sabato, Settembre 21

Camerun: una campagna elettorale tutta social L'importanza della rete nelle dinamiche politiche del Camerun, un’analisi del Ce.Si

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Sono passati ormai 2 mesi da quando il Presidente uscente del Camerun, Paul Biya, al potere da oltre trent’anni, ha riconfermato la sua leadership ai vertici del Paese. Le elezioni presidenziali 2018, in Camerun, sono state caratterizzate da toni aspri e un’attenzione particolare ai social network, campo di battaglia dell’accesa campagna elettorale.
Una partita che si è giocata online e che riflette la crescente importanza della rete nelle dinamiche politiche delle società africane.
Infatti, il caso del Camerun arriva circa un anno dopo le elezioni keniane, caratterizzate anch’esse da un uso spregiudicato dei social media. Ciò consente di costatare come il continente africano negli ultimi anni abbia visto chiaramente una crescita della centralità dei social network nella definizione di equilibri sociali, politici ed economici.

L’analisi del Ce.Si  (Centro Studi Internazionali) ‘Cameroon election and computational propaganda’, spiega come nel prossimo futuro, con l’estensione della copertura Internet in tutti i Paesi africani e con la creazione di una moderna classe media urbana, si assisterà ad un ampliamento di questo ecosistema digitale utilizzato, come nel caso del Camerun, in funzione della propaganda elettorale.
L’analisi del Ce.Si mostra come il Presidente Biya e i suoi due principali avversari, Maurice Kamto, un politico di vecchia data, e Joshua Osih, un giovane imprenditore considerato da molti osservatori locali come il futuro leader dell’opposizione, hanno investito importanti risorse nella campagna elettorale online, dove non sono mancati alcuni colpi bassi e comportamenti sospetti. Le elezioni presidenziali del 7 ottobre sono state tra le più tese della storia del Camerun, a causa delle minacce di ribellione della popolazione di lingua inglese che vive nella parte occidentale del Paese e dalle continue proteste contro il Presidente in carica Biya, accusato di corruzione e auto-referenziassimo.

Secondo lo studio effettuato per il progetto ‘Social Analysis for Strategic Studies’, il Camerun è un Paese in cui ancora oggi, solo il 18% la popolazione ha accesso a internet, soprattutto in zone come  Douala, Yaoundé e Bameda. E’ allo stesso tempo il Paese dove poco più di un anno fa ha avuto luogo il così detto Black Out informatico. In seguito alle continue proteste nelle regioni anglofone del Camerun, alle misure di sicurezza prese dal Governo per rispondere ai tentativi di secessione, alle morti e agli arresti di massa che ne sono conseguiti, per evitare che le tensioni aumentassero, le autorità di Yaoundé avevano bloccato il flusso di informazioni impedendo l’accesso ai social network per più di due mesi. A detta degli esponenti del Governo di Yaoundé la misura era stata presa per scongiurare un utilizzo scorretto dei social media, mezzo attraverso il quale diffondere informazioni false e incitare la popolazione contro le istituzioni statali. Il provvedimento venne definito dalle Nazioni Unite come «un atto che calpesta la libertà di parola e di espressione», e ad oggi sorprende che un Paese come il Camerun abbia giocato la partita delle sue ultime elezioni presidenziali, proprio sui social network.

I media hanno assunto un ruolo centrale nella campagna elettorale camerunese a partire dall’annuncio della candidatura dell’ottantanovenne Biya, effettuato da lui stesso tramite Twitter. Durante la campagna elettorale, Osih, capo del Fronte socialdemocratico dell’opposizione (SDF) scriveva su Twitter: «Voglio spezzare il protocollo e tutto ciò che ha a che fare con il mito che ruota intorno alla presidenza; Voglio essere vicino alle persone e non starmene in silenzio chiuso in un palazzo».

Julie Owono, direttore esecutivo della ONG Internet Without Borders, nel corso di un’intervista a ‘France24’ ha spiegato come per i candidati del Camerun, i media hanno offerto un’esposizione molto maggiore rispetto alle forme tradizionali di campagna elettorale. «C’è molto più potenziale in termini di portata rispetto a quando le loro parole venivano comunicate attraverso la stampa scritta o la radio», ha affermato. Secondo Owono questa maggiore presenza online è il risultato di un tasso significativamente più alto di connessione ad internet in Camerun.

I dati pubblicati all’inizio di ottobre dal Ministero dei servizi postali e di telecomunicazione mostrano che la connettività della popolazione in Camerun è passata da un 0,24% nel 2011 al 35% dell’anno scorso. «C’è stato un calo nel costo dell’accesso a Internet e anche la qualità della rete è migliorata» spiega Owono.

