lunedì, Gennaio 27

Burundi: obiettivo Gitega Un comunicato dello Stato Maggiore dell’Esercito Repubblicano che è un vero e proprio ultimatum rivolto al dittatore Pierre Nkurunziza: «Vattane o subirai le estreme conseguenze». L’avventura militare del RED Tabara e FOREBU ha oltrepassato il punto di non ritorno

0

In Burundi, dopo anni di inerzia, che hanno permesso ad un regime debole e diviso di rimanere al potere massacrando migliaia di propri cittadini, anche grazie alla complicità politica di Russia e Cina, gli avvenimenti, dal 22 ottobre scorsosi stanno susseguendo rapidiLe unità, ben armate e motivate, dell’Esercito Repubblicano del Burundi (ERB), composto dai guerriglieri di RED Tabara e FOREBUsono ora di fatto padroni del terreno, non solo nella foresta della Kibira e nelle province di Bubanza de Kayanza.

Seguendo la tattica utilizzata dai Presidenti Felix Tshisekedi e Paul Kagame, anche i vertici militari della ribellione stanno conducendo una guerra non convenzionale e non dichiarata. Non stanno tentando di conquistare le città del Paese. Puntano sul controllo delle principali arterie stradali. Due unici obiettivi Bujumbura -la vecchia capitale- e Gitega la nuova capitale del Burundi nata dal folle disegno del Regno Hutu del Signore della Guerra Pierre Nkurunziza.

Il regime, diviso e debole, tenta di ignorare la realtà militare sul terreno e nega la guerra civile in atto. Il partito di Governo, il CNDD-FDD (Conseil National Pour la Défense de la Démocratie–Forces pour la Défense de la Démocratie) continua apparentemente a rispondere alla volontà del Presidente illegittimo e dittatorePierre Nkurunziza, preoccupato di mantenere il potere oltre il maggio 2020data delle elezioni farsaper le quali i risultati sono già stati decisi, prima ancora che la popolazione sia costretta recarsi a votare dalle milizie genocidarie Imbonerakure, come avvenne nel referendum del maggio 2018.

La scorsa settimana i vertici del CNDD-FDD sono riusciti a bloccare la candidatura alla Presidenza della first lady, Denise Nkurunziza, nota invasata religiosa e fanatica HutuPower, degna della Vedova Nera ruandese, Aghate Habyarimana.
Una vittoria di Pirro, visto che 
gli stessi quadri di partito sono stati costretti ad accettare la candidatura del marito, il ‘Prete Re’, luiPierre Nkurunziza. La sua nomina a candidato CNDD-FDD alle elezioni presidenziali non è ancora stata resa ufficiale. Si devono studiare le strategie necessarie per far ingoiare il rospo alla Comunità Internazionale. Nel giugno 2018 Nkurunziza aveva promesso di non presentarsi per il quarto mandato. Ora ha cambiato idea, come era prevedibile.
L’
annuncio ufficiale non sarà pubblicato prima di comprendere come reagiranno Stati UnitiUnione AfricanaONU e Unione Europea. Consenso scontato di Pechino e Mosca.

La domanda da porsi non è se Nkurunziza sarà ufficialmente dichiarato candidato del CNDD-FDD, ma se il Burundi arriverà all’appuntamento elettorale del maggio 2020.
Dopo il comitato politico della ribellione, anche 
lo Stato Maggiore della ribellione chiarisce a lettere cubitali che in maggio non ci saranno elezioniIl regime cadrà molto prima, secondo quanto da loro affermato.
Da ieri, 5 dicembre, circola in rete e in Burundi un 
comunicato dello Stato Maggiore dell’Esercito Repubblicano che, a differenza di quello diramato il 02 dicembre dal Conseil National pour le Rétablissement de l’Accord d’Arusha pour la paix et la réconciliation au Burundi (C.N.R.), è un vero e proprio ultimatum rivolto spavaldamente al dittatore«Vattane o subirai le estreme conseguenze». Una sicurezza ostentata dalla ribellione che dietro le spalle ha alleati potentiCongoRwandaAngolaStati UnitiBelgio, Gran Bretagna.

«A distanza di tre settimane dall’attacco di Mabayi, si stanno delineando gli obiettivi maggiori della nostra spedizione punitiva. Abbiamo un doppio obiettivo. Inviare un messaggio chiaro al Governo di Gitega e domandare agli ultimi suoi sostenitori di scegliere tra il cammino della Rivoluzione o la rovina». Queste le dure parole di apertura del comunicato (qui riprodotto nella sua versione integrale in lingua francese).

