sabato, Giugno 6

Cari Governatori, non è che volete privatizzarvi la Sanità? La netta impressione è che, sotto la battaglia per fermare il virus, vi sia, sorda e pesante, la battaglia per la privatizzazione e la politicizzazione della sanità

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Confesso che alle volte io vivo di illusioni: ancora non ho imparato, alla mia veneranda età, che le illusioni sono tali proprio perché non si verificano mai. Avevo, in altre parole, pensato che non sarebbe più comparsa in pubblico, almeno per ora, non diversamente dal suo amico stigmatizzatore di capre, dopo avere detto che era uno scandalo chiudere il museo egizio di Torino, della fondazione del quale ella è la Presidente, come di molte altre cose -trattasi infatti di persona dalle molteplici e variate presidenze a cominciare dalla UEFA o non so cosa di calcio e non so di che altro, persona, beata lei, versatile assai-, e dopo avere aggiunto che le sembrava inammissibile sospendere le amate partite di calcio solo per una banale influenza (o qualcosa de genere), il tutto nel salotto di Lilli Gruber. Pensavo, dicevo ,che sarebbe scomparsa dalla circolazione, visto il modo in cui aveva centrato il problema che stiamo vivendo. E invece no, mi illudevo, appunto. L’altra sera, va di nuovo dalla Gruber, dove è di casa, e come se niente fosse, come se non avesse mai detto nulla di men che ovvio circa il coronavirus, a dire pensosa che il decreto ‘cura-Italia’ può anche andare, ma certo i 600 euri per le partite Iva sono poca cosa. Beh, ho pensato, ce ne faremo una ragione, ma almeno pudicamente ora se ne starà un po’ in silenzio.

Macché, mi sono di nuovo illuso, perché il 18 Marzo se ne esce con una pensosa intervista sulla sospensione della Coppa non so cosa per dire cheè un macrodisastro’. Oddio, visto che parla sempre, ci sarebbe da dire qualcosa sulla folle intervista della Lagarde, sullo spread che schizza a oltre 300, sulle borse che perdono percentuali a due cifre, sui morti a centinaia per la influenzucola, ma tant’è, queste sono quisquillie, è il calcio ciò che conta, anche il Museo egizio lo ha dimenticato.

Mi riferisco alla signora Evelina Christillin, molto addentro alla famiglia Agnelli (quella che con somma discrezione ha donato 10 milioni agli ospedali come anche Berlusconi: generosi e schivi!), che fa quella dichiarazione. Capite? Il macrodisastro è la coppa, non so cosa sospesa e i soli 600 euri alle partite iva. Fortunatamente, da un po’, lo stigmatizzatore di capre tace, o almeno a me non capita di sentirlo ripetere, come la predetta, che è uno scandalo fermare musei e mostre epocali, per una banale influenza o poco più. È evidente che il mio metro di misura di ciò che accade è scadente e arretrato.

E quindi mi dedico ad altro, per leggere che il ‘governatore’ Attilio Fontana è molto seccato, perchéda un controllo delle celle telefonicherisulta che molti milanesi vanno in giro, invece di stare a casa.
Ora, certo, se i milanesi non stanno a casa fanno male, ma il fatto che Fontana ne possa controllare se non i telefoni le celle telefoniche, mi sembra giusto un tantinello stravagante. Chi lo ha autorizzato, a qual titolo lo fa, con quali poteri, a spese di chi?
Ho letto la notizia ma non ho visto commenti. Eppure, se è vero, e posto anche che sia fatto con le migliori intenzioni, è una cosa spaventosa: altro che grande fratello! Questa è roba che si è fatta forse in Cina, che non è esattamente uno stato democratico come dovrebbe essere il nostro.
Ma ormai, questigovernatorihanno preso la mano allo Stato, dicono e fanno quello che vogliono, anzi, dicono e spendono quello che vogliono a spese dello Stato.
Fontana vuole costruirsi il suo ospedale destinato in generosa prospettiva a curare anche qualche non lombardo e, benché sia il ‘governatore’ dello Stato libero di Lombardia, vuole che sia lo ‘Stato centrale’ a procurargli gli attrezzi, e per evitare problemi, vista la titubanza di Borrelli, nomina il fulmineo Bertolaso per procurarseli, ‘perché lui ha contatti vari’ (sic!), salvo a dimenticare che intanto lo Stato centrale gliene ha già dati altri duecento circa.

L’altro supergovernatore, Luca Zaia, quello che mangia i topi vivi (o sono i cinesi che li mangiano? Mah, non ricordo bene) decide, di sua iniziativa, che ora farà tamponare tutti i veneti qualunque sia la spesa’. È vero che gli esperti, a cominciare da quei principianti poveri di mente dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’OMS, dicono che è una sciocchezza, ma lui procede lo stesso, non diversamente dal ‘governatore’ della Toscana.

