sabato, Agosto 8

Camerun: ecco Ambazonia, proclamato il nuovo Stato delle regioni anglofone Il nome è stato coniato, nel 1984, da un gruppo di cittadini dell'ex Territorio Fiduciario delle Nazioni Unite del Camerun meridionale

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Il 1° ottobre il Camerun ha festeggiato il 56esimo anniversario della riunificazione del Camerun francese e del Southern Cameroon britannico, dando vita alla Repubblica federale del Camerun. In quella stessa data i separatisti delle regioni anglofone del Camerun hanno autoproclamato la propria indipendenza dal resto del Paese e dato vita all’Ambazonia. L’annuncio era atteso, i militanti lo avevano anticipato e i monitoraggi internazionali, come quello di International Crisis Group, avevano lanciato l’allerta sottolineando che, se il Governo fosse intervenuto adottando metodi repressivi, la sicurezza del Paese sarebbe stata a rischio.

La rivolta che ha condotto alla proclamazione dell’indipendenza era iniziata a novembre 2016, quando la minoranza anglofona, circa il 20% dei 22 milioni di camerunesi, è scesa in piazza per denunciare la sua ‘marginalizzazione’ nelle istituzioni pubbliche, la penalizzazione della lingua inglese e per chiedere maggiori diritti civili all’interno del sistema giudiziario imposto dalla maggioranza francofona.

Il 22 settembre, poi, le regioni anglofone erano tornate a manifestare portando in strada circa 30-80.000 persone e 3 manifestanti -6 secondo altre fonti- erano morti.

In questo fine settimana sette persone – 8 secondo altre fonti – sono rimaste uccise in una serie di manifestazioni concluse con la proclamazione dello Stato indipendente dell’Ambazonia. Oggi il bilancio è salito a 17 secondo alcune ONG.

Fonti di stampa locale hanno riferito che le forze di sicurezza camerunesi hanno attaccato i cortei con gas lacrimogeni. Secondo il Governo, cinque delle sette vittime erano prigionieri uccisi durante un’insurrezione in un carcere di Kumbo, seconda città della regione del nord ovest. Oltre a Kumbo, le proteste più violente si sono registrate a Bamenda, capoluogo del nord ovest, a Buea, principale città del sud ovest e Ndop, a 40 chilometri di Bamenda.

Il sindaco di Kumbo, Donatus Njong Fonyuy, ha annunciato che il movimento secessionista ha innalzato la propria bandiera sui luoghi più simbolici della seconda città del nordovest. Anche a Bamenda, principale città nordorientale del Camerun, i manifestanti hanno ribadito l’indipendenza del proprio territorio, già decretata il 22 settembre. Una dichiarazione simbolica di indipendenza è stata diffusa sui social, a firma di Sisiku Ayuk, autoproclamato Presidente dell’Ambazonia, nome della Repubblica separatista che gli indipendentisti intendono costituire. Nelle stesse ore una contro manifestazione, a sostegno del Governo e per un Paese unificato, si è tenuta a Douala (sudovest), capitale economica del Camerun.

Sulla sua pagina ufficiale Facebook, il Presidente Paul Biya ha condannato le violenze «di qualunque provenienza e chiunque ne sia l’autore», invitando le parti ad «un dialogo sereno per trovare soluzioni durevoli» .

All’emittente ‘France 24‘ il Ministro della Comunicazione e portavoce del Governo, Issa Bakary Tchiroma, ha assicurato che «le forze di sicurezza hanno ricevuto l’ordine di non rispondere in modo violento fin quando edifici pubblici e simboli della Nazione non saranno in pericolo».

Nei giorni scorsi un coprifuoco è stato decretato dal Governo nelle regioni anglofone, dove quasi mille agenti delle forze di sicurezza sono stati dispiegati. A ridosso del 1° ottobre le Autorità avevano interrotto la connessione a Internet e bloccato i social media, WhatsApp, Facebook, Twitter, e le altre piattaforme erano inaccessibili, come lo erano state per 93 giorni a inizio 2017.

