lunedì, Aprile 6

Caro Cuperlo, caro PD, il passato siete voi! Servono i Lamorgese Questo Governo è alle prese con gli isterismi e i protagonismi di due personaggi a dir poco scadenti, va bene, ma il problema è che il PD non ha i Lamorgese

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I decreti sicurezza firmati Matteo Salvini saranno modificati, dicono tutti dopo la riunione di ieri, ma il come ancora non si sa, a frenare in questo caso sono gli stellini, con l’ala di destra amica di Salvini che prova tenere il punto. Quel che pare certo che si procederà spacchettando migrazione e sicurezza. Una cosa è certa: la competenza del Ministro degli Interni Luciana Lamorgese fa intravedere un po’ di luce in fondo al tunnel. C’è solo da sperare che non arrivino i Di Maio e compagnucci a rovinare tutto. Ci sarà modo di parlarne a fondo.
Ma proprio questa vicenda mi obbliga guardare al PD.

Ora, io dico: Gianni Cuperlo passa per una testa pensante del PD. Bene. E scrive testualmente: «Il Pd è tornato in campo con la forza delle idee e di alcune coerenze. Vediamo di proseguire sulla retta via». Domanda -viene spontanea no?-: quali idee e perchéalcunecoerenze? Lo ius soli no; l’abolizione dei decreti Salvini, mah, chi sa, ora vediamo; il progetto del Mezzogiorno, faremo, diremo, investiremo, penseremo. Mah.
Aggiunge che «al Governo serve uno scatto», ma dai, davvero, ma forse vuole parlare di un selfie!

Per fortuna, si oppone, civilmente (cioè a metà) al metodo Scilipoti, proposto o minacciato o che so io dall’altra sedicente testapesante’ (non è un errore di stampa: apprezzate la differenza, almeno di stima da parte mia) del PD, e quindi, però, depone l’arma che il ‘pesante’ usava per minacciare il transfuga sulle nevi pakistane, che non manca di dire la sua come: ‘il gelso che diventa seta’. Qualcuno gli spieghi che il gelso non diventa seta, ma nutre i bachi, che sputano la seta.

Ora io dico, di nuovo: mettetevi d’accordo prima di parlare!, no? Così fate solo altra confusione, non si capisce che fate, da che parte andate e con chi. Ma specialmente perché.

Sì, perché la domanda di fondo che molti si fanno è che diavolo ci sta a fare il PD in questo governicchio balbettante? in attesa di mediazioni di pochette, che, finito di litigare con Matteo Salvini, ora litiga con l’altro Matteo, Renzi, facendo in questo caso il gioco di Renzi, che non pensa per nulla a fare cadere il governo, ma solo a fare caciara.
Oddio, è ben vero, che se gli riuscisse, vorrebbe buttare a mare Conte e far passare la palla a qualcun altro. Non credo che sia tanto fuori di sé da pensare di ripetere il giochetto di Letta e andare lui al governo! Certo, il personaggio è quello che è, e ormai vive in un mondo tutto suo (ma del resto sono molti i politicanti che soffrono della medesima sindrome), e quindi non escludo che possa anche pensarlo, ma a tutto c’è un limite: magari qualcuna delle sue amazzoni potrebbe delicatamente spiegarglielo.

Il punto reale è, caro Cuperlo, che questo Governo è alle prese con gli isterismi e i protagonismi di due personaggi a dir poco scadenti, tutti presi da un narcisismo irrefrenabile, convinti come sono di essere il massimo del massimo. E quindi, si fa una battaglia sguaiata e rumorosa sulla prescrizione con l’unico risultato di fare apparire perfino Bonafede una persona attendibile, e se ne minacciano altre. Per di più il PD ci si fa incastrare alla grande non andando a vedere il bluff e accettando di fare della proposta (assurda) di pochette un disegno di legge per permettere a Renzi di prolungare la caciara per altri tre mesi. Che volete questa è la lungimiranza politica di Zingaretti e delle sue teste pensanti e pesanti.

Dall’altra parte, caro Cuperlo, c’è l’almeno altrettantoschizzatoDai Mejo (letto come pronunciato per chi parla di ‘coronavairus’) come lo chiama il suo amico Ross. Giggino, per intenderci, ha bisogno di scena, di piazza, di prima pagina, e quindi organizza una canea di gente strana per protestare contro i vitalizi che hanno abolito, nel timore che li rimettano. Gesù benedetto … e ciò fanno, giungendo in una piazza che intasano di auto blu. Nemmeno ai tempi del Governo dei cento di Prodi accadeva! E poi, sempre per fare vedere che esiste, organizza il recupero degli italiani bloccati sulla nave in Giappone … dal ‘coronavairus’, come se la cosa dovesse accadere ieri … stiamo freschi!

