domenica, Agosto 25

Capataz Salvini, Airola e gli altri: Sangue (attende noi) e Merda (sono loro) «la politica è sangue e merda», dice Airola, richiamando Formica, tradotto significa ‘io voto a favore del sicurezza bis, perché altrimenti il Governo cade e noi andiamo a casa’, tutto il resto è chiacchiera, ipocrisia, pappa e potere

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Un non meglio individuato senatore Alberto Airola, non pensando utile fare il suo lavoro e basta senza strillare le sue iniziative e la sua volontà, per non parlare delle sue strampalerie, se ne esce con una affermazione urlata e profondamente, disgustosamente ipocrita.
Dice, infatti, l’ignoto senatore, per iniziare, e già il mio imbarazzo (nel senso che non capisco, ma si sa io sono solo un professore universitario usato) cresce: «
Penso di votare il provvedimento, le ragioni sono molteplici e per lo più di natura politica». Sorvolo sulle ‘ragioni molteplici’, ma visto che ne parla (e nessuno glielo ha chiesto) ce le dica, no? Invece no, quelle restano segrete, sono cose di alta politica che noi non potremmo capire. Però, appunto, vota il provvedimento (si tratta del ‘sicurezza-bis’) ‘per ragioni politiche’. E per quali se no? visto che fa, o crede di fare, il politico.
Cosa è, per l’illustre senatore, la ‘politica’, che vuol dire, secondo il senatore, il lemma ‘politica’. Insomma che cavolo vuole dire?

Ma semplicemente, risponde, una cosa banale, banalissima, riferita a quell’altro grande politico l’ex senatore Rino Formica. Perché, dice l’illustre senatore Airola, come per Formica: «la politica è sangue e merda», dice Airola sempre raffinati questi stellini!. E prosegue il senatore, sempre richiamando Formica: «poi articolate nell’affermazione: ‘la politica è per gli uomini il terreno di scontro più duro e più spietato. Si dice che su questo campo ha ragione chi vince, e sa allargare e consolidare il consenso, e che le ingiustizie fanno parte del grande capitolo dei rischi prevedibili e calcolabili’». Poi lascia Formica e prosegue con altra ‘perla’ politica: «Bene: ho fatto i calcoli, che inevitabilmente sono anche sulla pelle delle persone, ma, considerando che siamo riusciti a depotenziarlo molto e a migliorarlo alla Camera dei deputati, in definitiva si tratta non dell’anticristo dei decreti, ma di una manifestazione di forza del nostro contraente, la Lega, con la quale – vi dico la semplice verità – non possiamo permetterci di dividerci e dobbiamo essere compatti». Non bastasse: «Anche se oggi sembro cedere a qualcosa che non condivido pienamente domani – per riprendere il concetto caro a Rino Formica – sarò duro e spietato e avrò ragione, perché conto di vincere». Amen, finito il suo momento di gloria, puntellato da qualche ‘Bravo’ dai banchi del PD.

Questa, caro senatore Airola, con buona pace di Formica, è solo e semplicemente ipocrisia, doppiezza, mancanza assoluta di senso del dovere e delle idee e funzioni che si rivestono.
Non commento nemmeno la frase scandalosa per cui «le ingiustizie fanno parte del grande capitolo dei rischi prevedibili e calcolabili’»; ma si rende conto di quello che dice? Le ingiustizie sono normali e … calcolabili. Ha provato a leggerla quella frase demenziale davanti allo specchio mentre fa la barba? … ah no, certamente porta la barba, figuriamoci. Dunque, la politica è il regno della ingiustizia, superbo!

Ma lasciamo correre, l’illustre senatore parla del decreto sicurezza-bis, cioè di una disposizione con buone probabilità di essere incostituzionale e che affida al Ministro degli Interni una serie di poteri odiosi, che, tra l’altro, violano (e violano gravemente) le norme del diritto internazionale, che non permette a nessuno Stato di fare ciò che nel decreto è previsto, a cominciare dal sequestro (è al limite di un atto di guerra) che comunque anche per Salvini si può fare solo se ordinata da un giudice. Nel senso che, si può impedire ad una nave straniera (non nazionale!) di accedere al mare territoriale, ma solo se vi sono motivazioni di carattere impellente, ma se la nave si oppone, è il giudice che decide: Salvini non è ancora il ras, al massimo un capataz!

