domenica, Giugno 7

Burundi: voto con sorpresa. Beffato il regime, Agathon Rwasa in testa Nei risultati parziali l’opposizione in testa. Il piano orchestrato dal Governo è saltato, le frodi non sono riuscite, la popolazione ha mandato a monte tutti i piani. Ora rischio violenze e guerra civile

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Ieri si è votato in Burundi per eleggere il Presidente della Repubblica. Abbinate anche le elezioni legislative e comunali. Tutto doveva andare secondo i piani di frode del Governo, il Presidente era già stato quasi proclamato, sarebbe stato il generale Evariste NdayishimiyeE invece no. Qualcosa, molto, è andato storto per il generale, per l’ex dittatore del Paese, Pierre Nkurunziza, e per il regime del l CNDD-FDD. La sorpresa è arrivata nel tardo pomeriggio: l’opposizione del Congrès National pour la Liberté (CNL), con Agathon Rwasa, è riuscita ribaltare tutte le previsioni e nei risultati parziali diramati dalla Commissione elettorale è in testa.

Andiamo per ordine e vediamo i fatti delle ultime ore.
La campagna elettorale si era svolta all’insegna della violenza e dell’intimidazione orchestrata dal partito al potere da 15 anni, il CNDD-FDD. I crimini commessi durante l’ultimo mese hanno convinto la Comunità Internazionale della parzialità e faziosità del processo elettorale controllato dal regime del Signore della Guerra Pierre Nkurunziza. «Le elezioni in Burundi non sono credibili e libere» ha decretato Doudou Diene, Presidente della Commissione di Inchiesta sul Burundi delle Nazioni Unite in una intervista data al quotidiano tedesco ‘DW’. Lo scontro finale era ampiamente annunciato.

Nessun osservatore straniero di Nazioni Unite, Unione Africana, Unione Europea ha ricevuto il permesso di essere presente durante le elezioni. Gli unici osservatori ammessi sono stati quelli della East African Community (Comunità Economica dell’Africa Orientale) a condizione che si sottoponessero alla quarantena di 14 giorni come misura preventiva per il contagio da Covid-19. Una misura che ha ovviamente impedito la loro presenza.

Alla vigilia delle elezioni si è consumata a Bujumbura una riunione tra gli alti gerarchi del regime, i dirigenti della CENI (Commissione Elettorale Nazionale Indipendente) e i capi della milizia genocidaria Imbonerakure, per organizzare le frodi elettorali e la repressione delle manifestazioni popolari in sostegno al candidato dell’opposizione Agathon Rwasa, in grande favorito delle Elezioni 2020, ma che secondo quanto oramai era dato per certo avrebbe avuto possibilità pari a zero.

Ecco le istruzioni date alle Imbonerakure secondo una fuga di notizie dall’interno del regime, considerata credibile dalla diplomazie regionali.
Tutti i membri del seggio elettorale saranno degli attivisti CNDD-FDD. In caso di dubbi sull’affiliazione politica di uno dei suoi membri, questo verrà immediatamente segnalato alla Polizia e quindi respinto.
Nessun rappresentante del CNL, il partito di Rwasa, potrà essere un membro del seggio elettorale o uno scrutatore. A tal fine, è prevista un’operazione per arrestare gli agenti del CNL che non sono ancora dietro le sbarre.
Le 3 persone che saranno scelte tra gli elettori per il conteggio dei voti saranno essenzialmente scelte tra i membri del CNND-FDD. Solo loro saranno autorizzati nei luoghi di voto. Ciò renderà più semplice il conteggio delle schede e le relative frodi. Hanno ricevuto l’indicazione di rendere nulli il più alto numero di voti a favore di Agathon Rwasa.

