giovedì, Luglio 18

Camp Humphrays: Quella base americana in Sud Corea che infastidisce Kim I 28.500 soldati americani che rappresentano il ‘piccolo pezzo d’America’ nella penisola coreana: tutto quel che c’è da sapere

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Il 16 maggio, la Corea del Nord ha minacciato di annullare i colloqui inter-coreani previsti per il giorno seguente a causa dell’esercitazione militare Usa-Corea del Sud nella penisola iniziata l’11 e che terminerà il 25 maggio. La ‘Korean Central News Agency (KCNA)’ ha definito le esercitazioni come una ‘provocazione’ alla situazione favorevole e di dialogo che si stava sviluppando tra le due coree. il Nord, secondo quanto ha scritto la KCNA, avrebbe minacciato di annullare l’incontro previsto per il prossimo 12 giugno a Singapore tra Kim Jong-un e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Successivamente Kim Kye-gwan, Sottosegretario degli affari esteri della Corea del Nord ha affermato: «Se gli Stati Uniti stanno cercando di costringerci in un angolo per forzarci ad abbandonare il nucleare, a noi non interesserà più dialogare ed incrementare i rapporti Nord Corea-USA». Il 29 aprile John R. Bolton consigliere per la sicurezza nazionale statunitense, in un’intervista a ‘CBS Face the Nation’ ha suggerito il modello di denuclearizzazione della Libia come esempio per la Corea del Nord. La risposta di Kim non è tardata ad arrivare: «E’ assolutamente assurdo osare confrontare la Corea del Nord, uno Stato di armi nucleari, alla Libia, che è ancora nella fase iniziale dello sviluppo nucleare», ha affermato il Presidente nordcoreano ed ha dichiarato che la Corea del Nord non subirà il ‘destino’ della Libia o dell’Iraq. A solo un giorno di distanza sono arrivate le smentite da parte della Casa Bianca. Trump ha affermato di non volere un ‘modello Libia’ per risolvere la situazione della Corea del Nord. «In Libia abbiamo decimato il Paese. Non c’e’ stato un accordo per tenere Mu’ammar Gheddafi e nessuna assicurazione che gli avremmo fornito protezione o aiuti militari. Se dovessimo arrivare a un accordo con la Corea del Nord, Kim Jong Un sarà molto felice», ha precisato Trump.
Ad oggi se Kim sarà felice o meno non ci è dato ancora saperlo, e anche il vertice Usa-Nord Korea rimane un’incognita, ciò che è certo, invece, sono i fattori che continuano ad infastidire il Presidente nordcoreano e che rimangono ben saldati nel territorio del Sud Corea: l’esercito americano e le sue continue esercitazioni.
Le truppe americane stanziate nella penisola contano 28.500 soldati solo nella Corea del Sud. Qui esistono circa 8 basi americane di cui 4, situate vicino alla capitale coreana Seoul, la quale si trova a ridosso della zona demilitarizzata di Panmunjom, sono dedicate all’esercito: Camp Casey, Camp Red Cloud, Yongsan e Humphrays. 2 appartengono alla marina militare e sono Camp Mujuk e Chinae e altre due, Osan e Kunsan, all’aeronautica.
La United States Force Korea (USFK) è un retaggio della guerra coreana del 1950-53 che, ricordiamo, si concluse con una tregua e non con un vero e proprio trattato di pace. Durante il conflitto furono costruite le basi militari e la USFK fu creata come baluardo contro la Corea del Nord.
La più grande base militare d’oltremare dell’America è Campo Humphreys che si trova a soli 40 miglia a sud di Seoul e a circa 60 miglia dalla zona demilitarizzata al confine con la Corea del Nord. Secondo quanto si legge in un articolo del ‘Business Insider’, la vita nel campo assomiglia a quella di una piccola città americana, anche se si trova in una zona lontana della campagna coreana una volta popolata da risaie e agricoltori rurali. Dopo la seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti presero il controllo dell’area stabilendosi a Yongsan che si trova a soli 50 chilometri dalla zona demilitarizzata che separa le due Coree. Dal 1987 i governi americano e sudcoreano iniziarono a discutere del trasferimento in una base più a sud, che si allontanasse maggiormente dal Nord corea. Ma fu solo nel 2003, dopo aver affrontato diversi problemi politici e finanziari, che i funzionari statunitensi trasferirono le sedi militari a Campo Humphreys. La base è costata al Governo americano fin ora più di 11 miliardi di dollari e non è ancora conclusa.