L’analisi del Ce.Si, realizzata in collaborazione con Cultur-e Digital Media, è stata effettuata studiando le parole chiave presenti sugli account Twitter e Facebook ufficiali di tutti i candidati alle elezioni camerunesi. Nel periodo esaminato, che va da maggio ad ottobre 2018, è risultato che le interazioni del Presidente Biya hanno superano quelle degli avversari politici Kamto e Osih; ciò è stato possibile grazie alle discussioni che vedevano protagonista il vecchio Governo di Biya e la gestione delle proteste del fronte anti-establishment composto da Ambazonia Liberation Front, Southern Camerun National Council e Ambazonia Defence Forces.

I tre leader sono stati molto attivi sui social network, utilizzando differenti strategie di comunicazione.
Osih ha costruito la sua campagna elettorale online molto accuratamente, utilizzando la piattaforma Quorum. Si tratta di un servizio, realizzato da una start-up francese, che fornisce tutte le componenti necessarie per diffondere online le proprie idee e i propri programmi politici. Osih ha creato un sito web ufficiale con sezioni dedicate alla raccolta di fondi e al reclutamento di volontari, un’app scaricabile e canali di social network ufficiali.
Il successo di Kamto è invece legato ai video live streaming su Facebook, pubblicati sul profilo ufficiale e poi condivisi da altre pagine ufficiali e non ufficiali a livello regionale. È uno strumento pensato per coinvolgere direttamente il pubblico: i video mostrano i ‘mi piace’, i commenti, condivisioni e visualizzazioni. Dall’analisi del Ce.Si emerge che il contenuto che ha registrato il maggior numero di interazioni tra quelli analizzati per i tre account social ufficiali dei tre candidati è un live di Facebook pubblicato il 6 ottobre da Maurice Kamto attraverso la sua pagina Facebook, che ha ottenuto più di 20k commenti, 7.4k likes, 6.8 condivisioni e 175k visualizzazioni.

Tuttavia alle elezioni di ottobre non sono mancati comportamenti sospetti e alcune anomalie anche nella campagna elettorale online. Secondo l’analisi del Ce. Si durante il periodo della propaganda in Camerun, gli utenti Twitter sembrerebbe si siano impegnati nelle discussioni sulla piattaforma di micro-blogging in modo coordinato, calcolando sia le intenzioni che i contenuti che difendevano il Presidente Biya. Lo studio identifica due attività in particolare: diffusione di contenuti favorevoli alle interazioni di Biya e azioni di astrosurfing, volte a far apparire le informazioni come se fossero state spontaneamente condivise dai normali utenti.

L’analisi del Ce.Si mostra come tra le 15.57 e le 16.36 dell’8 giugno sei account commentano in favore di Paul Biya, esponendo posizioni simili e chiudendo ogni messaggio con la frase: #Cameroon è #OneAndIndivisible, quindi #StopAmbazonia. L’uso degli hashtag da parte di gruppi organizzati è una tecnica di base nell’astroturfing dei social network e serve a stimolare o sostenere le diverse fasi di un movimento di opinione. In questo modo, utenti e giornalisti possono interpretare erroneamente l’emergere di gruppi di opinione o la partecipazione degli utenti al dibattito come espressione spontanea di un determinato gruppo sociale o politico.

Secondo il Ce.Si tali operazioni potrebbero essere state effettuate per sostenere il Presidente Biya in 2 diverse aree: in politica interna e a livello internazionale. Precisamente, sotto il profilo nazionale Biya, sta attraversando una crisi di consenso a causa dell’alto livello di corruzione che caratterizza il Governo, ed è stato criticato per le reazioni e per le azioni condotte contro gli indipendentisti dell’Ambazonia. In questo momento il Presidente potrebbe essere aiutato da un grande movimento di sostenitori online. Viceversa, sotto il profilo internazionale, il Presidente del Camerun potrebbe trarre beneficio da un solido consenso online, volto a rassicurare i suoi partner africani ed europei, come la Francia, attualmente preoccupati per una possibile diffusione del malcontento proveniente dalla capitale Yaoundé verso l’intera Africa occidentale.
Ciò che scaturisce da questo studio è che a prescindere dal fatto che i social network siano stati utilizzati per una campagna elettorale scorretta o meno, il web ha rappresentato per le elezioni in Camerun un nuovo campo di battaglia e si ipotizza che nel prossimo futuro con l’estensione della copertura Internet, il network continuerà ad essere utilizzato in politica da sempre più Paesi africani.

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