Comunque, ciò che non si può fare è impedire ad una nave di accedere ai porti per scaricare delle persone soccorse in mare. Ciò è assolutamente incontrovertibile. Farlo, come vorrebbe il decreto (ripeto quasi certamente incostituzionale), implica la violazione di norme importanti di diritto internazionale, con le conseguenti responsabilità e probabilmente già solo per questo è incostituzionale.

Ora, caro senatore Airola, un uomo politico (valuti lei se lo è) decide sulla base della sua coscienza e del suo dovere.
La coscienza (sa cos’è?) è quella che gli dice se una norma volta ad impedire, in linea generale, a delle persone salvate in mare di accedere al suolo italiano per esservi salvati -e per di più rischia di fare respingere quelle persone là da dove sono venute-, è una norma accettabile: appunto, come uomo e come politico. La merda, credo, non c’entra … il sangue nemmeno. Mi spiace per Formica e per lei.

La legge, o meglio il diritto (lo so una distinzione complicata, ma lasciamo perdere), stabilisce che una persona salvata in mare ha diritto -ha letto bene senatore ‘diritto’- ad essere portata a terra nel posto (non porto) più vicino, e per di più sulla scelta del posto è il comandante della nave l’unico che può decidere.
La legge, ancora, dice che fare sbarcare e accudire non vuol dire necessariamente accogliere, perché, una volta sbarcati, è perfettamente possibile distribuire quelle persone, nel rispetto delle norme in materia di umanità e di diritti dell’uomo (caro senatore, non lo dimentichi) negli Stati che sono disposti ad accoglierli, tenuto conto che alcune di quelle persone possono avere diritto (di nuovo senatore, diritto) all’asilo politico nel nostro Paese, come afferma il ‘trascurabile’ art. 10 della nostra Costituzione, che lei, senatore, dovrebbe conoscere a memoria e fare rispettare e rispettare, perfino a costo della vita.

L’altro giorno, in un articolo forse un po’ ostico, ho cercato di spiegare cosa si debba intendere per ‘fare politica’, cosa si debba intendere per ‘politico’. E facevo riferimento alle idee, ai progetti, al futuro dei concittadini, al rispetto dei diritti di tutti e in particolare di chi non è in maggioranza, ecc., ecc. Tutte cose poco praticate dai nostri politici, Formica, credo, incluso.

Tutto ciò, peraltro, caro senatore, è perfettamente inutile e superfluo, perché tutta la chiacchiera sulle affermazioni di Formica, si riduce ad una sola banalissima cosa: ‘io voto a favore di quel documento, perché altrimenti il Governo cade e noi andiamo a casa, e per di più, in caso di nuove elezioni gran parte di noi non sarà rieletto, e di Governo non si parlerà più per decenni’. Lo ha detto Lei, parlando di «una manifestazione di forza del nostro contraente, la Lega, con la quale – vi dico la semplice verità – non possiamo permetterci di dividerci e dobbiamo essere compatti», «…ora, o do forza al MoVimento 5Stelle, oppure domani potremmo non avere un Movimento al Governo».
Insomma, senatore: potere. Punto.

Altro discorso, sarebbe quello di capire perché, come sembra, i berluschini sono presenti, ma … non votano: ipocrisia?
Naturalmente. E forse è di nuovo un passo verso quello sganciamento dalla destra-destra, di cui parlavo ieri, per vedere se Renzi c’è … ma Renzi che fine ha fatto?
Sorvolo, perché mi viene da ridere, sul fatto che il grande politico sedicente ‘premier’, riceve (bontà sua) le parti sociali per discutere di manovra economica, ma il giorno dopo il Ministro dell’Interno, tal Matteo Salvini, le riceve a sua volta per discuterne lui, anche se una parte si rifiuta di andare a fare il ‘buffone’ … mi riferisco a Maurizio Landini.
Non so che ne direbbe Formica e non mi importa di sapere che ne dice il senatore Airola. So che questa è buffoneria allo stato puro.
Accettarla, da parte di chiunque, è complicità.
Ma si sta correndo davvero su un filo sempre più sottile, sul quale balla felice il ras o capataz Salvini, convinto di essere il padrone di tutto, ma che rischia di mettere il Paese in ginocchio e definitivamente, ma anche, comincio a pensare, sé stesso.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.