venerdì, Agosto 23

Carige: come fare una cosa giusta e vergognarsene Questi ‘nuovi’ politici hanno fatto quello che era indispensabile, ma con la stessa frenesia di dire che non volevano farlo di una vergine assatanata dal desiderio di perdere la verginità

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Poi non dite che è colpa mia quando prendo in giro la politica di questi tempi in questo Paese.
Ormai i giornali sono pieni di una e una sola domanda angosciosa, il cui valore politico, di ‘alta politica’, è assolutamente evidente: è uscito Conte?
L’Italia tutta è sospesa a questa domanda, a questo dubbio amletico: è uscito il sedicente premier dalla sala del Consiglio dei Ministri quando si è deciso di salvare la Banca Carige? Magari anche solo perché gli scappava la pipì, ma ditecelo, via…: è uscito o no? Coraggio, via, tanto anche se ci dite una balla, mica eravamo lì!

Eh sì, perché, dicono i bene informati, il professore di diritto, l’avvocato del popolo pro tempore, è stato anche avvocato o consulente legale di non so chi della banca di cui sopra, della quale era, a sua volta, consulente lo studio di avvocati (non del popolo, ma, tranquilli, non esattamente clochard) presso il quale il futuro avvocato del popolo lavorava.
Ve lo ricordate ai tempi di Renzoschi, i fiumi di articolesse per discettare della presenza o meno in Consiglio della signorina Maria Elena Boschi, figlia del papà Boschi, amministratore di una banca, fallita o in fallimento non ricordo mai bene?

Insomma, questinuovipolitici (scusatemi, ma di una vecchiezza spaventosa: lo stesso linguaggio, le stesse manie, gli stessi trucchi, le stesse ambiguità e mezze verità … tutto uguale!) hanno fatto quello che era indispensabile, salvare una banca il cui fallimento (forse) avrebbe provocato più danni di quanti ne avrebbe provocato il suo salvataggio. Ma lo hanno fatto con la stessa frenesia di dire che non volevano farlo di una vergine assatanata dal desiderio di perdere la verginità, che cerca di affermare di esserci stata costretta, no, peggio, di essere stata sedotta.
Ma insomma, avete fatto una scelta di governo, punto e basta. Discutibile forse, ma forse necessaria. Una volta tanto, a mio rischio e pericolo, aggiungo pure che forse il sedicente premier non ha agito per interesse personale, ma nell’interesse del Paese, o almeno delle migliaia di persone che avrebbero avuto un danno dal fallimento (peraltro stra-annunciato) di quella banca.
Perché, parliamoci chiaro, se una banca fallisce, porta con sé una quantità di danni da fare paura, trascina con sé imprese che danno lavoro, per non parlare delle persone che vi hanno investito ingenuamente o coscientemente o perché ‘imbrogliate’ i propri soldi. Un governo che si rispetti deve valutare, deve mettere su un piatto della bilancia il danno del fallimento e sull’altro il costo del salvataggio e poi, udite udite!, decidere.
Questo fa un governo. E se ne assume la responsabilità, tutta la responsabilità, sia politica che giuridica. E basta così, tanto più che, nel bene o nel male, si tratta di una piccola banca, mica della Lehman Brothers!

Ma no, questi sono i ‘cambiatori’, loro cambiano (credono di cambiare) e vogliono fare vedere (anche se non è vero) che cambiano, che tutto cambia … è una ossessione. E allora, invece di decidere e poi andarsi a mangiare una pizza (a spese proprie) o una coda alla vaccinara (come fanno di solito … fegati di acciaio!) da ‘Fabbio er fetido’ (sempre a spese proprie), si stracciano le vesti, entrano in crisi, si fustigano reciprocamente (con fruste da Carnevale ovviamente), si ritirano (o dicono di ritirarsi) nei propri uffici e chiedersi angosciati se hanno fatto bene, e telefonano alle mamme, non ai papà, che a quanto pare da un po’ non ne indovinano una. E se ne escono con spatafiate gigantesche interminabili su Facebook (Twitter non basterebbe) dove pubblicano, manco Mosè per non parlare del Padreterno, interi decaloghi per dimostrare quanto sono diversi, loro, dagli altri, mentre i loro aderenti, che pensano davvero che sia meglio giocare a rimpiattino con una famiglia di serpenti a sonagli inca … volati piuttosto che toccare un banca, li massacrano di insulti, contumelie, e quant’altro: ‘avete salvato una banca, che schifo, senza nemmeno prima distruggere la Banca di Italia, che doppio schifo, senza neanche prima lavarvi le mani i piedi e la coscienza … già, la coscienza. E quindi un tal Gianluigi Paragone, già leghista sfegatato, mangiatore di migranti e di pdiini, votato all’indipendenza del Nord, oggi stelluto di primo piano, che invoca la distruzione immediata della Banda d’Italia … tanto non costa nulla, fai un figurone e perfino lor non sono tanto matti da fare saltare la Banca d’Italia … al massimo la danneggiano gravemente, ma tanto di cose intatte ormai ce n’è da contarne sulle dita di una mano.

