giovedì, Luglio 2

Burundi: Pierre Nkurunziza, le ragioni (vere) della morte di un dittatore La verità sulle ultime ore della Guida Suprema ed Eterna del Patriottismo, prima ‘Signore della Guerra’ poi Prete Re e infine vittima di se stesso prima che del Covid-19, quella che doveva essere la ‘bufala dei bianchi’

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«Il Governo della Repubblica del Burundi annuncia con grandissima tristezza l’inaspettata morte di Sua Eccellenza Pierre Nkurunziza, Presidente della Repubblica del Burundi, avvenuta all’Ospedale Cinquantenaire di Karusi a seguito di un arresto cardiaco dell’8 giugno 2020», annuncia (documento ufficiale governativo: pag. 1, pag. 2) il Governo burundese su Twitter, decretando 7 giorni di lutto nazionale per commemorare la Guida Suprema ed Eterna del Patriottismo.

Come è stato per le recenti elezioni, la versione ufficiale data dal regime nasconde e mistifica la verità. Non si tratta di una morte improvvisa, ma di un dramma preannunciato. Il Presidente è morto per complicazioni a causa del contagio da coronavirus Covid19, la pandemia che ironicamente un mese fa Nkurunziza aveva definito una ‘bufala dei bianchi’.
Questo
è quanto sostengono fonti sanitarie e della sicurezza del Burundi, che ci hanno fornito una spiegazione dettagliata delle ultime ore di vita del Signore della Guerra HutuPower (che meglio di tutti ha incarnato il Male Burundese), responsabile di decine di migliaia di morti fin da quando prese le armi contro il Governo del Presidente Pierre Buoyoya, nel 1993, inaugurando una tra le più tragiche e sanguinarie guerre civili dell’Africa.

I crimini contro l’umanità commessi durante il 1993 2000 gli avvalsero la sentenza di morte emessa dal tribunale di Bujumbura. Sentenza da lui annullata nel 2009 (dopo tre anni dall’ascesa alla Presidenza).
Qualcuno, come la Comunità Sant’Egidio (artefice degli accordi di pace di Arusha 2000), aveva sperato che
acquisendo la Presidenza Nkurunziza dimenticasse il suo passato di sangue, per diventare un buon politico a favore della democrazia e della pace. Per questa ragione Sant’Egidio, Nelson Mandela e gli Stati Uniti avevano favorito la sua conquista pacifica del potere nel 2005, non dettata da una vittoria militare, ma da un compromesso imposto dalla comunità internazionale.

Tutti sbagliavano, e di grosso. I suoi tre mandati presidenziali (2005 – 2020) sono stati caratterizzati da violenze inaudite, persecuzioni etniche contro la minoranza tutsi, furto organizzato delle ricchezze nazionali che ha distrutto l’economia del Paese, migliaia di omicidi politici, tra questi ricordiamo il triplice assassinio della tre suore italiane (Lucia Pulici, Olga Raschietti e Bernadetta Boggian), avvenuto nel settembre 2014.
Per imporre il terzo mandato presidenziale, nel 2015, Nkurunziza
organizza una vera e propria orgia di violenza e sangue che costringerà la Corte Penale Internazionale ad aprire una inchiesta sui crimini contro l’umanità commessi.

Sognando il potere eterno, Nkurunziza, nel 2018, accarezzerà il sogno di proclamarsi Prete Re, abolendo la Repubblica per proclamare il primo regno Hutu in Burundi. Poi, su suggerimento dei consiglieri cinesi, abbandonerà i sogni monarchici e riscriverà la Costituzione per proclamarsi Guida Suprema ed Eterna del Patriottismo, con poteri di veto rispetto alle decisioni prese dall’Assemblea Nazionale e dal Presidente. Un escamotage suggerito da Pechino per ingannare iwasungu’ (occidentali), facendo credere di rinunciare alla Presidenza, passando il bastone del comando al ‘moderato’ generale Evariste Ndayishimiye (alias Neva), e acquisendo maggiori poteri.

