lunedì, Dicembre 16

Cambogia: Hun sen e la durissima repressione politica Metà del partito di opposizione fugge all' estero per evitare l' arresto

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Una metà del partito d’opposizione –unico comptetitor avverso al Premier Hun Sen che governa da 32 anni- è precipitosamente fuggita all’estero per evitare di finire dietro le sbarre come il loro leader di partito Kem Sokha rinchiuso in un remoto carcere ai confini del Paese

Ora la lotta del Premier in carica Hun Sen nei confronti dell’opposizione si trasforma in una guerra senza quartiere, persino a colpi di video segreti e denunce presentate in Aula. L’Ufficio legale del Governo cambogiano, infatti, la scorsa settimana ha intentato causa nei confronti dei vertici del principale partito di opposizione Cambodia National Rescue Party (CNRP)con l’accusa di alto tradimento e di cospirazione con entità straniere al fine di far cadere il Governo in carica. Per questo motivo hanno tirato fuori un vecchio video che affermano sia datato 2013 dove Kem Sokha, leader del CNRP parla di un piano per prendere il potere con l’aiuto degli americani.

In realtà, Hun Sen è al comando della Nazione da più di trent’anni e non siamo lontani da scadenze elettorali dove alcuni sondaggi danno il Partito di opposizione principale in forte rialzo ed unico reale concorrente alla premiership del Paese. Da questo è derivato che, quanto più il Partito CNRP è riuscito a dimostrare di interpretare meglio i malumori della popolazione cambogiana desiderosa di un cambiamento e man mano che ci si avvicina alle elezioni, sempre più Hun Sen ed il suo intero entourage si sono incattiviti nel campo della lotta politica contro i loro competitor.

Si tratta di aspetti che non sono sfuggiti all’attenzione degli Osservatori ONU così come all’opinione pubblica generale, in quanto una Democrazia paralizzata da trent’anni dallo stesso personaggio e dal gruppo dei suoi sostenitori non vede alcuna alternanza che ne garantisca la sua trasparenza e veridicità.

L’arresto di Kem Sokha, avvenuto il 3 settembre scorso, ha raccolto la condanna pressoché unanime a livello mondiale e il suo partito CNRP non ha mai smesso di affermare che si tratta di un evidente tentativo di Hun Sen di sgombrare il campo e vincere le prossime elezioni a mani libere e mantenere così il suo ultra-decennale potere.

Il CNRP è in fuga, più di 20 deputati sono scappati all’estero lo scorso mese, dopo che il loro leader Kem Sokha è finito dietro le sbarre in una remota prigione con accuse di tradimento e cospirazione a suo carico. Accuse sulle quali si addensano nubi di dubbi sia in sede nazionale sia in sede internazionale. D’altro canto, l’arresto di Kem Sokha giunge dopo mesi di mosse legali ed aggiustamenti delle Leggi ri-orientandole passo dopo passo contro tutte le opposizioni esistenti e potenziali al punto di costringere il principale volto nuovo dell’opposizione, Sam Rainsy https://it.wikipedia.org/wiki/Sam_Rainsy  a gettare la spugna.

Un po’ tutti i leader di movimenti e gruppi di azione civile che si interessano di lotta alla corruzione ed alla repressione sono stati anch’essi variamente sottoposti ad un fuoco di fila di procedimenti legali per fiaccarne la volontà e tenerli impegnati in cause astruse e pretestuose pur di tenerli lontani tutti dall’agone politico e dalla corretta competizione democratica.

Di fatto, circa la metà dei parlamentari che rappresentano le opposizioni politiche in Cambogia è fuggita all’estero nei mesi scorsi per evitare una massiccia azione del Governo in carica nei loro confronti, una pioggia di cause e procedimenti legali come peraltro confermato dai politici in fuga, i quali hanno chiesto l’anonimato in propria protezione in località ignote, sollecitati dai media internazionali.

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