giovedì, Luglio 2

Burundi, tutto il potere ai generali Da ieri il nuovo governo del neo-Presidente Evariste Ndayishimiye. Alain-Guillaume Bunyoni sarà il Primo Ministro e Bazombanza Prosper il vice Presidente. Schiaffo a UE e USA con il comando in mano ai militari del nazionalismo hutu

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Domani, venerdì 26 giugno, secondo le ultime informazioni, l’ex Presidente del Burundi, quello che averebbe dovuto essere la ‘Guida Suprema ed Eterna’, Pierre Nkurunziza, sarà finalmente sepolto, nella nuova capitale amministrativa Gitega.Era morto lo scorso 8 giugno, dopo 15 anni di una Presidenza che di fatto è stata tra le dittature più sanguinarie degli ultimi decenni dell’Africa Orientale, con il sostegno di una varietà di soggetti che vanno da Parigi a Pechino, passando per lobby così dette cattoliche di destra.
Nelle ultime 48 ore c’è stata l’approvazione da parte del Parlamento burundese delle nomine del vice Presidente e del Primo Ministro del Paese fatte dal neoeletto Presidente Evariste Ndayishimiye. Ieri i due hanno giurato. Alain-Guillaume Bunyoni sarà il Primo Ministro eBazombanza Prosper il vice Presidente. Una prima novità, visto che la carica di Primo Ministroera stata abolita nel 1998; ora viene ripristinata per Bunyoni, per volontà del generale Ndayishimiye(alias generale Neva). Secondo la Costituzione del Paese, il Primo Ministro è il capo del Governo e il vice Presidente assiste il Presidente nell’esercizio delle sue funzioni. Nei fatti sono cariche svuotate di qualsiasi potere. Il potere vero lo avranno, in ordine, i generali e Neva.

Ndayishimiye aveva prestato giuramento la scorsa settimana, il 18 giugno, come nuovo Presidente del Burundi, per un mandato di sette anni, rinnovabile una sola volta. Ciò a seguito alla sentenza della Corte costituzionale che avevaconfermato Ndayishimiye come il vincitore delle elezioni presidenziali, tenutesi il 20 maggio. Secondo le procedure, il generale Neva avrebbe dovuto assumere la presidenza in agosto, ma la morte di Nkurunziza ha fatto decidere la Corte di accelerare i tempi e ordinare l’immediata assunzione della presidenza da parte del vincitore della tornata elettorale di maggio. Elezioni farsa e vittoria rubata, tutto molto chiaro agli occhi dei burundesi e della comunità internazionale, ma tutto perfettamente in regola secondo i generali, i non nuovi padroni del Paese, ora rafforzati dopo l’uscita di scena dell’oramai assai scomodo Pierre Nkurunziza. Tutto nel giro di un mese: elezioni il 20 maggio, assunzione della presidenza il 18 giugno, nuovo governo il 24 giugno.
Ndayishimiye ha invitato la comunità internazionale a sostenere il Burundi.

Ma chi sono gli uomini che danno volto al potere dei generali?
Alain-Guillaume Bunyoni, ex capo della Polizia nazionale, fino a pochi giorni fa era il Ministro della Pubblica Sicurezza, consigliere senior nell’ufficio del Presidente responsabile degli affari civili e Segretario permanente del Consiglio di sicurezza nazionale. È stato colpito dalle sanzioni degli Stati Uniti nel 2015 per il suo ruolo nella violenza contro i civili e la repressione politica che ha segnato le contestazioni contro la terza presidenza di Pierre Nkurunziza.
Le Nazioni Unite avevano sostenuto possibilicrimini contro l’umanità commessi dalle forze statali, citando esecuzioni extragiudiziali, arresti arbitrari, sparizioni, torture e violenze sessuali. Le vittime in quel 2015 furono 1.200 morti e 400.000persone erano fuggite dal Paese.
Pacifique Nininahazwe, attivista dei diritti civili burundese in esilio, ha dichiarato all’agenzia ‘AFP’ che la nomina di Bunyoni è «un brutto segnale»,«un rafforzamento dell’impunità» e gesto di «sfidaverso la comunità internazionale».