Ma mica è finita qui. Perché il brillante Ministro inutilmente barbuto del Meridione, presenta il suo piano per il Sud, pienissimo di belle parole e bellissime promesse. Scritto, insomma, in burocratese aggiornato, come se ci fossero delle proposte operative: faremo la Napoli-Bari, completeremo la Salerno-Reggio Calabria (ancora!), faremo la linea diretta Catania-Palermo. Bene, bravi. Ma poi il tutto viene inglobato in una bella brochure (da reperire chi sa dove) e da una collezione di ‘slide’, che non sono slide, ma l’importante è usare una parola inglese, per di più resa celebre dal pakistano sciante. Perché anche questo c’è, di fronte agli occhi esterrefatti degli italiani: il dibattito (si fa per dire) politico tra Islamabad e Roma … come siamo moderni, noi! E per di più, sulla copertina, ci mette una bella foto della spiaggia di Trieste.
Ora, Cuperlo, sia chiaro, una cosa del genere non deve accadere a meno di essere sciatti e disattenti, ma tant’è, accade. Solo che, una volta accaduto, tu che fai dopo avere sottoposto il solito funzionario che sarà colpevolizzato per la cosa alla tortura a morte a piccoli colpi di spillo? Che so, dici serissimo, lisciandoti l’inutile barbetta, ‘non avete capito niente: l’ho fatto apposta, per segnalare che tutta l’Italia parteciperà all’impresa di rilanciare il sud, a partire proprio da quella parte più estrema che tanto è stata aiutata dagli italiani tutti in passato’, o altro, suvvia, un po’ di fantasia! E invece no. Lui, senza nemmeno lisciarsela l’inutile barba, si offende, si arrabbia ‘via con tante cose meravigliose scritte là dentro, vi soffermate su una banalità come la copertina’. Non si rende neanche conto, è talmente pieno di sé, talmente convinto di essere il sale e il pepe della terra, che si offende pure e nel progetto scrive, se ho letto bene: «Ai fini della selezione degli investimenti da realizzare … la prima di tali scelte (sic!) è l’introduzione dell’analisi preventiva della effettiva sussistenza di tutte le pre-condizioni -istituzionali, amministrative, regolatorie- necessarie per un’attuazione efficace e tempestiva degli interventi», ‘regolatorie’? Ma poi, scusate: prima che facevate, andavate avanti a caso?
Ora, io dico, caro Cuperlo, con questa gente volete essere credibili?

Ora, io dico, caro Cuperlo, che significa: «questo Governo nato sull’onda del mojito e della capriola di Renzi sui 5 Stelle ha senso di vivere se convince una buona parte degli italiani della sua utilità. Utilità che non si inventa e non si racconta, ma si traduce nella concretezza delle riforme da fare»?, dov’è l’utilità di cui parla?

Sarà un caso, ma, zitta zitta senza urlare senza clamore senza sbracciarsi, pare (è d’obbligo il ‘pare’, qua non si può mai sapere) che la Ministra Luciana Lamorgese stia smantellando davvero il decreto Salvini, in maniera (mi perdoneranno le sardine che tanto da ieri mi odiano di certo) intelligente e com-pe-ten-te, modificando, anche sulla base della giurisprudenza prodotta dagli odiosi Magistrati e dei suggerimenti di alcuni sindaci intelligenti e disperati, modificando senza chiasso ciò che nel decreto medesimo è, era e resta osceno. Sarà un caso che la dr.ssa Lamorgese nonè del PD? ma vedrete che lo sciatore al ritorno cercherà di bloccare anche questo.

Caro Cuperlo, questo è il punto, il punto vero. Per fare cose serie e farle bene (se non ci si mettono i politicanti di mezzo a rovinarle) occorrono personenormali’, e per di più serie e competenti.
Ha ragione Massimo Cacciari (che però, secondo me, si illude) queste persone vannocostruite’, vanno prese in mano da giovani e allevate’.
Questo PD, così come è oggi, non è assolutamente in grado di farlo, e nemmeno di pensarlo. Occorre un Congresso vero, duro, durissimo, che stravolga la “dirigenza” del PD, teste pesanti incluse. Occorre un bagno di normalità, occorrono le sardine (sempre che non comincino anche loro a dare i numeri), sardine che, guarda caso, Cuperlo non cita nemmeno.

Caro Cuperlo, se la ricorda quella militante del PD Katia, giovane e entusiasta, dire disgustata alla platea distratta di maggiorenti del PD, di essere offesa dal vedere la corda rossa che separava nella sala le persone importanti dalle altre. Non lo avete capito allora.
Ora, io dico, caro Cuperlo: o lo capite ora o non lo capirete mai più. È l’ultima occasione che vi resta. Altro che «lavorare da subito a costruire il campo largo, l’alleanza progressista, di una alternativa vincente alla destra», politichese stretto, incomprensibile e anche sciatto, così come è improprio dire «Immaginare maggioranze diverse con sedicenti ‘responsabili’ somiglia troppo a brutti film del passato», perché mostra che non si è capito che il passato siete proprio voi.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.