sabato, Agosto 8

Canale di Suez: il raddoppio del faraone Al Sisi

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Il Canale segnerà una svolta anche per il Mediterraneo, secondo l’Osservatorio di Srm (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, gruppo Intesa Sanpaolo) sui trasporti marittimi e la logistica, il mare nostrum sarà ancora più al centro degli scambi commerciali mondiali.

Tra il 2000 e il 2014 il trend di traffico del Canale ha visto registrare un aumento di oltre il 120% delle merci transitate, valore che sale +202% se si considerano solo i traffici container; (+187% nella direzione Nord-Sud e +219% nella direzione Sud-Nord). Il raddoppio del Canale consentirà l’aumento del numero di navi di passaggio da 49 a 97 navi al giorno e la diminuzione del tempo di transito da 18 ore a 11 ore; inoltre, il Canale di Suez non ha limiti nella dimensione delle navi che possono transitare. La combinazione di questi tre fattori (diminuzione dei tempi, aumento del numero dei passaggi e nessun limite dimensionale) aumenterà la convenienza di passaggio attraverso Suez anche per alcune rotte dall’Asia verso la costa occidentale degli Stati Uniti che attualmente usano Panama.

Lo studio Srm stima un possibile risparmio medio del 4% del totale dei costi operativi per ciascun vettore (a seconda delle rotte e delle distanze), oltre ad un risparmio unitario di 10.500 euro per ciascuna singola nave/tratta che passa dal nuovo Suez, valore che sale a 24.009 euro per le navi portacontainers. Moltiplicando tali valori per l’insieme delle navi transitate via Suez, l’ipotetico impatto complessivo calcolato dall’Osservatorio è pari a 180 milioni di euro di risparmi annui per l’insieme degli operatori che useranno il nuovo Canale di Suez.

Secondo l’Osservatorio, per i porti italiani, che attualmente movimentano 460 tonnellate di merci in totale di oltre 10 milioni di container, il raddoppio di Suez rappresenta una sfida importante. Maggiori navi in transito di maggiore dimensione richiedono di adeguare urgentemente la dotazione infrastrutturale con la necessità di dragare i fondali ed investire in logistica ed innovazione. Si stima un possibile aumento di circa 170 mila container aggiuntivi sui porti italiani di transhipment.

Il rapporto Srm sottolinea, infine, lo sviluppo dell’Egitto, che ha raggiunto la 19° posizione (su 157 Paesi) nella classifica del Liner Shipping Connectivity Index dell’Unctad, indice che misura la competitività del sistema marittimo misurato sulla base del network e della qualità dei servizi di linea container offerti dai porti. Nel contesto del Medio Oriente è tra i Paesi con le performance di miglioramento più elevate: l’indice in valore assoluto è infatti aumentato di circa 20 punti rispetto al 2004. Il Paese ha, inoltre, guadagnato, dal 2007 al 2014, 35 posizioni nella classifica del Logistic Performance Index attestandosi al 62° posto (indicatore della World Bank che misura la competitività logistica di 160 Paesi del mondo). Questi indicatori sono destinati a migliorare ulteriormente con il raddoppio del Canale di Suez.

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