Un comunicato che non lascia spazio a interpretazioni in quanto lancia messaggi chiari. Tutte i soldati e poliziotti lealisti, le milizie Imbonerakure, i terroristi ruandesi FDLRsaranno semplicemente… sterminati.
Un comunicato che parla direttamente al professore di ginnastica che per 25 anni ha seminato morte e distruzione (1993
2004 durante la guerra civile, 20052019 durante i suoi sanguinari tre mandati presidenziali).

«Questo messaggio, forte e chiaro, giunge alle orecchie di quelli che si stanno arroccando al potere a Gitega. Essi in privato riconoscono l’esistenza della Rivoluzione popolare sostenuta anche all’interno dell’esercito. Chiunque, anche le rappresentanze diplomatiche straniere e tutti gli attori della pace di Arusha del 2000, hanno compreso l’inevitabile realtà di una rivoluzione credibile, affidabile e rassicurante, in quanto non etnica ma inclusiva e tecnicamente superiore alle forze nemiche».

Lo Stato Maggiore del ERB si spinge ad affermare che molti quadri dello stesso CNDD-FDD stanno abbandonando il ‘Signore della Guerra’, Nkurunziza, riconoscendo l’autorità del vero ed unico Esercito Repubblicano. «La popolazione sta massivamente sollecitando l’assalto finale al regime illegale e illegittimo di Pierre Nkurunziza, assicurando la sua partecipazione attiva».

Il comunicato spiega senza parafrasare il modus operandis dei liberatori del Burundi«Colpire duro senza fare troppo rumore. Una ricetta particolare e inedita nel contesto politico nazionale che trova consensi tra la comunità nazionale e internazionale».

Lo Stato Maggiore ERB mette in guardia tutti gli opportunisti dell’ultima ora che nel web tentano di rivendicare i successi dei fanti della Rivoluzione impegnati nella feroce guerra per liberare il loro Paese. Un messaggio diretto al CNR in esilio in Uganda. Il comunicato del 02 dicembre non era stato autorizzato. Alexis Sinduhije, capo dei RED Tabara, e l’ex Presidente Pierre Buyoyanon appoggiano il CNR, che è una fazione politica d’opposizione rispettabile, ma non di certo la rappresentanza politica del ERB. Il Comunicato del 02 dicembre è stato redatto per rivendicare la guida della rivoluzione nella speranza di ottenere alti posti nel futuro governo di transizione. «Lanciano proclami di guerra totale dietro alla tastiera dei loro computer, e si pongono alla testa di una rivoluzione virtuale senza riuscire a convincere nessuno della loro presunta influenza sulle forze di liberazione».
Lo Stato Maggiore pur chiarendo il reale peso politico del CNR in esilio a Kampala, ha tollerato l’iniziativa politica in quanto utile per aumentare la demoralizzazione e la paura tra i ranghi delle forze HutuPower.
Cerca anche di scagionare il R
wanda, negando il suo appoggio alla ribellione. Un atto dovuto, per proteggere un importante e strategico padrino: Paul Kagame detto lo Smilzo.

Il regime di Nkurunziza è prossimo alla disfatta, secondo lo Stato Maggiore ERB. «La rivoluzione deve trionfare affinchè il Burundi ritrovi la sua identità, la sua dignità e diventi un Paese stabile, prospero e frequentabile, inserito a pieno diritto nel mondo democratico e repubblicano».

Con questo comunicato la ribellione si gioca la sua credibilità. Se l’offensiva finale non verrà lanciata o verrà fermata dalle forze HutuPower, le conseguenze saranno ben peggiori del fallito colpo di Stato del maggio 2019. Il regime è intenzionato a resistere. Pur non dichiarando la guerra civile in atto, sta tentando di contenere le forze ribelli, ben armate e sostenute da dei ‘Poid Lourdes’ di potenze regionali in grado di annientare il Burundi in poche settimane.
A Cibitoke, vicino alla frontiere del R
wanda, il regime sta tentando di forzare la popolazione a unirsi alle Imbonerakure o formare milizie di auto difesa per impedire l’invasione dei tutsi ruandesi, forse già presenti in Burundi da settimane. A Muyinga e Rumonge sono iniziati i progrom contro gli hutu moderati del partito di Agathon Rwasa, mentre a Bubanza si tenta di imporre un coprifuoco per contenere i movimenti della ribellione.

L’avventura militare del RED Tabara e FOREBU ha oltrepassato il punto di non ritornoDinnanzi all’Esercito Repubblicano del Burundi esiste solo vittoria o disfatta totale. Impossibile prevedere gli scenari di questa guerra non convenzionale ma dura e senza esclusione di colpi, su cui pende la spada di Damocle di un genocidio difficile da realizzare, ma fortemente desiderato dalle forze HutuPower.
Gli avvenimenti delle prossime settimane sono destinati a sconvolgere non solo il Burundi, ma gli attuali assetti politici ed economici della Regione dei Grandi Laghi.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore