domenica, Ottobre 25

Burundi: traffico di esseri umani, Arabia Saudita dice no

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Al fianco del Burundi spunta la Tanzania. Il Paese dell’Africa Orientale viene ampiamente citato nei comunicati stampa del Governo saudita. Un network criminale saudita, forse parallelo a quello del Burundi o forse il medesimo, opera anche in Tanzania. Il traffico di esseri umani Dar el Salaam-Riyad ha attirato una scarsa attenzione dei media africani e internazionali. Rari gli articoli sul tema, tra i quali quello comparso su ‘All Africa lo scorso 19 giugno. Articolo incentrato sulle vicissitudini personali di una delle vittime, ma carente di una seria indagine giornalistica sui responsabili di questo odioso crimine.

I comunicati del Governo saudita sono in qualche modo ‘dovuti’, in quanto il Paese è stato coinvolto in un serie di crimini contro l’umanità che peggiora la sua reputazione internazionale, già compromessa dai crimini di guerra commessi nello Yemen, nonchè dal supporto ai gruppi salafisti mediorientali e africani. Il ruolo reazionario giocato da Riyad nel Medio Oriente e in Africa ha costretto il principale alleato, gli Stati Uniti, a rivedere i rapporti con la monarchia Saudita. Dopo l’intervista rilasciata dal Presidente Barack Obama alla rivista ‘The Atlantic e l’accusa del vicepresidente Joe Biden circa i rapporti tra Riyad e Stato Islamico, giunge ora la decisione del Senato statunitense di abrogare l’immunità e permettere ai tribunali americani di indagare sulle relazioni tra cittadini sauditi e atti terroristici compiuti negli Stati Uniti, in primis quelle alle torri gemelle a New York. Washington starebbe seriamente valutando l’ipotesi di scaricare Riyad e, forse, di estendere all’Arabia Saudita le operazioni di destabilizzazione in atto nel Medio Oriente. Una teoria che sembra essere confermata dall’inespatto riconoscimento americano sul ruolo positivo del Iran nella lotta contro il ISIL DAESH. «Rimangono molte divergenze con l’Iran e stiamo lavorandoci sopra, ma posso dirvi che in Iraq, l’Iran è stato molto utile. L’Iran è evidentemente concentrato contro il DAESH, quindi ora abbiamo un interesse comune», ha affermato il Segretario di Stato John Kerry martedì 28 giugno durante un comizio presso il Festival Aspen Ideas in Colorado.

Rimane ambigua la natura dei comunicati sul traffico di esseri umani dal Burundi e Tanzania. Pur ammettendo il coinvolgimento di cittadini sauditi, il Ministero degli Interni non annuncia alcuna inchiesta ufficiale, limitandosi a consigli e velate minacce. Secondo alcuni esperti africani questa cautela si spiegherebbe con il sospetto di un coinvolgimento diimprenditori legati alla Famiglia Reale. Le dichiarazioni saudite, comunque, danneggiano il regime burundese teso a far dimenticare al mondo intero cosa sta succedendo nel Paese con l’aiuto di Russia e Francia, per continuare a mantenere il potere. L’appoggio di Mosca e Parigi al momento impedisce che sul traffico di essere umani direttamente organizzato dal regime FDLR-CNDD sia aperta una indagine indipendente da parte delle Nazioni Unite.

I traffici internazionali organizzati dal regime burundese hanno già fatto i loro danni, indebolendo l’Arabia Saudita. Mercoledì 29 giugno Amnesty International e Human Rights Watch hanno chiesto alle Nazioni Unite di sospendere Riyad dal Consiglio ONU dei Diritti Umani (di cui detiene la presidenza annuale) causa i crimini di guerra commessi nello Yemen. L’errore commesso dal regime burundese di far scoprire il traffico di esseri umani verso l’Arabia Saudita costerà ad Nkurunziza la perdita di un potenziale finanziatore. Se Riyad si sentirà troppo pressata potrebbe adottare una posizione più intransigente verso i crimini contro l’umanità commessi dal FDRL-CNDD in Burundi, pur proteggendo i complici sauditi.

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