Scott Mueller, comandante del campo in un intervista al ‘Washington Post’ afferma: «Abbiamo costruito un’intera città da zero». Da quanto si evince dalle descrizioni del Campo Humphreys come quella fatta dal giornale ‘The Diplomat’, a prima vista sembra un normale sobborgo americano. Ci sono scuole, cappelle, una biblioteca, cliniche dentistiche e veterinarie e una spaziosa piazza centrale. Sono i cancelli di sicurezza, i muri rivestiti di filo spinato e i serbatoi M1 Abrams che riconducono alla realtà militare che Campo Humphreys rappresenta in concreto. Nello stesso articolo, Bob McElroy responsabile delle pubbliche relazioni dell’esercito, definisce il campo «il nostro piccolo pezzo d’America», mentre per i militari è «la più grande piattaforma di proiezione di potenza nel Pacifico». Le Forze statunitensi non hanno tutti i torti, quando nel 2020 il progetto originale sarà portato a termine, il campo ricoprirà un’area vasta quanto almeno tutto il centro di Washington, più di 3.454 acri.
Secondo ‘ABC News’, il Governo sudcoreano pagherà il 90% dell’espansione di 14 miliardi di dollari, andando contro alle affermazioni di Donald Trump durante la sua campagna elettorale, nella quale ha sostenuto che la Corea del Sud non paga la difesa militare degli Stati Uniti.

