sabato, Agosto 15

Camici scudati e comici sudati nel Paese che declina e sparisce Come puoi fidarti di uno che ti dice papale papale che ha portato, truffaldinamente, dei soldi all’estero, li ha riportati in Italia per usarne un po’ per ‘regalare’ dei camici alla Regione? Comici ai quali nessuno crede più, nessuno più si fida di loro

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Sarà colpa del mio programma ‘word’ e delle sue, talvolta micidiali, capacità di autocorrezione, ma sta in fatto che da quando ho cominciato a cercare di scrivere queste due righe, non riesco a scrivere ‘camici scudati’, senza che la puntuale correzione di word trasformi la frase in ‘comici sudati’: chi sa che, in realtà, non sia la ‘naturale’ capacità di auto crescita della cosiddetta intelligenza artificiale, quella che è riuscita ad aggiungere alle funzioni meccaniche ben note, anche quella dell’ironia: una macchina ironica … roba da romanzi di Asimov. Certo che, fatto meccanico o ironico che sia, il risultato di quella correzione, cade a fagiolo come pochi. Ma in realtà questo articolo era stato suscitato da altro fatto e destinato ad altro, apparente, scopo: ‘apparente’, perché come vedremo, alla fine là si arriva. E dunque fermiamoci un momento su quel tema e andiamo avanti: dove? Beh, leggete e ditemi fino a che punto ho torto.

Il fatto era, anzi, è, semplicissimo: dai dati comunicati qualche giorno fa, risulta che il famoso programma (pardon, voi siete esperti e attenti alla terminologia: la famosa app) ‘immuniè statoscaricatoda meno di 4 milioni di persone. Cioè praticamente da nessuno. Insomma: è unflop’ (dicono così i linguisti di oggi) galattico, una cosa inutile, in lingua italiana e più chiaramente un fallimento totale. Magari funzionerebbe pure, chi sa, ma visto che non l’ha installato nessuno è come se non ci fosse.
Premesso che, come qualcuno forse ricorderà, io stesso ho scritto che non lo avrei installato, la domanda da porsi è perché.
Diciamoci le cose come stanno, diciamocela tutta. Ognuno di noi, me compreso, sa benissimo di essere sotto controllo permanente ed effettivo: sanno (non si sa chi, o meglio si sa ma non si dice) che tipo di scarpe mi piacciono, e anche di mutande, camicie, ecc.; si sa che non mi piacciono le pochette; si sa quali prodotti alimentari prediligo; si sa cosa leggo e, probabilmente, sostanzialmente anche cosa penso; si sa per che partito voto (hai voglia, si sa, si sa!); si sa quali e quante amanti ho, l’unica ad essere disinformata in merito è, ovviamente, mia moglie, che, se volesse, potrebbe saperlo senza difficoltà; si sa dove vado, che auto ho, come guido, che treni amo, ecc.; si sa, badate, perfettamente chi sono le persone che frequento e chi sono quelle che mi frequentano; mi si invia a mia insaputa propaganda ‘mirata’ per prodotti e politiche e ‘idee’, se apro una pagina internet devo accettare i cookies se no la pagina non si apre (ditelo a qualche politicante). Ciò non ostante, non ostanti le garanzie, le promesse, le assicurazioni del Governo e dei soliti ‘tecnici’ che ci spiegano l’arcano per cui a nessuno è possibile attraverso quella app sapere nulla di nessuno, quasi nessuno la scarica’.
Perché?
Ma è semplice: assoluta mancanza di fiducia non solo nelle singole persone che sono al potere, ma per le stesse istituzioni che quelle persone dirigono: la gente non accetta di essere controllata da politicanti.

