mercoledì, Ottobre 16

Cannabis: ecco cosa prevede la legge in discussione field_506ffb1d3dbe2

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Si è tenuta ieri nell’aula della Camera la discussione generale sulla proposta di legge (la 3235) sulla legalizzazione della cannabis (‘Disposizioni in materia di legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati’), presentata nel luglio 2015 e all’esame in Commissione dal novembre 2015.
Una proposta di legge che rischia di mettere in seria difficoltà l’Esecutivo, e sulla quale sono stati presentati quasi 2000 emendamenti  -di cui 1300 a firma dei centristi. Ad alzare le barricate contro questa proposta di legge è stata, in primis, Area popolare. Il numero degli emendamenti, la mancanza di numeri a sostenere il provvedimento e il clima di contrapposizione hanno convinto i sostenitori a rimandare il testo all’esame delle commissioni Giustizia e Affari sociali, le quali dovranno esaminare gli emendamenti e provare a trovare un accordo tra le varie forze politiche. Tutto rimandato a settembre, quindi, ma il rinvio potrebbe anche essere per l’autunno inoltrato, forse dopo il referendum costituzionale, per non rischiare di mettere in difficoltà ulteriore il Governo, il quale nella discussione di ieri in Aula non è intervenuto per esprimere il proprio parere, riservandosi di farlo in seguito. Domani la conferenza dei capigruppo dovrebbe decidere il nuovo timing. Secondo alcuni osservatori, il provvedimento rischia di mettere a dura prova la maggioranza, forse anche più di quanto sia riuscito fare il ‘caso’ unioni civili. Infatti, il Sottosegretario Benedetto Della Vedova, tra i principali sostenitori del provvedimento, ha sottolineato, ieri, che si tratta di una proposta esclusivamente «di iniziativa parlamentare», per questo bisogna lasciare fuori «la maggioranza e Governo».
Il testo sulla legalizzazione della cannabis, che alla Camera porta come prima firma quella di Roberto Giachetti e al Senato di Luigi Manconi, è sostenuto da un intergruppo parlamentare formato da 221 deputati e 73 senatori. Un proposta di legge fondamentalmente trasversale che, ha spiegato Della Vedova, vede a Montecitorio 85 deputati M5S, 85 del PD, 24 si Sinistra italiana, 16 del gruppo Misto, 7 di Scelta civica e 2 di Forza Italia. Alla Camera, però, i 221 sostenitori del provvedimento sono troppo pochi per raggiungere la maggioranza di 315, anche se il Sottosegretario confida di trovare quei 90 voti necessari per portarla a casa.

 

Ecco cosa prevede la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati.

COLTIVAZIONE Si legalizza la coltivazione di 5 piantine di cannabis a scopi cosiddetti ricreativi per i soli maggiorenni. Per la coltivazione personale è sufficiente inviare una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio e non è necessaria alcuna autorizzazione. I dati trasmessi sono inseriti tra i ‘dati sensibili’ del Codice Privacy (opinioni politiche, tendenze sessuali, stato di salute…), e non possono essere né acquisiti, né diffusi per finalità diverse da quelle previste dalla procedura di comunicazione. E’ consentita inoltre la coltivazione in forma associata.

CANNABIS SOCIAL CLUB Per la coltivazione in forma associata, è necessario costituire una associazione senza fini di lucro, sul modello dei cannabis social club spagnoli, cui possono associarsi solo persone maggiorenni e residenti in Italia, in numero non superiore a cinquanta. Ciascun cannabis social club può coltivare fino a 5 piante di cannabis per ogni associato. È possibile iniziare a coltivare decorsi trenta giorni dall’invio della comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio. Anche in questo caso le comunicazioni sono protette dalle norme previste per i dati sensibili’ dal Codice Privacy.

DETENZIONE E USO Si stabilisce il principio della detenzione lecita di una certa quantità di cannabis per uso ricreativo  –5 grammi innalzabili a 15 grammi in privato domicilio– non sottoposta ad alcuna autorizzazione, né ad alcuna comunicazione a enti o autorità pubbliche. Rimane comunque illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi. È inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica, anche al di sopra dei limiti previsti per l’uso ricreativo. Si stabilisce un principio generale di divieto di fumo di marijuana e hashish  in luoghi pubblici, aperti al pubblico e negli ambienti di lavoro, pubblici e privati. Sarà possibile fumare solo in spazi privati, sia al chiuso, che all’aperto.

VENDITA  È istituito il regime di monopolio per la coltivazione delle piante di cannabis, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita al dettaglio. Per queste attività sono autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli anche soggetti privati. Sono escluse esplicitamente dal regime di monopolio la coltivazione in forma personale e associata della cannabis, la coltivazione per la produzione di farmaci, nonché la coltivazione della canapa esclusivamente per la produzione di fibre o per altri usi industriali. Per le attività soggette a monopolio sono previsti principi (tracciabilità del processo produttivo, divieto di importazione e esportazione di piante di cannabis e prodotti derivati, autorizzazione per la vendita al dettaglio solo in esercizi dedicati esclusivamente a tale attività, vigilanza del Ministero della salute sulle tipologie e le caratteristiche dei prodotti ammessi in commercio e sulle modalità di confezionamento, ecc. ecc.), la cui attuazione è delegata a tre decreti ministeriali. La violazione delle norme del monopolio comporta, in ogni caso, l’applicazione delle norme di contrasto alla produzione e al traffico illecito di droga.

CESSIONE GRATUITA  Si depenalizza la cessione gratuita a una persona maggiorenne (e comunque la cessione che avvenga tra soggetti minori) di una modica quantità di cannabis (comunque nel limite massimo previsto per la detenzione personale consentita), in quanto presuntivamente preordinata al consumo personale.

USO TERAPEUTICO Sono previste norme per semplificare la modalità di individuazione delle aree per la coltivazione di cannabis destinata a preparazioni medicinali e delle aziende farmaceutiche autorizzate a produrle, in modo da soddisfare il fabbisogno nazionale. Sono inoltre semplificate le modalità di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci contenenti cannabis. L’obiettivo è quello di migliorare una situazione, come quella attuale, in cui il diritto a curarsi con i derivati della cannabis è formalmente previsto, ma sostanzialmente impedito da vincoli burocratici, sia per l’approvvigionamento delle materie prime per la produzione nazionale, sia per la concreta messa a disposizione dei preparati per i malati.

SANZIONI  La legalizzazione della cannabis non comporta l’attenuazione delle norme e delle sanzioni previste dal Codice della strada per la guida in stato di alterazione psico-fisica. Nel caso della cannabis, rimane aperta comunque la questione relativa alle tecniche di verifica della positività al tetroidrocannabinolo che attestino un’alterazione effettivamente in atto, come per gli alcolici, e non solo un consumo precedente che abbia esaurito il cosiddetto effetto ‘drogante.
PROVENTI DELLE SANZIONI  I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie relative alla violazione dei limiti e delle modalità previsti per la coltivazione e per la detenzione di cannabis, in forma personale o associata, sono interamente destinati a interventi informativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi, realizzati dalle istituzioni scolastiche e sanitarie e rivolti a consumatori di droghe e a tossicodipendenti. Il 5 per cento del totale annuo dei proventi verrà destinato al finanziamento dei progetti del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga.

 

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