giovedì, Agosto 6

Canale di Suez: il raddoppio del faraone Al Sisi

0
1 2 3


La storia del Canale data diversi secoli. I primi progetti di una via navigabile che unisse il Mar Rosso al Mediterraneo sembrano risalire al 1850 a.C. quando il faraone Sesostris III della XII dinastia, tentò di costruire una via d’acqua est-ovest che unisse il Nilo con il Mar Rosso a fini commerciali. Intorno al 600 a.C., un altro faraone Neco II (o Nekau), si imbarcò nella stessa impresa, ma non vi riuscì. Fu, invece, grazie al re persiano Dario I, intorno al 270 a.C., che quei lavori vennero ripresi e portati a termine. Tolomeo II, faraone ellenistico, lo restaurò nel 250 a.C. ma nei successivi mille anni il tratto venne modificato, cambiato e distrutto varie volte.
Bisognerà attendere Napoleone Bonaparte che nel 1799, propose, durante la sua spedizione in Egitto, di riprendere il progetto di costruire un canale, senza riuscirvi. Una prima rilevazione, poi rivelatasi sbagliata, concluse, infatti, che il dislivello tra i due mari era di oltre 10 metri e ciò avrebbe reso necessario un sistema di chiuse. Nel 1833 un ingegnere francese, seguace di Saint Simon, presentò, al vicere d’Egitto Mohamed Ali, un progetto che però non fu attuato. Sarà dopo la metà del XIX secolo che l’opera viene finalmente realizzata, grazie a Ferdinand de Lesseps, diplomatico francese che riuscì ad ottenere una concessione da Said Pascià, vicere d’Egitto, per mettere su una società (Compagnie universelle du canal maritime de Suez), che costruisse un canale marittimo e che lo gestisse per 99 anni.
In poco più di dieci anni, tra il 1858 e il 1869 viene completato il primo moderno Canale di Suez che collega il Mediterraneo al Mar Rosso evitando ai mercantili di dover circumnavigare l’Africa.

Il progetto definitivo fu redatto dall’ingegnere Alberto Negrelli. Il 17 febbraio del 1867 una prima nave lo attraversò, ma solo il 17 novembre del 1869 venne inaugurato alla presenza dell’imperatrice francese Eugenia. Nel 1875, a causa delle gravi difficoltà finanziarie, il pascià Ismail d’Egitto vendette per 4 milioni di sterline la quota del Canale all’Inghilterra. Poi, nel 1888, la Convenzione di Costantinopoli decise la neutralità della via marittima, libera e aperta in tempo di guerra e pace a qualsiasi nave civile e militare di ogni Paese.
Durante la Grande Guerra il Canale fu chiuso ai bastimenti non alleati da francesi e britannici e nella Seconda Guerra Mondiale fu difeso nel corso della campagna del Nord Africa. Il 26 luglio 1956 il Presidente Egiziano Gamal Nasser ne annunciò la nazionalizzazione: al tempo la società di gestione era per il 44% controllato da banche e aziende britanniche e per l’altra metà da francesi. Nel giugno del 1967 venne chiuso durante la guerra dei sei giorni con Israele. Otto anni dopo, nel 1975, con il ritiro delle truppe israeliane dal Sinai il Presidente Sadat ne decise la riapertura.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore