lunedì, Settembre 21

Camerun: difesa israeliana anti francese?

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Tra il Presidente-dittatore Paul Biya e la Francia la tensione è sempre più alta. Dal 2012 gli esperti della Cellula Africana dell’Eliseo stanno tentando di rimuoverlo dal potere. Dopo 33 anni di felice ‘matrimonio’, Biya non è più considerato da Parigi affidabile. Fare affari per gli imprenditori francesi diventa sempre più complicato e meno conveniente. I cinesi sono ovunque con offerte più vantaggiose basate sul principio: affari e niente politica. Biya non ascolta più i consigli della France Afrique. Ora si teme che segua la proposta del Presidente ciadiano Idriss Debi Itno: abbandonare la moneta coloniale FCFA e battere monete nazionali. Un disastro per la fragile economia francese. Milioni di euro fin dalla fine degli anni Quaranta ad oggi garantiti attraverso l’imposizione alle colonie africane della moneta comune FCFA, che obbliga gli Stati a depositare le riserve di valuta pregiata presso la Banca Centrale di Parigi e a pagare una tassa annuale alla Francia cinicamente definita ‘tassa coloniale’.

Se il pericolo di uscire dalla zona FCFA al momento resta una ipotesi, l’alleanza economica e militare con Cina e Russia è già una realtà. Il Presidente Biya si sta orientando verso le potenze emergenti a discapito della Francia, e gli affari delle imprese francesi nel Paese sono progressivamente diminuiti. Alla Cina vengono affidati i più importanti progetti di infrastrutture. Alla Russia varie concessioni minerarie. Come segno di riconoscenza la Russia è stato il primo Paese a offrire al Camerun aiuto umanitario nella gestione dei rifugiati provenienti dalla Repubblica Centrafricana e assistenza militare contro i terroristi di Boko Haram.

I danni economici per le ditte francesi a seguito del cambiamento di alleanze sono ingenti. La società francese Thales Security System, incaricata di stampare le carte di identità in Camerun, lo scorso giugno ha ricevuto comunicazione ufficiale dal Governo di rottura del contratto, causa presunte attività collaterali condotte dalla società contro gli interessi nazionali del Camerun. Thales Security System nega tali attività e ha richiesto un indennizzo di 3,5 miliardi di FCFA (5,3 milioni di euro) al Governo, aprendo un contenzioso legale in Camerun e in Francia. Anche il consorzio francese Bollorè è stato scartato dalla realizzazione del nuovo terminale presso il porto di Kribi, affidato alla società filippina ICTSI con partecipazione azionaria cinese.

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