martedì, Novembre 19

Caffè cancerogeno? La decisione della California che fa discutere Un giudice lo ha ritenuto così potenzialmente dannoso per la salute umana da voler rendere obbligatoria la scritta anche sulle confezioni

0

Siamo ormai abituati a vedere la scritta ‘nuoce gravemente alla salute’ sui pacchetti di sigarette. Beh a breve potremmo vederla anche sui caffè. Eh sì, perché un giudice in California, con una sentenza destinata a far discutere, ha ritenuto così potenzialmente dannoso per la salute umana da voler rendere obbligatoria la scritta anche sulle confezioni di caffè.

Ad accusare le grandi società, è una azienda senza scopo di lucro americana, chiamata Council for Education and Research on Toxics. Dal 1986 comunque, una legge dello Stato della California obbliga le aziende ad avvertire i consumatori se in determinati alimenti sono presenti livelli elevati di sostanze considerate nocive. E per il caffè, la sostanza è l’acrilammide, che si forma durante la torrefazione, con l’esposizione a temperature elevate, e viene ritenuta potenzialmente cancerogena.

In realtà non c’è una correlazione diretta scientificamente provata tra acrilammide e tumori, ma molte aziende hanno provveduto ad aggiornare le loro etichette, mentre altre, riunite sotto la National Coffee Association, hanno preferito aspettare.

(video tratto dal canale Youtube di IBTimes UK)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.