sabato, Dicembre 14

Burundi: un tranquillo Ferragosto di terrore

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Mentre in Italia si è festeggiato il Ferragosto tra sage, fuochi d’artificio, mare ed ombrelloni, in Burundi, il lontanto Paese africano dove da oltre due anni regna indisturbato una tra le più feroci e brutali dittature del Continente un’orgia di sangue si è consumata nella più totale indifferenza della comunità internazionale. Nel quadro della Campagna 100 Giorni lanciata dalla società civile burundese per far pressioni affinché la Corte Penale Internazionale apra una inchiesta contro il dittatore Pierre Nkurunziza e lo conduca in aula di tribunale per processarlo con l’accusa di crimini contro l’umanità, riportiamo il rapporto n. 88 redatto dalla Associazione burundese SOS-Torture che copre il periodo dal 12 al 19 agosto 2017.

Nessuna pietà per gli anziani.

Individui sconosciuti il 12 agosto 2017 hanno ucciso Anesie Bucumi, 70 anni, presso la collina di Ruharo, distretto di Muhwazi, comune di Nyabitsinda, provincia di Ruyigi, nel est del Paese. La vittima è una vedova. I parenti hanno riportato che prima di essere uccisa è stata violentata, bastonata. Gli aggressori hanno più volte simulato una esecuzione per poi impiccarla per simulare un suicidio. Il corpo della vittima è stato ritrovato mezzo nudo con evidenti segni di tortura. L’omicidio avrebbe motivazioni etniche e sarebbe collegato ad una disputa su una proprietà terriera.

Uccidere per rubare la terra.

Nella collina di Rugeyo, distretto di Ntamba, comune di Musigati, provincia di Bubanza (ovest del Paese) Fabien Kayobera è stato aggredito presso la sua abitazione il 13 agosto 2017. Gli attaccanti hanno lanciato all’interno della casa due granate che hanno ucciso la vittima. Nello stesso giorno presso la collina di Bigera, distretto di Mugege, commune di Butaganzwa, provincia di Ruyigi, (est del Paese) Juvenal Havyarimana è stato impiccato da sconosciuti. L’assassinio ha motivazioni etniche. In entrambi i casi le motivazioni sarebbero etniche e collegate a dispute su proprietà terriere.

Corpi decatipati e gettati nei fiumi.

Dal 10 agosto 2017 si assiste ad una ecalation di decapitazioni nelle province di Rutana, e Karusi. Alcuni corpi sono stati trovati dentro i fiumi, nudi, decapitati e in stato avanzato di decomposizione. La polizia sta indagando sugli autori di queste esecuzioni.

Caccia al Ruandese.

Dal 8 al 17 agosto 2017 si sono registrati una serie di attacchi con granate presso case private e bar nel centro della capitale Bujumbura, nel quartiere di Buyenzi. Tutti gli attacchi avevano come obiettivo cittadini ruandesi che vivono e lavorano nel Paese. Almeno 4 le vittime e 2 feriti.

Il capo dei Servizi Segreti a Cibitoke: Athanase Gahungu ha fatto arrestare Damien Nzomvita, cittadino ruandese che vive da 20 anni con sua moglie e cinque figli nella collina di Ruhwa. E’ accusato di collaborare con il Rwanda per atti ostili al Burundi. Secondo quanto riporta il capo dei Servizi Segreti Nzomvita aveva stretti contatti con soldati ruandesi recentemente infiltratesi nel Paese.

Nella provincia di Ngozi il Servizio di Sicurezza Nazionale ha arrestato un giovane studente Justin Hatungimana sospettato di essere in contatto con forze ostili ruandesi.

Presso la provincia di Bururi, comune di Vyanda, collina di Kagome un ex soldato burundese divenuto un Pastore protestante Masasseh Kazungu è stato arrestato il 13 agosto 2017 dal Servizio di Sicurezza Nazionale accusato di complotto contro lo Stato. Il Pastore Kazungu avrebbe pronunciato vari sermoni domenicali contro le violenze perpetuate dalle milizie Imbonerakure. Attualmente il Pastore si trova presso la prigione centrale di Bururi.

Le Imbonerakure spargono sangue e terrore.

Presso la collina di Nyaryrambi, comune di Butaganzwa, provincia di Ruyigi, il 12 agosto 2017 i miliziani Imbonerakure hanno illegalmente arrestato e torturano un cittadino di nome Harimenshi. Due giorni prima la vittima avrebbe avuto una discussione con un giovane rappresentante del partito al potere CNDD FDD. Al momento attuale non si conoscono le sorti di Harimenshi.

Presso la collina di Kagege, distretto di Mpinga, comune di Vugizo, provincia dei Makamba il 12 agosto 2017 sono state illegalmente arrestate dalle Imbonerakure 7 cittadini burundesi con l’accusa di aver tentato di raggiungere il confine con il Rwanda per congiungersi a formazioni ribelli burundesi. Essendo le prove non sufficienti le vittime sono state rilasciate dopo aver subito torture. Due di essi sono ricoverati con prognosi riservata presso la locale struttura ospedaliera. Squadracce di Imbonerakure stanno attuando una serie di arresti arbitrari presso il comune di Buhiga, provincia di Karusi. Le Imbonerakure stanno anche interrogando gli arrestati senza averne mandato. Squadracce di Imbonerakure sotto il comando di Ferdinand Kanani, hanno assunto il controllo del comune di Nyabitsinda terrorizzando gli abitandi e costringendoli a pagare una tassa di 30.000 Franchi Burundesi.

La resistenza armata colpisce le Imbonerakure

Individui armati non identificati hanno attaccato il Governatore di Bunanza (ovest del Paese) che stava viaggiano il 15 agosto 2017 a bordo del suo veicolo diretto al comune di Gihanga. Il governatore è sospettato di aver stretti contatti con le Imbonerakure. L’attacco è stato respinto dalle guardie del corpo che hanno sventato l’omicidio. Il Governatore è uscito illeso dall’attentato.

Individui armati non identificati il 16 agosto 2017 hanno ucciso Elie Kwizera e gettato il suo corpo nel fiume Ndurumu che scorre tra i comuni di Buhiga e Bugenyuzi, nella provincia di Karusi (nord est del Paese). Kwizera era un menbro del CNDD FDD a Gitega e comandava un banda di Imbonerakure che controllano i sopra nominati comuni.

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