Questo dovrebbe essere un punto sul quale perfino il nostro ceto politico di terz’ordine dovrebbe seriamente riflettere per trarne conseguenze sul proprio operato. Non si tratta dei ‘cattivi’ cittadini che non hanno fede nelle istituzioni, la mancanza ormai a mio parere radicale di fiducia è nelle persone che quelle istituzioni governano. Lo scollamento tra il ceto politico, che si autodefinisce ‘classe dirigente’ senza nemmeno rendersi conto di quanto ciò irriti o faccia ridere la ‘gente comune’, come loro ci chiamano, e i cittadini è ormai totale.
Poco importano i soliti sondaggi, più o meno finalizzati, che ci dicono magari che Giuseppe Conte o Sergio Mattarella sono molto graditi, anzi, non contano nulla se non ci dicono (e si guardano bene dal farlo!) rispetto a chi o cosa sono ‘graditi’. Facile essere graditi, se non c’è altri da gradire o il concorso è come il tresette a perdere. Siamo alle solite: quando i sondaggisti, che sono al servizio di chi gli chiede i sondaggi, come ovvio (e anche loro, mi sa, non lo hanno capito ancora!): non per dire che li falsano, ma solo per dire che non sono finalizzati a fare vedere quanto i politici siano disprezzati … questo, magari, lo dicono a loro!, quando i sondaggisti dicono che il partito ‘x’ è gradito più di quello ‘y’, e lo stesso per il politicante ‘z’ nei confronti del politicante ‘k’, lo dicono nei confronti di quelli che rispondono o che (quante volte vi è capitato?) rispondono pur di levarsi lo scocciatore di torno oppure … rispondono nel modo in cui pensano che, controllati come siamo, la cosa li danneggi di meno. Ma la gente, finito il sondaggio o la chiacchierata, dicono peste e corna di loro: ‘ma questi sono tutti ladri’, ‘promettono e non fanno’, ‘non sanno di che parlano’, ‘siamo sempre in Italia’, ecc. Appunto, siamo in Italia, perché, mai nessuno ci pensa? all’estero gli italiani sono il meglio del meglio, a cominciare dalla disciplina fiscale innanzitutto. Perché all’estero sì e in Italia no?…non sarà magari colpa (almeno anche) dei nostri politicanti?, anzi, proprio del fatto che non abbiamo politici, ma politicanti.
Non mi direte che a sentire e pensare cose del genere, sono solo io!
Certo, ora ci vorrebbe un sociologo, preferibilmente uno serio, a commentare questa situazione. Ma che questa sia la situazione di questo Paese è evidente, e proprio per questo è pericolosissima, sia perché i rischi di colpi di mano di chi si senta ‘gradito’ o di chi tema di essere particolarmente sgradito sono ovvi, ma specialmente perché, con la sfiducia si genera disaffezione, dove il risultato è: ‘io faccio per me come posso e quando posso’, oppure ‘me ne vado’. La prima delle due situazioni è, purtroppo, lo specchio evidente dell’Italia di oggi: la gente, ti ascolta magari, ti sorride, ma non si fida e si ‘arrangia’, lavora in nero e assume in nero (tanto nessuno controllerà mai sul serio), non paga le tasse, non fa le fatture, lascia crollare i ponti, ecc. Secondo l’idea che ‘tanto non c’è nulla da fare’.

E così si torna al discorso dell’inizio. La contorsione ridicola dei lombardi di potere è pura contorsione, ma insomma: come puoi fidarti di uno che ti dice papale papale che ha portato, truffaldinamente, dei soldi all’estero -prima alle Bahamas e poi nella solita Svizzera- e quindi, li ha riportati in Italia (bontà sua e sempre che lo abbia effettivamente fatto) per usarne un po’ per regalaredei camici alla Regione, che inizialmente dovevano essere venduti, e lui, Presidente della Regione, generoso, fa addirittura un bonifico a quello che regala i camici. Il bello è che magari è pure vero, ma nessuno ci crede, moltissimi pensano che ‘ci sia sotto qualcosa’, ma specialmente l’esempio che danno costoro che presumono di governare, è che qualche imbroglio si può sempre fare, tanto poi te lo scudano. Roba da cortile, ma, state tranquilli, nessuno si dimetterà. Ma lagente comunesi arrabbia se non altroall’italiana’: perché lui deve portare soldi all’estero e io no?, anzi, e io non ne ho?