Spiegava, il giorno precedente il voto, martedì 18 maggio, la nostra fonte all’interno del CNDD-FDD: “Nel caso il piano delle frodi elettorali non dovesse funzionare di fronte alla determinazione della popolazione a sorvegliare il corretto svolgimento delle elezioni, vi è la possibilità che le elezioni vengano sospese o che sia interrotto il conteggio dei voti. Il regime ha dato indicazione di interrompere tutte le comunicazioni telefoniche e internet, isolare il Paese ed iniziare le violenze generalizzate contro ogni cittadino che cercherà di opporsi. I preparativi per la frode elettorale e la sanguinosa repressione sono terminati ieri compresa la distribuzione di armi automatiche e machete alla milizia Imbonerakure che ha ricevuto il compito di sterminare tutti gli oppositori e i cittadini che cercheranno di mettere in dubbio i risultati falsificati della CENI a favore del Generale Evariste .

Si arriva a ieri, il giorno del voto.
La giornata di voto si è consumata all’insegna della violenza e dell’intimidazione e le misure preventive rivelate dalla talpa del CNDD-FDD sono state attuate. In primis il Paese è stato isolato dal resto del mondo tramite il blackout di linee telefoniche, radio e Internet per impedire qualsiasi tipo di diffusione di notizie sull’andamento del voto. Le milizie Imbonerakure, i mercenari venuti dal Congo e i terroristi ruandesi delle FDLR spadroneggiavano su tutto il territorio nazionale, intimidendo gli elettori. La Polizia dispiegata in forze in assetto di guerra. L’Esercito tenuto in allarme.

Sono iniziate anche le frodi. Centinaia di militanti CNDD-FDD e miliziani Imbonerakure hanno tentato di votare più volte esibendoprocuredi cittadini chenon si sentivano bene e non potevano venire a votare”. Addirittura molti di loro erano in possesso di carte di elettori di persone decedute anni fa ma inserite nelle liste elettorali. Alcuni miliziani sono entrati assieme agli elettori nella cabine di voto per assicurarsi che stessero votando il loro padrone, il generale Evariste Ndayishimiye. Il regime ha anche tentato di creare dei seggi fantasma in alcune zone isolate del Paese.

Finito il voto, la CENI, sotto stretto controllo del CNDD-FDD e Imbonerakure, doveva truccare i risultati in ogni seggio elettorale, dando una vittoria schiacciante al generale Evariste. Imbonerakure, FDLR, mercenari congolesi e Polizia avevano ricevuto il compito di soffocare con la violenza eventuali proteste nei prossimi giorni. Oggi sarebbe scattato il lockdown sanitario preventivo per il contenimento di una pandemia da Covid-19, che fino a due giorni fa veniva considerata ‘una bufala dei bianchi’. I risultati sarebbero stati resi noti dalla CENI solo il prossimo 28 maggio in pieno confinamento sanitario.

Tutto questo piano studiato nei minimi particolari improvvisamente non ha funzionato. Verso le 14 pomeridiane, a gran sorpresa, giungono i primi segnali che la poderosa macchina di truffa elettorale e di repressione si stava inceppando. Varie unità di poliziotti hanno iniziato ad arrestare miliziani Imbonerakure sopresi ad entrare nei seggi con decine e decine di schede elettorali con già il voto a favore di Evariste. Tutti i miliziani Imbonerakure sono stati rilasciati per ordine diretto del Governo, ma le finte schede elettorali trattenute e bruciate.

In varie parti del Paese gli attacchi delle Imbonerakure per neutralizzare i seggicaldia maggioranza di voti per Rwasa sono stati violentemente respinti dai giovani del partito di opposizione CNL senza che la Polizia intervenisse. I tecnici Telecom hanno disobbedito agli ordini ricevuti dal regime interrompendo parzialmente il blocco delle comunicazioni e di Internet permettendo così la diffusione delle notizie elettorali.

Ma la più grande e inaspettata sorpresa è giunta dalla CENI. Dalle 18,00, ora locale, la Commissione Elettorale e gli scrutatori hanno iniziato (non autorizzati) a rendere pubblici i risultati elettorali parziali, seggio dopo seggio.

