lunedì, Gennaio 21

Cannabis è dibattito in parlamento

0

Il ddl sulla Cannabis approda alla Camera e la discussione diventa un turbine di polemiche da far impallidire quello delle unioni civili. Le fazioni sono sempre quelle da un lato il Partito Democratico di rappresentanza laica e Sinistra Italiana e dall’altro quelle della destra, dei centristi e della componente cattolica del PD. Una lotta appena iniziata e subito rimandata a settembre tanto il clamore che ha suscitato «Oggi si comincia il dibattito senza ipocrisie ma poi l’esame si aggiornerà a settembre ed è lì che i partiti dovranno decidere l’approccio» ha detto Walter Verini, capogruppo del Pd nella commissione Giustizia, aprendo ‘il giro di valzer’ «Credo che non sia sbagliato che si faccia un dibattito aperto in Aula fin da oggi, dove emergerà la trasversalità delle posizioni all’interno dei partiti con opinioni opposte su testo che non consente al momento di trovare alcuna sintesi. Ci sono 2.000 emendamenti presentati in gran parte da chi si oppone in modo radicale al ddl e questo ha costretto la commissione a dire: discutiamo in aula ma non c’è tempo per i pareri e rinviamo l’esame delle proposte di modifica a settembre. Secondo me man mano che il dibattito si svilupperà emergeranno chiaramente differenze che riguardano tutti i gruppi, compreso il nostro. E’ però plausibile che su alcuni aspetti della materia, tipo l’uso a fini terapeutici della cannabis, qualche passo avanti di sintesi possa esserci». Immediata la reazione del capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta che non approva il disegno di legge affermando «Con un’indecente forzatura, arriva oggi in Aula alla Camera il provvedimento sulla legalizzazione della cannabis. E’ inaccettabile che di fronte ad un tema così delicato, che mette in gioco anche il diritto alla salute dei cittadini, si decida, contro tutto e contro tutti di portare il testo in Aula senza mandato al relatore, cioè senza che il testo sia stato minimamente discusso nelle competenti Commissioni Giustizia e Affari sociali»ha dichiarato rivolgendosi successivamente a SI «Gli oltre 1700 emendamenti presentati sono stati in tal modo completamente bypassati, in barba a qualsiasi confronto democratico tanto invocato dagli stessi promotori del testo, per dare ai deputati di Sinistra italiana un banale contentino, cioè l’approdo in Aula del provvedimento». Una querelle che si farà attendere fino all’autunno, ma che fa presagire scontri accesi e faccia a faccia decisivi.

Matteo Salvini cede al fascino ‘sfacciato’ che accompagnava la Lega Nord dei primi anni novanta e durante un comizio a Soccino, località in provincia di Cremona, paragona un ‘bambola gonfiabile’ al Presidente della Camera Laura Boldrdini «C’è una sosia della Boldrini qui sul palco. Non so se sia già stata esibita» dice alla folla indicando l’imbarazzante icona di plastica alle sue spalle. Immediate le reazioni del mondo politico italiano che venuto a conoscenza dell’accaduto attraverso il web, insorge a difesa della Boldrini «Salvini ha meno cervello di una bambola gonfiabile. Solidarietà a Boldrini» scrive su Twitter il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, a cui si aggiunge il presidente della Commissione Bilancio Francesco Boccia, che sullo stesso social commenta «Le donne non sono bambole e alcuni uomini non riescono a non cedere alla tentazione di fare gli imbecilli». Neppure la diretta interessata si tira indietro e armata di Facebook risponde imperturbabile a Salvini «‘Sul palco c’è una sosia della Boldrini’ ha detto ieri sera Matteo Salvini a Soncino, in provincia di Cremona, indicando una bambola gonfiabile. Le donne non sono bambole e la lotta politica si fa con gli argomenti, per chi ne ha, non con le offese. Lascio a voi ogni commento».

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore