venerdì, Agosto 7

Casamonica Show, Grillo: ‘Mafia Capitale anche in Rai?’ Politica: il punto

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La presenza dei Casamonica nel salotto televisivo di Porta a Porta diventa un caso politico, con il ‘padrone di casa’ Bruno Vespa finito sotto il tiro di quasi tutti i partiti (FI e Ncd esclusi) per aver fatto ‘entrare la mafia in Rai’ in cambio di qualche punto di share in più. Lui prova a tappare il buco intervistando stasera Alfonso Sabella, assessore alla Legalità del Comune di Roma. Ma è troppo tardi. Tutto secondo programma, invece, sempre ieri sera, durante l’assemblea dei senatori Pd, convocata da Matteo Renzi per fare il punto sul percorso delle riforme costituzionali a Palazzo Madama. Il problema, si sa, è che il premier non ha i numeri per approvare il ddl Boschi. E allora, meglio proporre un «tavolo bicamerale» ai parlamentari Pd e prendere tempo con la minoranza interna, fingendo di voler trattare senza imporre alcuna «disciplina di partito», mentre sull’articolo 2 della riforma (elettività dei senatori), il più importante, il ricatto renziano si traduce con un «non si tocca altrimenti salta tutto». Dura la reazione dei dissidenti Dem, ma la palla adesso passa nelle mani del presidente del Senato Pietro Grasso che dovrà decidere sull’ammissibilità degli emendamenti all’articolo 2.

Lo stop al voto sulle riforme rischia di rimandare alle calende greche anche le unioni civili, promesse dal premier entro fine anno. Infatti, nonostante l’appello non proprio politically correct del Parlamento di Strasburgo all’Italia affinché adotti al più presto una legislazione in favore dei diritti delle coppie gay, i cattolici asserragliati nelle istituzioni italiane restano sordi. E la relatrice del ddl sulle unioni civili Monica Cirinnà perde la pazienza: «Loro non vogliono proprio accettare l’idea delle coppie omosessuali, non vogliono dare diritti alla coppia». Reazioni positive in casa Pd (Boschi, Gozi, Sereni) al discorso di Jean Claude Juncker che propone di istituire un «meccanismo di redistribuzione permanente» europeo dei migranti. Critico, invece, Matteo Salvini. Beppe Grillo torna in Senato per parlare di reddito di cittadinanza e denuncia la «leggina truffa» votata oggi alla Camera che ‘salva’ il finanziamento pubblico ai partiti. Renato Brunetta giustifica comicamente la vacanza di Silvio Berlusconi dall’amico Vladimir Putin: «Berlusconi in Russia al centro dei problemi globali». Esatto, il Cavaliere ha di nuovo fatto centro.

I primi a reagire con indignazione alla puntata di Porta a Porta andata in onda martedì sera -che ha visto ospiti del salotto vespiano Vera e Vittorino Casamonica, rispettivamente figlia e nipote del ‘Re di Roma’ Vittorio Casamonica– sono stati i consiglieri capitolini del Pd che hanno assistito ad uno «spettacolo vergognoso». Trascinato dai ‘compagni’, il commissario romano del partito renziano, Matteo Orfini, uno che non si è mai accorto della Mafia Capitale che gli passava sotto al naso, è stato quasi costretto a twittare:  «Porta a Porta e Rai1 riflettano: offrire un palcoscenico ai Casamonica è stato un errore grave che nulla c’entra con il servizio pubblico». Fioccano anche le richieste formali di chiarimenti a Bruno Vespa e ai vertici Rai. È il deputato Dem e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, a comunicare che l’organismo parlamentare di controllo sul Servizio Pubblico si occuperà della vicenda. Volontà confermata dal presidente della Vigilanza Roberto Fico (M5S) che parla di «una delle pagine più vergognose per il servizio radiotelevisivo pubblico del nostro Paese». Il vendoliano Nicola Fratoianni chiama in causa la presidente Rai Monica Maggioni, mentre la destra si affida alle battute da bar di Maurizio Gasparri («I Casamonica su Rai Uno? Non vorrei che di questo passo invitassero perfino Marino»). Ma il più duro di tutti è Beppe Grillo che dal suo blog. «La famiglia Casamonica ospitata dalla RAI nel salotto buono di Bruno Vespa per esibirsi davanti a 1.340.000 italiani nell’apologia di Vittorio Casamonica, il boss il cui funerale ha indignato Roma, è un oltraggio a tutti gli italiani onesti», scrive il guru a 5Stelle che poi affonda il colpo: «Mafiacapitale è anche in Rai? Chi ha fatto pressioni per quest’ospitata? Poletti? Quale sarà il prossimo clan sponsorizzato da Porta a Porta? La Rai deve fare servizio pubblico e raccontare agli italiani le commistioni tra i clan mafiosi e la politica che sono già state accertate dalla magistratura, non fare apologie dei boss davanti agli italiani. Rai: servizio pubblico paramafioso. Fuori i partiti e la mafia dalla Rai».

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