Grazie a collegamenti costanti con le nostre fonti in Burund,i sono pervenuti i risultati parziali dei seggi. Risultati che dimosreerebbero la vittoria del candidato dell’opposizione Agathon Rwasa.
Gli ultimi dati pervenuti
dal 48% dei seggi nazionali danno Agathon Rwasa in testa con il 62% dei voti. Segue il Generale Evariste con un misero 20%.

Cosa è successo? “La popolazione, la maggioranza della CENI, gli scrutatori, i poliziotti hanno tradito il CNDD-FDD che contava sulla paura dei votanti e sulla complicità dell’apparato statale. Questo è il segnale che la popolazione ha dichiarato la morte politica del regime preferendo Agathon Rwasa”, ci spiega la nostra talpa, ovviamente sotto protezione di anonimato.

Questo testimone avverte che non è ancora finita, e la tragedia potrebbe essere dietro l’angolo. “Il regime non si aspettava questa reazione popolare. Ora tutti i piani, dalle frodi alla repressione e confinamento sanitario sono saltati. Agathon Rwasa sembra aver vinto in modo democratico. Ci sono ancora da controllare i voti dei grandi seggi, come Bujumbura, ma il trend registrato fino ad ora dovrebbe essere confermato. Sarà proprio nei grandi seggi che il regime tenterà di fare le frodi per ribaltare i risultati. Purtroppo per loro sarà difficile ribaltare la misera percentuale ottenuta da Evariste fino ad ora (20%) e rendere credibili i risultati che potrebbe dare il regime.

Ora il CNDD-FDD ha due scelte, prosegue questo testimone e talpa. Accettare la sconfitta elettorale inflitta dal popolo burundese o proclamare la vittoria del generale Evariste. Una vittoria, alla luce di dati, non più credibile agli occhi della Comunità Internazionale e dei burundesi. Se sceglieranno la seconda opzione cercheranno di mantenere il potere con le armi”.

Il CNL, partito di Agathon Rwasa non ha perso tempo. Nella serata ha pubblicato il seguente comunicato stampa: «Il CND si congratula con la popolazione burundese che, nonostante tutti i tipi di intimidazione, ha sfidato la paura e ha risposto in modo schiacciante al voto per investire SE. Rwasa Agathon e CNL, per guidare il Paese verso un futuro luminoso».

Osservatori regionali confermano la probabile vittoria di Rwasa, ma concordano con la testimonianza del ex membro del CNDD-FDD. Si teme che il regime non possa e non voglia abbandonare il potere per varie ragioni. Innanzitutto l’impossibilità di correre il rischio di essere processati presso tribunali burundesi e presso la Corte Penale Internazionale per i crimini contro l’umanità commessi in questi 15 anni di potere. Crimini quadruplicati dall’inizio della crisi (aprile 2015) ad oggi.
Vi è inoltre la questione del quasi impossibile scioglimento della milizia paramilitare Imbonerakure che negli ultimi 4 anni ha assunto un ruolo di primo piano, arrivando a controllare la TV di Stato, laRTNB’, e piazzando un loro quadro come Ministro degli Affari Esteri. Infine, ci sono i terroristi ruandesi FDLR. Dopo aver subito pesanti sconfitte nell’est del Congo (che li costringono ora a degli atti di terrorismo nel Nord e Sud Kivu) il Burundi rimane il loro ultimo baluardo.

Nei prossimi giorni si potrebbe assistere all’inizio della guerra civile e ad un probabile intervento di potenze regionali in protezione dei civili.
Giunge notizia che
Agathon Rwasa è protetto in una località segreta in Burundi e che gli Stati Uniti una settimana fa abbiano inviato un contingente di Marines con il compito di proteggere gli ultimi cittadini rimasti e (si mormora) di intervenire in caso di massacri generalizzati di civili.

Nonostante la probabile vittoria di Rwasa la parola fine al regime HutuPower di Nkurunziza non sembra definitivamente decretata.

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