giovedì, Ottobre 22

Carcere: detenuti inneggiano all'Isis? Non risulta

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Curioso modo di fare informazione. Domenica 8 maggio alcuni detenuti del carcere circondariale di Piacenza danno vita a una protesta non esattamente pacifica: spaccano arredi, televisori. L’Unione Sindacale Polizia Penitenziaria stima danni per circa ventimila euro. Per contenere l’accaduto, e controllare la situazione  si interviene con agenti in assetto antisommossa; tutto poi rientra grazie ad un’opera di mediazione. Qualcuno racconta che i detenuti inneggiano all’Isis, e la cosa diventa titolo su un po’ tutti i giornali, per non parlare dei social network, che sulla cosa si gettano a pesce, golosi. Figuriamoci, il mondo è pieno di esaltati cretini, volete che non ce ne siano anche in carcere? Ce ne saranno senz’altro. Però…

Però la notizia dei detenuti che inneggiano all’Isis viene definita ‘priva di fondamento’. E chi lo dice? La direzione del carcere di Piacenza: «Risulta priva di ogni fondamento la notizia riportata di inneggiamento all’Isis e non si registra alcun riferimento al terrorismo di stampo jihadista». Hai capito? Non bastava la notizia dei gravi disordini in una sezione ordinaria di media sicurezza ospitante diciassette detenuti; a qualche bello spirito di giornalista il fatto che si siano accertati ‘danni strutturali e nell’impiantistica non ancora quantificati’ in una struttura ‘comunque funzionante e di cui non si prevede chiusura’, non doveva sembrare sufficientemente stuzzicante, sufficientemente ‘notizia’. L’ha voluta ‘condire’, metterci un po’ di paprika. Come sono andate le cose, secondo quello che racconta la Direzione, cos’hanno fatto e detto i ‘diciassette’? Intanto non sono diciassette; sono tre ‘i promotori dei disordini… lamentando le condizioni di restrizione, hanno tentato di fomentare gli altri, diversi dei quali non si sono lasciati coinvolgere’.

E poi? Poi, oltre a smentire la notizia dell’inneggiamento all’Isis si ha cura di precisare che ‘non si registrano contusi tra il personale e tra i detenuti’. Ad ogni buon conto la procura di Bologna apre un fascicolo “conoscitivo” per chiarire i fatti. L’apertura di un fascicolo non si nega a nessuno; vedremo come e quando sarà chiuso.

A Roma, intanto, si annuncia che è allo studio ‘un piano’ per la riduzione del rischio autolesivo dei detenuti: troppi atti di autolesionismo, e troppi suicidi nelle carceri italiane. Ecco che solerti agenzie di stampa fanno sapere che il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha fatto diffondere un comunicato, nel quale si annuncia di ‘aver indirizzato una direttiva al capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo, per affrontare la delicata problematica dei suicidi e dei tentati suicidi in carcere’.

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