domenica, Dicembre 8

Camerun: Paul Biya rieletto Presidente, ma l’opposizione fa ricorso Con frodi e fake news, ha vinto le elezioni. MRC, UNIVERS e Fronte Social Democratico chiedono alla Corte Costituzionale di annullare le elezionI

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Dopo la prematura proclamazione di vittoria dell’oppositore Maurice Kamto, candidato del MRC (Movimento per la Rinascita del Camerun) l’esito delle elezioni presidenziali tenutesi il 7 ottobre scorso ha rispettato lo stesso copione replicato ad ogni elezione da oltre trent’anni. Il dinosauro Paul Barthélemy Biya’a bi Mvondo (classe 1933) al potere dal 1982 ha vinto le elezioni con il 71,28% dei voti. A comunicarlo è la Commissione Nazionale che, rispetto ad altre commissioni elettorali africane ha perlomeno la decenza di non definirsi ‘indipendente’.

Il comunicato diramato ieri attribuisce a Maurice Kamto il 14,23% dei voti e a Cabral Libii, candidato del UNIVERS (Unione Nazionale per l’Integrazione verso la Solidarietà) il 6,28% dei voti. La proclamazione della vittoria di Paul Biya era talmente scontata che non si registrano reazioni di perplessità da parte delle cancellerie occidentali.

Eppure le perplessità sarebbero d’obbligo visto la presenza di innumerevoli frodi e una valanga di fake news trasmesse sul web con l’obiettivo di creare un caos informativo sulle elezioni per screditare l’opposizione. La Commissione Elettorale e il Consiglio Costituzionale hanno ammesso la presenza di una incomprensibile montagna di ‘errori’ durante lo spoglio delle urne. Errori che sono arrivati a creare situazioni paradossali come quella avvenuta presso il seggio di Biwong-Bulu dove su 171 votanti, si registrano 171 voti a favore di Paul Biya e 1 voto a favore di Cabral Libii…

«Si sono verificati diversi errori durante lo spoglio delle urne e nella compilazione dei processi verbali in tutto il Paese», afferma Emile Essombe, Presidente della Consiglio Costituzionale. «Abbiamo notato decine e decine di errori nei processi verbali in vari dipartimenti. I più eclatanti presso i dipartimenti di Mvila, Haute-Sanaga e Nyong-et-Kèllè. Gli errori si sono verificati anche in diversi seggi nei distretti del nord ovest e sud ovest» conferma Alain Fogue, membro della Commissione Elettorale.

Il regime è sospettato anche di aver orchestrato una incredibile campagna di disinformazione attraverso il web utilizzando abilmente l’entusiasmo dei militanti dell’opposizione. Il trucco sarebbe stato semplice quanto funzionale. Approfittando della prematura dichiarazione di vittoria fatta dal candidato Kamto gli esperti di comunicazione del regime avrebbero diffuso fake news per screditare l’opposizione subito raccolte dagli ingenui militanti dell’opposizione che le hanno amplificate credendole vere.  

La prima fake news lanciata dal regime è un video su Youtube dove compare un deputato tedesco che riconosce la vittoria autoproclamata da Kamto. Il video era talmente fatto bene da risultare credibile per molti giornalisti camerunesi e occidentali, compreso quelli del quotidiano italiano ‘La Repubblica’ che lunedì 8 ottobre 2018 dichiara: «Il 64enne Maurice Kamto è il nuovo presidente del Camerun: guiderà il Paese per i prossimi sette anni»

Gli esperti del regime sono riusciti a influenzare anche i sostenitori del secondo leader d’opposizione Cabral Libii diffondendo la fake news che Libii avesse riconosciuto la vittoria di Kamto giovedì 11 ottobre. La fake news più virale è legata ad un ipotetico tentativo di corruzione del MRC di Kamto verso Serge Espoir Matomba, al momento delle negoziazioni per formare una coalizione dell’opposizione. Questa fake news, ben fatta, si basa su una dichiarazione dello stesso Matomba ripresa in un breve video dove confessava di aver ricevuto dal MRC un milione di franchi per facilitare la campagna di Kamto.