Hai voglia di dire che sono soldi buttati, che si devono coordinare gli interventi, che occorre una direzione centralizzata altrimenti si fanno solo pasticci (e il panico cresce), ma lori, i ‘governatori’ del nord, ma anche del sud, a onor del vero, fanno a modo loro.

Ma non sono solo questi coloro che vanno avanti per conto loro. Ci si mettono anche i virologi, epidemiologi, infettivologi, oncologi, ginecologi, podologi e chi sa chi altri. È un incubo, ormai passano la gran parte del proprio tempo in TV a rilasciare pensose interviste e a ‘togliersi pietre dalle scarpe’, come l’altra sera il professor Massimo Galli, che dopo essersene tolte un bel po’, aggredisce il medico napoletano che parla dei risultati di un certo medicamento che pare aiuti, spiegando che lo aveva sentito da analoghe esperienze in Cina, e quindi li ha sperimentati sistematicamente e pare servano a qualcosa. Forse il giovane, guarda caso napoletano, si è un po’ lasciato gonfiare il petto (ma in TV ci è stato invitato, mica è arrivato lì con un carro armato), ma sparargli addosso un ‘non facciamoci conoscere anche qui’, per dire che la cosa è da tempo sperimentata in Cina (cosa riconosciuta, invero, dall’intervistato!) e che poi ci sono gli studi fondamentali di un professore bergamasco o bresciano, mi pare, è decisamente eccessivo.

Anche perché non tiene conto -tutte le cose fin qui dette non ne tengono conto- del fatto che a noi cittadini interessa sapere se, usciti dagli studi televisivi, questi signori sono o non in grado di curarci: solo perché, con tutto il rispetto, tutta l’ammirazione, tutto quello che volete, loro sono pagati da noi per curarci, non per litigare su chi ha scoperto o inventato che. Poi possono dibatterne sulle loro riviste scientifiche e alla fine l’inventore vero avrà il premio Nobel.

Ecco il punto, cui volevo arrivare. Ne accennavo già ieri e l’altro ieri. Ora basta. Bisogna che vi sia un coordinamento unico, un decisore unico e anche un pagatore unico, per finirla con i figli e i figliastri. Non si può continuare così in questo folle bailamme di voci discordanti e stonate, di affermazioni apoftegmatiche, di ‘parlo io e state zitti voi’.

Anche per mettere ordine in una valanga di spese, che vanno coordinate, per ora e per il futuro, specialmente per il futuro, evitando, anzi, combattendo, gli unilateralismi, i narcisismi e i campanilismi ormai solo deteriori. Ma anche perché, in questa grande confusione si sta giocando una partita di enorme importanza e la si sta giocando molt, male: la partita di un sistema sanitario funzionante ed efficiente che garantisca a tutti cure equivalenti ed efficaci, che escluda che i più ricchi siano curati meglio o che sia curato meglio chi si trova in un posto piuttosto che in un altro. Non a caso noi abbiamo un sistema sanitario nazionale, nazionale, non lombardo, toscano o siciliano!

La netta impressione, invece, è che, sotto la battaglia per fermare il virus, vi sia, sorda e pesante, la battaglia per la privatizzazione e la politicizzazione della sanità: un rischio crescente, visti i costi enormi della sanità, e considerato che di danni da politicizzazione in materia ne abbiamo avuti a … miliardi.

È venuto, credo, il momento di fare un piano nazionale, ora e subito e universale. E occorre trovare il modo per finanziarlo senza privilegi o eccezioni. Un sistema che metta l’uomo, il cittadino, al centro, e che quindi prenda una posizione chiara sul cosiddetto triage, per esempio, ma anche sulla qualificazione degli operatori, tecnica ed etica.
Sentire del personale del Cardarelli ‘ammalato’ in piena emergenza virus è inammissibile, specie se resta senza risposta, ma è altrettanto inammissibile sentire che si fa ciò che si crede indipendentemente dai costi, specie in un Paese in cui accade che i costi siano sostenuti, per tutti, solo da alcuni. E sorvolo per carità di patria sul Parlamento di assenti tremebondi, invitati, con sopraffina eleganza linguistica, a tornarci dal prof. Quagliariello e da Salvini, ma solo per attaccare il Governo.

Forse è solo un caso, ma proprio ieri il Papa, Francesco, citando Fabio Fazio (l’orrendo disgustoso Fabio Fazio, che va cancellato perché guadagna troppo), dice che chi non paga le tasse è un delinquente, e lo dice oggi. Lo dice dopo avere girato per Roma deserta da solo e a piedi, dopo avere rinunciato all’Angelus in Piazza S. Pietro e alle celebrazioni pasquali. Scommettiamo che domani qualcuno ricorderà che la Chiesa non paga l’IMU?

Signori, è il momento di darci tutti una regolata, e anche di fare capire ai nostri beneamati partner europei, che noi ci siamo e sappiamo risolvere questa situazione, ma che siamo anche pronti a reagire a chi utilizza lo spread solo per danneggiarci. L’ho detto ieri e lo ripeto.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.