Il mitico Rocco Casalino, uno dei personaggi più ‘brutti’ della nostra politica, quello che ha ‘creato’ pochette (e temo la gran parte delle sciocchezze che fa) ci fa sapere che il suo compagno è stato fregato investendo su internet. Uno si domanda: ma come è possibile che un ‘uomo di governo’ dica una cosa del genere e nemmeno si ponga il problema di trovare il modo per impedire che questo accada agli altri, i famosi comuni cittadini.
Come si fa ad avere fiducia in persone che oggi stanno da una parte e domattina da quella opposta come se nulla fosse?! … sempre che si capisse che cosa è quella ‘parte’ e perché stanno lì: pensate a Renzi, a Berlusconi, a Di Maio o allo stesso Conte: che oggi si sente sugli scudi (eh eh, non c’è allusione) ma quanti accettano lui perché lui c’è e basta? Perfino Berliusconi, Renzi e Salvini avevano grandi consensi.

Come si fa ad avere fiducia in una Ministra che si lascia prendere in giro da Luca Telese in TV sui banchi a rotelle, sui cui tavolini pieghevoli troverebbe posto anche il vocabolario di greco Rocci (un bestione immenso che pesa oltre tre chili) … ma si vede che però non ci starebbe anche un foglio per scriverci la versione. Ma che insiste che i banchi a rotelle sono il non plus ultra, e ci si siede pure per fare vedere che ci sta. Insomma, vuole spendere quel miliardo in più a tutti i costi: ma ha previsto i costi di manutenzione, il costo dell’olio per le rotelle e la scrivania basculante? Ha pensato ai sindacati che chiederanno l’indennità speciale per oliatura e forse anche l’indennità di rischio … eh, l’olio è scivoloso, si sa? E la gente si dovrebbe fidare di una così, che riempie i ragazzi con l’imbuto e ‘assume’ decine di migliaia di docenti in un colpo, e manda a ‘fare le prove sulla pelle dei nostri figli’ gli studenti del terzo anno di Università?

E sorvolo, solo per carità di Patria, sulla follia dei Carabinieri di Piacenza (non la prima, certo non l’ultima, certissimo non la sola, ma quella di cui si sa), ‘condannati’ perfino da un certo Daniele Martinelli che però ha trovato la spiegazione: «Ora qui nessuno dice che essere meridionale significa essere delinquente, ci mancherebbe. Va però ribadito che la predisposizione a delinquere e a fare del male è solitamente propria di chi nasce, cresce e si forma al Sud». Chiaro, succinto e compendioso … oddio, ora che ci penso, ma pochette non era pugliese?

Io non lo so, e forse sbaglio, ma credo di no. Ma ciò che conta non è quello che penso io, nel bene o nel male, io che non conto nulla e non vado in TV. Ciò che conta, e lo ripeto mi terrorizza, è che costoro non si rendano minimamente conto di quanto nulla sono apprezzati da noigente comune’, e non gliene importa un accidente, perché sono legati solo al potere, mentre il Paese declina e sparisce, mentre sempre maggiore è l’incultura e la superficialità della gente che frequenta una scuola di serie b, mentre i disoccupati aumentano e gli occupati sono largamente sfruttati, ma gli unici a non accorgersene sono i governanti, mentre nessuno paga le tasse, mentre tutto ciò accade, loro discettano di Mes sì e Mes no, si accapigliano in Parlamento a male parole da trivio, partecipano, e la sollecitano pure, alla ignobile contesa tra virologi e sedicenti tali, e litigano ai ferri corti per ‘spartirsi’ i soldi in arrivo dall’Europa, mentre si preparano ad aprire una sorta di suk in Parlamento sulla spartizione del grisbì.

Sudati, certo, comici anche, da ridere ce ne è, ma da piangere anche, e quindi, certo, comici, ma anche tragici. Sono di malumore io, ho digerito male? Ma voi vedete altro … al di là della ennesima task force di pochette?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.