Ma la volete finire con questa demenziale concezione pauperista, in cui fare soldi e gestire soldi è peggio che andare a cena con Provenzano? La volete finire con questa sciocchezza per la quale fare le Olimpiadi a Roma è peggio che allearsi col diavolo, e non parliamo di quelle invernali a Torino … obbrobrio! Lo volete capire che un Paese normale, un Paese moderno ha bisogno -sì ragazzi, ha bisogno- anche del terzo valico e magari anche del quarto e del quinto, del TAV e del TIP e del TOP, di investire, di non bloccare lavori programmati per anni sottoponendoli a ridicole valutazioni ‘costi e benefici’, ma dove la avete sentita questa cretinata, che si insegna al primo anno di Università, ma poi si spiega anche come si fa, per quelli che vanno oltre la prima settimana di Università.

È incredibile, poi, la motivazione, che è sempre la stessa: la malavita entrerebbe nel progetto e … figuriamoci che ruberie infami, ma anche i ‘re de mattone’, i ‘padroni’ delle banche, i capitalisti delle multinazionali … ahhhh che parolaccia ‘multinazionali’, come si dice ai bambini ‘non toccate è p…ù’!

Ragazzi, voi siete al Governo, anzi, siete il Governo, purtroppo, certo purtroppo, ma ci siete, e allora, accidenti a voi, governate!
Avete paura degli imbrogli? Controllate che non vi siano, e prendetevi la responsabilità di farlo, non stabilendo come un dogma che chi controllava prima per definizione è un ladro o almeno un poco di buono e poi fermarvi lì. Come il vostro Ministro Grillo, che manda a casa un organo fondamentale come il Consiglio Superiore della Sanità, dopo avere accertato che alcuni dei suoi membri avevano scritto articoli per ‘la Repubblica’, o erano stati consulenti di un precedente Ministro, eccetera.
State trasformano l’idea, giusta, della competenza, della scelta delle persone giuste e competenti al posto giusto, con l’idea (che è dei vostri predecessori!) che i ‘competenti’ si dividono in due categorie: gli amici e i competenti: questi ultimi ovviamente, sono fuori.
Come fate a non rendervi conto che è esattamente questo che state facendo? State dividendo il mondo in due parti: gli amici e gli altri. Ma gli amici sono sempre di meno, non lo vedete? A parte che crescono proprio quelli che maggiormente vi odiano. Non capite che molti ‘amici’ sono amici perché gli serve di esserlo per essere nominati a qualcosa?

Lo ripeto, se volete governare e ‘cambiare’ prendetevi responsabilità e decidete, fate. Non concentratevi solo sui modi per acchiappare qualche voto in più qua e là. Finitela di giustificare ogni sciocchezza che fate (perfino quelle giuste) con il fatto che ‘sono state decise da quelli che sono venuti prima’, secondo l’idea folle per la quale chiunque sia ‘venuto prima’ è, bene che vada, un bandito. Se volete impedire le trivellazioni, fatelo e basta, invece di autorizzarle e poi dire che non è colpa vostra. Questo giochetto lo avete già fatto troppe volte, non funziona più!

Il fatto è che per governare occorrono dei politici. E i politicidevono essere competenti. Sissignore: proprio i politici devono essere competenti! Capaci, cioè, di pensare politicamente, di avere nella testa gli interessi del Paese, di tutto il Paese, non solo della parte che vi ha votato, di sapere fare programmi a lunga e lunghissima scadenza nell’interesse del Paese, anche se magari saranno altri a vederne i frutti, di capire che la cosa fondamentale per un Paese è proprio la competenza -cioè la cultura e la scienza, entrambe- di capire che un Paese come l’Italia da sola non vivrebbe un minuto e quindi isolarsi (per di più riempiendo gli altri di insulti) è devastante, di capire che la globalizzazione non è il mostro di Lochness, ma solo un fenomeno reale che, grazie a dio, c’è, ma che va governato, altrimenti è mortale -mortale per gli incompetenti o imbecilli, non per gli altri-, la Germania non è l’orrido nemico, è soltanto più ricca e meglio organizzata di noi e ha saputo usare meglio la globalizzazione -questo lo capirebbe anche un bambino: se sono stati più bravi di noi, i fessi siamo noi.

Questo e poco di altro vuol dire governare. Se non ne siete capaci, tornate a casa, almeno avrete il merito di non avere fatto i danni che, se continuate così, certamente vi attribuiranno, ma temo farete, a cominciare dalla pericolosa spaccatura dell’Italia, perseguita (questa sì con competenza politica) da una parte di codesto ‘Governo’.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.