L’incoronazione a Guida Suprema ed Eterna doveva avvenire il prossimo 20 agosto, contestualmente alla nomina a Presidente del generale Neva (ottenuta grazie a dei risultati elettorali falsi inventati dallo stesso candidato del regime). Pierre Nkurunziza non è riuscito a realizzare il sogno della sua vita, lasciando molti orfani tra cui famosi imprenditori italiani in Burundi.

Il regime burundese ha affermato che Pierre Nkurunziza è morto per un arresto cardiaco e non per complicazioni sorti dal contagio da Covid19. Lo trovo esilarante. Tutti noi moriamo di un arresto cardiaco, indipendentemente dalla vera causa del decesso. In realtà il Presidente presentava tutti i sintomi da infezione coronavirus fin dal 18 maggio scorso. Molto probabilmente è stato contagiato da sua moglie, Denise Nkurunziza, evacuata in tutta urgenza e in fin di vita presso l’ospedale privato Aga Kahn a Nairobi, Kenya” ci spiega un medico che ha avuto un ruolo importante nelle ultime ore della Guida Suprema ed Eterna. “Il Presidente Nkurunziza è deceduto per complicazioni causate da Covid19 per due ragioni: il suo rifiuto di riconoscere la possibilità di essere stato contagiato e di sottoporsi a test clinici. Il suo precario stato di salute precedente al contagio. Nkurunziza soffriva da anni di una forma acuta di diabete”, prosegue il medico.

Veniamo alle ultime ore di Nkurunziza, ricostruite secondo i racconti di testimoni vicino all’entourage del potere. Come non notare che tutte queste fughe di notizie dall’interno sono palese sintomo di un senso di insicurezza e paura nonostante la ‘vittoria’ elettorale rubata al popolo?

Sabato 6 giugno eravamo di turno per la protezione di Pierre Nkuruniziza che stava giocando una partita di calcio presso lo stadio di Ngozi. Improvvisamente, in piena partita, si è accasciato al suolo. Siamo accorsi subito, organizzando l’evacuazione presso l’unico ospedale attrezzato e moderno del Paese: l’Ospedale del Cinquantenario di Karusi”, racconta una ‘garde approchèe’ tutelata dall’anonimato.

Giunto in ospedale, il Leader Supremo era in stato di coma da cui non si sarebbe più ripreso. Fedeli al classico disprezzo che il regime nutre verso la popolazione, sono stati fatti evacuare tutti i pazienti dal reparto dove è stato ricoverato Nkurunziza al fine di garantire la sua sicurezza personale.

Nonostante i disperati tentativi dell’equipe medica, Pierre Nkurunziza è morto alle ore 16:00 di lunedì 08 giugno.

Il regime ha deciso di tenere segreta la notizia il più possibile. Allo scopo, una guardia presidenziale presente all’evacuazione medica dalla partita di calcio ad Ngozi è stata uccisa dai suoi camerati. Non si fidavano in quanto era un tutsi. Ironia della sorte le fughe di notizia provengono da altre guardie presidenziali, tutte hutu.

Quattro generali dello Stato Maggiore (escludendo il generale Neva) hanno deciso di impedire ogni conferma ufficiale fino a quando non fosse valutato l’impatto sociopolitico dell’annuncio della morte del dittatore. La fist lady, Denise Nkurunziza, è stata informata del decesso del consorte a Nairobi dove si trova in convalescenza. “Le cause del decesso sono imputabili ad una vasculopatia cerebrale (infarto acuto del miocardio) dovuta dal presistente stato diabetico, aggravato dal contagio da Covid19”, rivela il medico contattato.

Causa le troppe fughe di notizie dall’interno (che noi avevamo raccolto e, pur con cautela, diffuso per primi in Europa), il regime è stato costretto, ieri, ad ufficializzare prematuramente la morte del leader.