Il partito satellite National Progress Union(UPRONA) ha mantenuto la carica di vicepresidente nel nuovo Governo, dopo che il suo rappresentante, Prosper Bazombanza, ex primo vicepresidente burundese dal 2014 al 2015, è diventato l’unico vice Presidente nel nuovo Governo.

Due figure che saranno la spalla del generale Nevail cervello di Nkurunziza e del sistema CNDD-FDD’, ci dice un politologo burundese che chiede l’anonimato per evidenti motivi di sicurezza.Evariste Ndayishimiye “è il più grande criminale dell’hard club del CNDD-FDD, Club ai vertici del quale vi erano Nkurunziza, Bunyoni, e il defunto Adolphe Nshimirimana, che ha ucciso le tre suore italiane nel settembre 2014 per poi essere ucciso da Nkurunziza nel agosto 2015. Club del quale fanno parte Evaritse Ndayishimiye, Joseph Ntakarutimana, Ndakugarika, Steve, Révérien Ndikuriyo. Dal momento in cui il Presidente diventa Ndayishimiye e il Primo Ministro è Buyoni, c’è da attendersi una dittatura comparabile a quella in Corea del Nord. Per quanto riguarda il vicepresidente Prosper Bazombanza, è il frutto del Club dei generali di Muramvya che sostiene ardentemente il nuovo Presidente Evariste Ndayishimiye, in particolare Prime Niyongabo, attuale capo di stato maggiore e Gabriel Nizigama capo del gabinetto civile alla presidenza”.

L’elenco dei Ministri, a dire degli osservatori locali,fotografa bene come il Paese sia passato nelle mani del Club dei militari.
• MINISTERE DE L’INTERIEUR : Général Gervais Ndirakobuca
• MINISTERE DE LA SECURITE PUBLIQUE ; M. Innocent Museremu
• MINISTERE DES RELATIONS EXTERIEURES ET DE LA COOPERATION INTERNATIONALE : M. Albert Shingiro
• MINISTERE A LA PRESIDENCE CHARGE DE LA BONNE GOUVERNANCE ET DE LA PRIVATISATION ; M. Aloys Batungwanayo
• MINISTERE A LA PRESIDENCE CHARGE DES AFFAIRES DE LA COMMUNAUTE EAST AFRICAINE ; Ambassadeur Selemani Mossi
• MINISTERE DE LA JUSTICE ET GARDE DES SCEAUX ; Mme Aimée Laurentine Kanyana
• MINISTERE DES FINANCES ET DE LA PLANIFICATION DU DEVELOPPEMENT ECONOMIQUE ;M. Olivier Suguru
• MINISTERE DU DEVELOPPEMENT COMMUNAL ;M. Jérôme NZOKIRANTEVYE
• MINISTERE DE LA DEFENSE NATIONALE ET DES ANCIENS COMBATTANTS ; Général Ndayishimiye Joseph
• MINISTERE DE LA SANTE PUBLIQUE ET DE LUTTE CONTRE LE SIDA ; Dr Benjamin NDAGIJIMANA
• MINISTERE DE L’ENSEIGNEMENT SUPERIEUR ET DE LA RECHERCHE SCIENTIFIQUE : Pr. Steve De Cliff
• MINISTERE DE L’ENSEIGNEMENT DE BASE ET SECONDAIRE, DE L’ENSEIGNEMENT DES METIERS, DE LA FORMATION PROFESSIONNELLE ET DE L’ALPHABETISATION ; Daly Ngarambe
• MINISTERE DE L’AGRICULTURE ET DE L’ELEVAGE ; Dr. Ing Nusura  Hassan
• MINISTERE DES TELECOMMUNICATIONS, DE L’INFORMATION, DE LA COMMUNICATION ET DES RELATIONS AVEC LE PARLEMENT ; Louis Kamwenubusa
• MINISTERE DE L’EAU, DE L’ENVIRONNEMENT, DE L’AMENAGEMENT DU TERRITOIRE ET DE L’URBANISME ; M. Freddy Mbonimpa
• MINISTERE DU COMMERCE, DE L’INDUSTRIE, DES POSTES ET DU TOURISME ; Mme Nancy Mutoni
• MINISTERE DE L’ENERGIE ET DES MINES ; M. Emmanuel Ndayiziga
• MINISTERE DE LA FONCTION PUBLIQUE, DU TRAVAIL ET DE LA SECURITE SOCIALE ; M. Anicet Niyonkuru
• MINISTERE DES TRANSPORTS, DES TRAVAUX PUBLICS ET DE L’EQUIPEMENT Albert Maniratunga
• MINISTERE DE LA SOLIDARITE NATIONALE, DES DROITS LA PERSONNE HUMAINE ET DU GENRE Madame Evelyne Butoyi
• MINISTERE DE LA JEUNESSE, DES SPORTS ET DE LA CULTURE Pierre Nkurikiye