La confessione non è mai stata pronunciata da Matomba e, ad un attento esame del video, si nota che la frase incriminante che sembra pronunciare il leader dell’opposizione è un semplice, anche se ben fatto, collage di sue parole utilizzando frasi da lui pronunciate durante i comizi elettorali. Inutile dire che gli ‘errori’ nello spoglio delle urne e le fake news hanno favorito Biya. I primi attribuendogli una valanga di voti dubbi e le seconde screditando il candidato Maurice Kamto, probabile vincitore di queste elezioni.

Dinnanzi agli errori spudoratamente dichiarati dalla Commissione Elettorale e dal Consiglio Costituzionale l’opposizione si è rifiutata di firmare il rapporto finale sugli esiti definitivi delle elezioni richiedendo l’annullamento. Il Consiglio Costituzionale è prontamente intervenuto a difesa del dinosauro Biya affermando che per dichiarare nulle le elezioni occorre avere delle prove analizzando il rapporto finale sul voto. Per avere questo rapporto i candidati dell’opposizione devono convalidarlo ed, eventualmente, metterlo in discussione in un secondo momento.  Il MRC, UNIVERS e il Fronte Social Democratico hanno presentato un ricorso alla Corte Costituzionale teso a far annullare le elezioni. La Corte si deve pronunciare entro il 22 ottobre.

«Il ricorso presentato non ha alcuna possibilità di venir accolto in quanto entrambe le istituzioni che dovrebbero vigilare sulla trasparenza elettorale sono in mano del Presidente Biya. L’opposizione deve riuscire a portare dinnanzi alla Corte Costituzionale le prove materiali di queste frodi. Queste prove dovrebbero essere raccolte dalla Commissione Elettorale dove tutti i membri sono stati direttamente nominati da Biya…» afferma Erik Essousse, direttore della radio radicale ELECAM. L’analisi di Essousse è condivisa dal politologo camerunese Mathias Eric Owona Nguini che esclude ogni possibilità che la Corte Costituzionale osi andare contro Paul Biya.

Il regime è cosciente di aver esagerato con le fake news diffuse su internet e corre ai ripari. Senza ammettere di essere l’ideatore di questo efficace caos dell’informazione ai danni dell’opposizione, il Ministro delle Comunicazioni, giovedì 11 ottobre ha riunito tutti i giornalisti, bloggers e direttori di quotidiani TV e radio on line del Paese annunciando la creazione di una Agenzia di Informazione Virtuale che avrà l’obiettivo di combattere le fake news in rete.

Frodi elettorali camuffati in errori e fake news hanno offerto a Paul Biya una vittoria virtuale calpestando il diritto di voto e la voglia di cambiamento di milioni di camerunesi. Eppure Unione Europea e Stati Uniti sono cauti nel dichiarare fraudolente le elezioni ed appoggiare l’opposizione nella sua richiesta di annullarle. Perché questa prudenza quando la vittoria di Biya è palesemente una farsa che calpesta i principi base della democrazia?

Ce lo spiega il giornalista di Le Monde Diplomatique Gèranrd Prunier in un suo articolo del 11 ottobre su Info Grand Lacs riguardante l’attuale situazione in Burundi. «Le democrazie occidentali apprezzano le soluzioni semplici. Quando ci sono di mezzo le elezioni, i risultati vengono accettati solo per il fatto che il dittatore di turno ha permesso alla sua popolazione di andare a votare. Poco importa se i risultati elettorali sono strettamente legati a connivenze clientelistiche, regionalistiche, etniche, religiose o claniche.

Da molti anni le frodi elettorali hanno smesso di essere prese in seria considerazione. Ci si limita a pensare: ‘Sarà vero quello che dice l’opposizione? Dove sono le prove?’. Le potenze occidentali non sono più interessate ad elezioni veramente democratiche in Africa. Sono interessate alla pace e alla stabilità che favoriscono l’esportazione delle risorse naturali in Europa e Stati Uniti. La democrazia è da loro stessi considerata difficile da mettere in pratica se non pericolosa per i loro interessi economici. I dittatori danno stabilità, le democrazie risvegliano le coscienze delle masse popolari e, questo, le potenze occidentali è l’ultima cosa che desiderano».

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