Ma cos’è l’Ambazonia? Il termine ‘Ambazonia’ deriva da Ambas Bay, una baia considerata il confine naturale tra la Repubblica del Camerun e il Camerun meridionale. Il nome è stato coniato, nel 1984, da un gruppo di cittadini dell’ex Territorio Fiduciario delle Nazioni Unite del Camerun meridionale, guidato dal consigliere Gorji Dinka, un capo ancestrale del popolo di Widikum, che accusava l’allora Presidente del Camerun, Ahmadou Ahidjo (1960-1982), di avere ritirato unilateralmente la Repubblica del Camerun dall’unione creata nel 1961.

Con il decreto n. 001 del 4 febbraio 1984, il nuovo Presidente del Camerun, Paul Biya, dichiarò che il Paese si sarebbe nuovamente chiamato Repubblica del Camerun, nome che aveva acquisito durante l’indipendenza del 1960, prima di unirsi ai camerunesi meridionali nel 1961.

Una volta che il Camerun francese era ormai uno Stato indipendente, i territori inglesi ritenerono di avere il diritto di ritornare ad essere indipendenti, così fondarono l’Ambazonia.

Ma quali sono state le cause che hanno portato oggi a questa situazione? La parte francofona del Camerun era diventata indipendente dalla Francia nel 1960, ma il 1° ottobre del 1961 le regioni del Nord-Ovest e del Sud-Ovest si unirono per dar vita alla Repubblica federale del Camerun. Due zone di lingua diversa – inglese nell’Ovest, francese in tutto il resto del Paese – che hanno mantenuto una forte autonomia fino al 1972, quando l’allora Presidente, Ahmadou Ahidjo – francofono e dai metodi spiccatamente autoritari – abolì il regime federale in favore di uno Stato sempre più accentratore. Una politica proseguita dall’attuale Presidente Paul Biya, e che è all’origine delle rivendicazioni indipendentiste della minoranza di lingua inglese che vive nell’Ovest.

Da anni gli anglofoni accusano il Governo centrale di discriminarli nell’accesso agli impieghi pubblici, obbligandoli a utilizzare il francese in tutti gli atti ufficiali e nei luoghi di lavoro, nonostante l’inglese sia anch’esso una delle lingue ufficiali del Paese. Un’altra denuncia riguarda poi i profitti dell’estrazione del petrolio trovato in queste regioni, che secondo i separatisti sarebbero destinati integralmente alle altre zone dello Stato.

Dunque, le cause che hanno indotto il Camerun anglofono a ribellarsi contro il Governo devono essere ricondotte alla centralizzazione del potere da parte dello Stato e alla marginalizzazione economica e amministrativa che sono costretti a subire.

Secondo il report ‘Cameroon’s Anglophone Crisis is Escalating. Here’s How It Could Be Resolved ‘, pubblicato dal centro studi International Crisis Group e scritto da Richard Moncrieff, Project Director del Crisis Group’s Central Africa, la crisi anglofona è un classico caso di minoranza insoddisfatta e allo stesso tempo il risultato di problemi strutturali.

In primo luogo, il report rileva importanti fallimenti del Governo centrale, con una mancanza di capacità decisionale accentuata dalle assenze prolungate del Paese, dalla fittizia decentralizzazione, dalla mancanza di legittimità delle élites locali, dalla tensione tra le generazioni, da un sistema politico che si basa sul cooptare i capi tradizionali e le élite locali e da una politica di equilibrio regionale che è stata dirottata a loro vantaggio da famiglie vicine al regime.

In secondo luogo, la crisi sta prolungando le restrizioni alle libertà civili, che sono diventate più pronunciate dal 2013. Il divieto di dimostrazioni, l’arresto e l’abbattimento di militanti di partiti politici, giornalisti e ricercatori è anche servito come pretesto per una maggiore repressione, con l’uso della legislazione anti-terrorista per scopi politici, e per un maggiore controllo sui social media. Infine, il rifiuto del regime di negoziare su questioni fondamentali e la sua risposta, a volte brutale, evidenzia la sua natura autoritaria.

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