Lo scorso anno l’8a Armata ha spostato la propria sede con circa 25.000 persone, compresi i membri delle famiglie dei militari; una volta terminata, la base sarà in grado di ospitare esattamente 1.111 famiglie e un totale di circa 45.500 persone. Per ospitare alcune di queste famiglie, sono state costruite fino a una dozzina di torri moderne di 12 piani per avere il massimo della comodità.
Durante il periodo coloniale giapponese della Corea, dal 1910 al 1945, Humpheys è stata una base militare giapponese. Alla fine della seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti presero il controllo, ribattezzando la base K-6 , ovvero aeroporto coreano n. 6 e successivamente Camp Humphreys.
Andrew Yeo, professore associato di politica alla Catholic University of America, racconta in un’intervista al ‘The Diplomat”, di essere stato presente nel momento in cui nella cittadina rurale di Pyeongtaek con circa 430.000 abitanti e distante 65 km da Seul, si insediò l’esercito americano andando a formare Camp Humphreys. Agli agricoltori coreani vennero dati pagamenti in contanti dal Governo sudcoreano per sgombrare i terreni, e vennero trasferiti in nuove case a metà degli anni 2000. Gran parte della popolazione si oppose con proteste e rivolte, ma oggi i soldati fanno parte della stessa società che un tempo li respingeva. La USFK incoraggia le famiglie a unirsi ai propri soldati nel Paese, sperando che i figli di queste diventino una forza stabilizzatrice per contrastare problemi come la violenza, il crimine, la violenza sessuale e la prostituzione che rappresenta realtà intorno alle basi militari. Il vice comandante della guarnigione Patrick MacKenzie che è di fatto il vice sindaco responsabile dei servizi e delle infrastrutture, ha affermato sempre al ‘The Diplomat’, che una parte importante del successo di Camp Humphreys è stata quella di garantire che i locali traessero beneficio in termini di sviluppo e di crescita.
«Hanno ottenuto nuovi ponti, strade e ferrovie nell’area, mentre Samsung e LG stanno trasferendo i loro più grandi impianti nell’area, mentre Pyeongtaek, la città coreana attorno alla base, passerà da 470.000 a un milione in breve tempo», ha affermato MacKenzie.
Oggi Humphreys è sede della USFK, della seconda brigata dell’aviazione di combattimento e di oltre tre dozzine di altre unità di missione.
Humphreys ospita anche unità di fanteria rotazionale, di carri armati e di artiglieria che aumentano le forze di terra. Il campo è una grande base di elicotteri, sede di uno squadrone di elicotteri Apache, Blackhawk e Chinook volano fuori dal campo per lo più di notte, e dell’aerodromo lungo 8.000 piedi abbastanza grande da far atterrare il C-130 o altri caccia dalla vicina base aerea di Osan. Il centro è luogo di simulazione di battaglie, ha una gamma di armi leggere, un centro di comunicazione e un parco macchine per la manutenzione dei veicoli da combattimento Bradley e dei carri armati, tutti pronti a «combattere stanotte», che è il motto dei soldati americani in Sud Corea. Allo stesso tempo, Humphreys, come ogni altro comune, gestisce i propri lavori pubblici, i beni immobili, le infrastrutture, ha la polizia, i vigili del fuoco. Una realtà parallela situata nel quadro rurale di Pyeongtaek. È un pò l’emblema di quella che è la vita del sergente Myers, che come racconta un’articolo del ‘ABC’, «alle 6.00 di una mattina nebbiosa e ghiacciata» all’interno di un appartamento del campo, prepara i suoi figli per andare a scuola, mentre alla stessa ora «migliaia di soldati di Campo Humphreys stanno facendo le loro esercitazioni quotidiane in preparazione alla guerra».
Sono due le missioni principali della USFK: la prima è in caso di attacco da parte del Nord Corea, riuscire a fare da ‘scudo’ alla capitale del Sud, l’altra è quella di incrementare numericamente l’esercito del sud che in caso di guerra si troverebbe svantaggiato di fronte all’esercito di Pyongyang. Il numero di soldati effettivi dell’intera penisola coreana è infatti poco più della metà di quelli di cui dispone solo la Corea del Nord. A questo scopo, nel territorio sudcoreano è stato istallato il Termianl High Altitude Area Defense (THAAD) Systems, un sistema in grado di intercettare e neutralizzare missili di medio e corto raggio provenienti dal Nord Corea. Insieme al sistema Patriot e Aegis, il THAAD per molti è solo una provocazione, per altri rappresenta una necessità.
Tutto ciò però è rimasto statico per mesi grazie alla così detta ‘pax olimpica’. Le Olimpiadi Invernali 2018 tenutesi a Pyeongchang, hanno rappresentato una tregua tra le due coree e hanno creato le condizioni favorevoli ad un dialogo. Ma il 1 aprile le esercitazioni militari congiunte tra USA e Sud Corea sono ricominciate. In particolare due esercitazioni che solitamente si tengono ogni marzo e sono state posticipate in vista della ‘tregua’ sono la Foal Eagle, che combina operazioni via terra, aria e mare e coinvolge altresì truppe speciali ed è andata avanti per un mese; e l’esercitazione informatica di simulazione multimediale Key Resolve iniziata a metà aprile e protrattasi per due settimane. C’è da dire che quest’anno, rispetto ai precedenti le esercitazioni hanno avuto la durata di un mese e non di due. Inoltre, la Foal Eagle ha visto coinvolti circa 11500 soldati americani dei 28500 di stanza in Corea del Sud, nonché la presenza di due sole unità da assalto anfibio tipo LHD in loco delle portaerei nucleari da attacco. Le portaerei erano la USS Wasp e la USS Bon Homme Richard, entrambe in grado di operare con i nuovi F-35B dei Marines. Gli osservatori hanno supposto che non ci sia stata la presenza di unità sottomarine da attacco o lanciamissili da crociera come accadde invece in passato.
Choi Hyun-soo, portavoce del ministero della Difesa nazionale della Corea del Sud, ha detto che l’esercito nordcoreano è stato informato del programma e della ‘natura difensiva’ delle esercitazioni. Christopher Logan, un portavoce del Pentagono ha affermato: «Le nostre esercitazioni congiunte sono orientate alla difesa, e non c’è motivo per la Corea del Nord di vederle come una provocazione».
Gli Americani sono sempre allerta e secondo il report di ‘The Drive’ Il SBIR (Space-Based Infrared System) del Pentagono impiega diversi tipi di satelliti e sensori per fornire la maggiore copertura possibile. Sul lato dell’Aeronautica c’è il quinto squadrone di ricognizione, l’82° squadrone di ricognizione e il distaccamento 1 del 69 ° gruppo di ricognizione. Il quinto squadrone del Signore del Drago U-2S si trova nella base aerea di Osan, in Corea del Sud, a meno di 32 chilometri dalla capitale Seoul e a circa 50 miglia dalla zona demilitarizzata che separa il Paese dalla Corea del Nord. Il 69 ° squadrone ha un piccolo numero di RQ-4A Global Hawks presso la base aeronautica di Andersen su Guam e spesso li manda temporaneamente in missione in Giappone. I collegamenti dei dati satellitari, conosciuti come Senior Span e Senior Spur, servono per far si che gli aerei spia possano rinviare alcune informazioni alla base mentre sono ancora in volo, in modo che gli analisti possano iniziare ad analizzarli. L’Air Force possiede il 694esimo gruppo di Intelligence, Surveillance e Reconnaissance di Osan, che serve in parte per ‘sfruttare’ ed aiutare ad analizzare questo tipo di dati.
Oltre a questi mezzi dell’Aeronautica, il 3 ° Battaglione di Intelligence Militare dell’Esercito possiede un’intera flotta di aerei più piccoli che raccolgono informazioni minori, con sede a Camp Humphreys. A giugno 2015, questo arsenale includeva otto RC-12X Guardrail Common Sensors (GRCS), tre EO-5C Low-Multisensors da ricognizione aviotrasportata (ARL-M) e tre velivoli Saturn Arch.
La presenza delle forze americane nella regione è stata ritenuta essenziale dal Primo Ministro giapponese Shinzo Abe. Ichiro Fujisaki, ex ambasciatore giapponese a Washington, ha affermato che: «La presenza degli Stati Uniti è più simbolica di quella che c’è effettivamente sul territorio, ed è essenziale per combattere contro la Corea del Nord, data la scarsa potenza delle forze armate sudcoreane e il fatto che i missili della Corea del Nord rappresentano una minaccia».
Dunque in un quadro dove Giappone e Sud Corea sono allineati con gli Stati Uniti contro la minaccia nucleare nordcoreana e dove dall’altra parte, il Nord Corea rinuncia alla cooperazione conseguentemente alle esercitazioni preventive tra USA e Sud Corea, com’è pensabile arrivare ad un accordo tra le parti? Stando alle parole di Shin Won-sik, un generale sudcoreano in pensione ha affermato: «Per la Corea del Sud, vivere con una Corea del Nord con armi nucleari è molto meglio che vivere senza truppe americane».
Ma anche se per assurdo Kim decidesse di rinunciare al nucleare e le truppe americane dopo ben 65 anni dalla fine della guerra civile, abbandonassero definitivamente il Sud Corea, questo rappresenterebbe per i leader coreani uno scambio equo? E soprattutto basterebbe per raggiungere un’accordo tra i due governi ed a placare la tempesta che da anni attraversa la penisola coreana?

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