La confusione e l’ansia regnano in Burundi, sia a Bujumbura che all’interno del Paese. Secondo nostre fonti, una alternativa ipotesi delle cause del decesso si sta insinuando. Nkurunziza sarebbe stato ricoverato in condizioni critiche da Covid19 e qualcuno ne ha colto l’occasione per regolare i conti, ordinando di avvelenarlo.

Lunedì pomeriggio (poche ore prima del decesso), un elicottero è atterrato nei terreni dell’ospedale del Cinquantenaire di Karuzi. Qualcuno di molto importante all’interno di quel elicottero avrebbe visitato il Capo dello Stato, la cui situazione sanitaria si stava deteriorando sempre di più, ordinando la soluzione finale, mentre un ristretto gruppo di generali dello Stato Maggiore dell’Esercito si sarebbe riunito allestendo una cellula di gestione della crisi (che escluderebbe per il momento il futuro Presidente, generale Neva).

Mentre le notizie della morte del dittatore erano ormai incontenibili, l’Ambasciatore Willy Nyamitwe, consigliere per le comunicazioni del Presidente, su Twitter negava, bollando tali notizie come «fake news diffuse da sconsiderati detrattori della patria». Fin da subito dopo il voto l’Ambasciatore Nyamitwe è particolarmente ansioso per una ‘stabilizzazione’ politica. Rumors a Bujumbura individuano in lui il mediatore, e forse il socio in affari burundese, nel progetto per la realizzazione di un grande Centro Congressi nel Paese. Un investimento molto sospetto dal valore di 33 milioni di dollari.
Il regime sta disperatamente tentando di contenere la gioia popolare. In tutti le parti del Paese le masse stanno brindando alla morte del dittatore. A Bujumbura la Polizia ha iniziato ad arrestare decine e decine di cittadini sorpresi festeggiare la lieta e fausta notizia’.

Con la morte del timido professore di ginnastica divenuto Signore della Guerra, ‘Terrore dei Tutsi’ durante gli anni della guerra civile, dittatore hutupower per 15 anni e prossimo a diventare l’Eterna Guida del Paese, si apre una fase estremamente pericolosa per la stabilità del Paese, già compromessa dalla vittoria rubata dal generale Neva.

Essendo il CNDD-FDD, il partito al governo, non altro che un comitato per affari, sorretto da varie lobby di interessi, ora ogni fazione potrebbe reclamare il potere. La vittoria del generale Neva, dichiarata ufficialmente dalla Corte Costituzionale, vale meno del due di picche, in quanto tutti i generali e gerarchi sanno come è stata ottenuta e possono rivendicare identico diritto di guidare il Paese. A questo si aggiungono i terroristi ruandesi FDLR che, da mercenari chiamati a sorreggere Nkurunziza nel 2015, ora detengono un ruolo di primo piano in Burundi.

Nelle drammatiche e convulse vicende di questo piccolo Paese africano compaiono sempre certi nomi di concittadini italiani che giocano ruoli di vittime (come nel caso delle tre suore), di soci in affari con il mandolino alla mano, o di strani filantropi. L’ospedale del Cinquantenario a Karuzi, dove è morto il dittatore, è gestito da… Totò Cuffaro, ex Governatore della Sicilia, condannato a 5 anni di prigione per Mafia, filantropo cliente dell’albergo del imprenditore italiano Alfredo Frojo carissimo amico del defunto Nkurunziza.

Il 14 aprile 2019, Nkurunziza aveva annunciato alla popolazione di aver concluso una alleanza con Dio che avrebbe protetto lui e tutti burundesi dalla pandemia mondiale da Covid19. A meno di due mesi di distanza, Nkurunziza diventa la vittima piùillustredi questa pandemia. “Nkurunziza. il blasfemo, non ha mai compreso il significato del Secondo Comandamento”, afferma un pastore protestante di Bujumbura. “E’ scritto: non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano”.
I sogni di gloria del Prete Re che parlava direttamente con Dio
sono finiti lunedì 8 giugno 2020 alle 16:00 ore locali.

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