«Ci sono due punti di vista principali su Ndayishimiye», ha dichiarato Devon Curtis, un esperto regionale presso l’Università di Cambridge. «Il primo è che è un potenziale riformatore e che, anche se ha combattuto con il CNDD-FDD durante la guerra civile, era più moderato di alcuni degli altri comandanti. Questa visione sottolinea il fatto che ha svolto un ruolo importante nei negoziati che hanno portato all’accordo di cessate il fuoco del 2003 e che è molto più aperto alle discussioni con i donatori e altri attori internazionali», ha spiegato. «La seconda opinione è che Ndayishimiye è controllato da un potente gruppo di generali che determinano la direzione del partito e il Paese sarà in grado di attuare solo riforme superficiali». La verità, sostiene Curtis, sta nel mezzo: «Ndayishimiye fa certamente parte di un sistema che ha represso gli oppositori politici e che ha ridotto lo spazio politico e mediatico, ma rappresenta comunque un’opportunità per qualche cambiamento».

Ma oltre alla questione politica, e a incidere su di essa, sulle scelte di Neva, c’è la situazione economica. Il Burundi rimane uno dei Paesi più corrotti e più poveri del mondo, con un Pil in costante ribasso –stimato per questo 2020 in 218 dollari procapite- una disoccupazione elevatissima che vede il 65% dei giovani senza lavoro, le casse dello Stato vuote, i donatori internazionali in fuga, molto disturbati da un regime sordo a qualsiasi richiamo, che ha sbattuto la porta in faccia all’Europa e agli Stati Uniti. A nulla serve il grande potenziale in metalli delle terre rare, minerali di nichel e stagno e depositi di oro e uranio se il regime non riuscirà a recuperare i rapporti con la comunità internazionale. E per quanto Neva abbia chiesto alla comunità internazionale di sostenere il Burundi, di fatto il Governo messo in piedi dalla sua appena nata presidenza è uno schiaffo in faccia a Europa e Stati Uniti.

«La transizione del potere da Nkurunziza a Ndayishimiye può sembrare a molti osservatori regionali e internazionali una soluzione rapida e stabilizzante dopo l’improvviso vuoto di potere creato dalla morte di Nkurunziza. Non è così», afferma Paul Nantulya, del Africa Center. Bisogna tenere in considerazione le aspre rivalità all’interno del CNDD-FDD, la costante esclusione di quasi tutte le voci indipendenti, i partiti di opposizione e la società civile. Il clima di paura e intimidazione costruito sotto Nkurunziza persiste, e quasi il 5% della popolazione rimane rifugiato. «Con l’ascesa della fazione militare che abbraccia apertamente il nazionalismo hutu ed è soggetta a controlli ancora più deboli sul potere, le precondizioni per una ulteriore instabilità in Burundi e nella regione si sono aggravate».

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