo di gabinetto del presidente Mauricio Macri, Marcos Pena: «L’obiettivo tattico prioritario di questa missione di pattuglia era la localizzazione, identificazione e registrazione fotografica/filmata di navi frigorifere, logistiche, petroliere o navi di ricerca di altre nazionalità, che stessero ricevendo un carico illegale da pescherecci». A quanto pare l’obiettivo materiale secondario della missione era il monitoraggio di «navi ed aeronavi che si muovono dalle isole Malvinas».

In Israele, il ministro delle finanze Moshè Kahlon, uno degli alleati di governo del primo ministro e leader del partito centrista ‘Kulanu’, ha affermato che Benyamin Netanyahu non può restare al suo posto di premier se sarà incriminato: «C’è un solo uomo e una sola legge e questa prevede che a emettere o meno l’incriminazione sia il Procuratore generale Avichai Mandelblit. Se questi emetterà l’incriminazione, allora non può più a lungo servire da primo ministro».

Tornando agli Usa, sono emerse le prime indiscrezioni sull’allontanamento dell’assistente personale del presidente Donald Trump, John McEnteen, che secondo il ‘Washington Post‘ ha perso il suo lavoro alla Casa Bianca dopo che da un’indagine è emersa la sua passione per il gioco d’azzardo.

In Sudafrica, il Procuratore nazionale ha annunciato che l’ex presidente Jacob Zuma sarà perseguito per 16 capi d’accusa, tra cui corruzione, frode, racket e riciclaggio. Le accuse derivano da un acquisto di armi da 2,5 miliardi di dollari da parte del governo nel 1999, quando Zuma era vicepresidente.

In Zimbabwe prima intervista tv dell’ex leader dello Zimbabwe Robert Mugabe da quando è stato costretto a lasciare il potere a novembre scorso. Mugabe ha parlato di ‘colpo di stato’, sottolineando che bisognerebbe dunque «annullare questa vergogna».

Chiudiamo con la Turchia, dove è andata in scena una nuova operazione contro sospetti affiliati alla presunta rete golpista di Fethullah Gulen. La procura di Istanbul ha emesso stamani 68 mandati di cattura. Tra i ricercati ci sono diversi avvocati. Blitz di polizia sono in corso in 28 province per cercare di arrestare i sospetti.

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