lunedì, Settembre 28

Burundi: traffico di esseri umani, Arabia Saudita dice no

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Kampala – Lo scandalo del traffico di esseri umani tra Bujumbura e Riyad, gestito dai gerarchi del regime FDLR-CNDD con beneplacito del Presidente illegittimo Pierre Nkurunziza e la complicità di uomini d’affari sauditi, sta diventando estremamente imbarazzante. A seguito delle denunci fatte da varie Ong burundesi, il traffico è giunto all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale. L’argomento è di per se sensibile, essendo il traffico di esseri umani considerato uno tra i peggiori crimini internazionali, spesso legato alla immigrazione clandestina.

La prima reazione è stata quella del regime burundese, illegalmente al potere dall’agosto 2015. Una serie di arresti sono stati compiuti per insabbiare il caso ed evitare una inchiesta internazionale. Solo pesci piccoli. I principali sospettati del traffico sono riusciti a fuggire (come nel caso di Madame Aline Niyounkuru, della Société Royal Service) o non sono stati coinvolti nelle indagini, come l’Ambasciatore burundese in Arabia Saudita,  Issa Tambuca, che anche dopo le denunce delle Ong nazionali ha continuato a negare o minimizzare il crimine. Si è arrivato al paradosso di affidare le indagini al Generale Guillaume Bunyoni, amico intimo di Madame  Niyounkuru, sospettato di essere coinvolto nell’affare e di aver avvisato la sua ‘compagna’ in tempo, permettendole di sottrarsi agli arresti.

Il regime burundese con questa sospetta serie di arresti pensava di aver allontanato l’attenzione della opinione pubblica internazionale, assai pericolosa in quanto forma di pressione per una eventuale inchiesta indipendente. Giustizia è stata fatta e il network criminale smantellato. A riaprire tutte le problematiche legate a questo traffico di esseri umani è l’Arabia Saudita, uno dei principali Paesi di destinazione delle ragazze, costrette successivamente alla schiavitù sessuale. Il Direttore delle Pubbliche Relazioni del Ministero degli Interni saudita, il Generale Maggiore Mohammed Al Marool, sabato 25 giugno ha dato istruzione agli agenti di Polizia di seguire attentamente le piste legate al traffico di essere umani dal Burundi, promettendo azioni legali da parte di Riyad finalizzate a regolamentare l’immigrazione di mano d’opera dal Burundi tramite agenzie di reclutamento ufficiali e controllate dal Governo saudita. Il Generale Marool ha fatto intendere che vi sarebbero altri illeciti legati ai flussi migratori dal Burundi. L’agenzia stampa saudita ‘Saudi Press Agency parla di cittadini burundesi entrati nel Paese con visti turistici e assunti in nero da privati cittadini o ditte saudite. Questi cittadini (dal numero e sesso imprecisato) sarebbero in stato di clandestinità, e i loro datori di lavori in violazione delle leggi migratorie in vigore. Nel comunicato stampa n. Gov.Sa/1513798, il Ministro degli Interni avverte i cittadini sauditi che si recano in Burundi coinvolti nel reclutamento di mano d’opera, chiedendo loro di rispettare tutte le misure legali previste dalle leggi migratorie. I comunicati del Governo saudita sono stati ripresi da quotidiani arabi di altri Paesi dell’area, tra i quali ‘News of Bahrain e ‘Arab News.

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