venerdì, Dicembre 13

Burundi: Nkurunziza prete re in vista del referendum Il dittatore ‘pastore’ della Chiesa di Rocher da lui stesso fondata nel Paese per trasformare la Repubblica in un Regno Hutu, intanto i cittadini saranno accompagnati ‘uno ad uno’ ai seggi per il referendum del 17 maggioranza

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La Chiesa di Rocher, sorta dal nulla in Burundi, otto anni fa, ora è diffusa in tutto il Paese e conta oltre cinquanta chiese e due Santuari -quello di Bujumbura dove il Pastore Denise professa la fede, e quello di Buye, nel comune di Mwumba, provincia di Ngozi, roccaforte degli estremisti HutuPower all’interno del partito al potere, il CNDD-FDD.
La Chiesa di Rocher è apparsa per la prima volta nel Paese nel 1998, ed è stata riconosciuta come Chiesa il 9 dicembre 2002. Ma è solo nel 2010 che riceve le attenzioni della coppia presidenziale. Dal 2016 questa setta è strettamente collegata alla figure di Pierre e Denise Nkurunziza, ricevendo importanti finanziamenti con l’obiettivo di diventare religione di Stato in un Paese al 70% di fede cattolica.

Tutti i membri del partito al potere, denominati ‘Bagumyabanga’ (coloro che pensano) e tutti le Imbonerakure (coloro che vedono lontani) devono aderire alla Chiesa di Rocher e adorare Pierre e Denise Nkurunziza, Ambasciatori di Dio in Burundi. Dal 21 gennaio 2018 il CNDD-FDD ha istituito una giornata di preghiere che si deve tenere su tutto il territorio nazionale ogni giovedì della settimana per consacrare Nostro Signore e pregare per i suoi emissari in terra, Pierre e Denise. La data di inaugurazione dei giovedì di preghiera non è casuale, corrisponde al giorno in cui Dio ha scelto Pierre Nkurunziza e il suo partito, CNDD-FDD come emissari della giustizia divina in terra: il 21 gennaio 2002. 

Questo delirio religioso potrebbe far sorridere se non rientrasse nel piano di dittatura assoluta del regime. «Il Presidente e il CNDD-FDD hanno scelto di giocare la carta religiosa attraverso la Chiesa di Rocher per sedurre e soggiogare la popolazione a gran maggioranza cattolica. La coppia presidenziale, attraverso la Chiesa di Rocher, propaga un discorso politico religioso sfruttando il carisma evangelico e le tradizioni religiose burundesi quali Imana e Mwami», spiega Chirstian Thibon, direttore del Istituto Francese di Ricerche sull’Africa (IFRA) dal 2010 al 2014. Nella credenza tradizionale delle popolazioni del Rwanda e del Burundi, il Imana è l’Essere Supremo. Il Imana si manifesta sotto varie forme: montone bianco, un uccello bianco e sulla terra ha dimora presso boschetti sacri detti gitabo. Il Mwami è l’antico nome che il Rwanda e il Burundi pre-coloniali davano ai loro re. Mwami è anche il titolo dato ai monarchi delle etnie congolesi Banande e Bashi, della etnia Luhya in Kenya e di alcune etnie bantu un Zambia e Zimbabwe. Spesso il Mwami affermava di essere stato scelto direttamente a Imana e di essere il suo ambasciatore sulla terra.

«La Chiesa di Rocher si appresta a divenire la religione di Stato in Burundi in quanto funzionale al regime. Contestare Pierre Nkurunziza significa contestare Dio. Ogni contestazione è quindi paragonata al sacrilegio e duramente condannata. La figura di Nkurunziza di Prete Re per volontà divina giustifica qualsiasi repressione in corso contro l’opposizione. Le violazioni dei diritti umani e civili e i crimini contro l’umanità assumono un carattere di punizione divina in quanto benedetti dal Signore. Le esecuzioni extra giudiziarie, gli arresti arbitrari, persino i massacri etnici non sono altro che l’espressione della collera divina contro gli adoratori di Satana che tentano di mettere in dubbio l’Ambasciatore del Signore in Burundi: Pierre Nkurunziza», spiega Anchaire Nikoyagize, membro della Lega Burundese dei Diritti Umani ITEKA, rifugiato in Uganda.

Nkurunziza e la Chiesa di Rocher hanno abbinato il voto per la riforma costituzionale alla volontà divina, arrivando ad affermare che qualsiasi cittadino burundese contrario al referendum è un adoratore di Satana che deve essere soppresso, in quanto non riconosce il Presidente come un prescelto da Dio. I
l piano politico che si cela dietro a questa setta, la Chiesa di Rocher, è stato ampiamente denunciato dalla Chiesa Cattolica attraverso la Croix Africa, autorevole sito francofono di attualità cattolica nel continente africano. La redazione è costituita da giornalisti cattolici francesi e africani che collaborano con la rRdazione del giornale parigino cattolico ‘La Croix’ che si assume la responsabilità editoriale.
Anche Padre Claudio Marano, ex direttore del Centro Giovanile di Kamenge e superiore delle tre suore brutalmente assassinate dal regime di Nkurunziza nel settembre 2014 –Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernadetta Boggian- mette in guardia sulla pericolosità di questa setta che si appresta a divenire religione di Stato, denunciando apertamente le manovre del regime per la vittoria referendaria e delle elezioni del 2020. Padre Marano denuncia che si negano le cure negli ospedali  a chi non paga la tassa per finanziare questi due appuntamenti elettorali. Una imposta fissata dal Ministero delle Finanze a 5.000 franchi, equivalenti a 2 dollari e 80 centesimi per le fasce di lavoratori che ricevono uno stipendio compreso tra i 50mila e i 500mila franchi. Chiunque guadagni oltre un milioni di franchi (circa 560 dollari) è tenuto a versare lo stipendio di un mese. Ogni somma di denaro che entra nel Paese (anche per motivi umanitari) subisce un prelievo forzato di un terzo per finanziare referendum ed elezioni del 2020.
Padre Claudio Marano  nell’aprile del 2015 è stato vittima di un blackmail orchestrato dai servizi segreti burundesi e diffuso da alcuni quotidiani occidentali (anche italiani). Il blackmail individuava Padre Marano come uno dei mandanti dell’omicidio affermando che aveva presenziato alla riunione preparatoria al massacro delle tre suore italiane. Accusa del tutto falsa. Dopo questo infame tentativo di depistaggio Padre Marano fu costretto a lasciare il Burundi per evidenti ragioni di sicurezza personale.

Pierre Nkurunziza sta sapientemente utilizzando l’arma della Chiesa di Rocher per rafforzare la dittatura instaurata nel giugno-luglio 2015. In ogni raduno politico, sportivo e culturale il dittatore non esita a pronunciare preghiere pubbliche sotto l’insegna della Chiesa di Rocher. In nome di questa setta religiosa Nkurunziza ha promosso una campagna di moralizzazione della società basata su educazione civile e psico-sociale per disintossicare la società burundese vittima del verbo di Satana e dei suoi alleati, le ex potenze coloniali occidentali, gli Hima (tutsi), l’opposizione e la società civile burundese e il Ruanda. Tra le azioni più controverse : l’obbligo per le coppie di fatto di sposarsi con rito religioso. In caso contrario i coniugi illegali davanti a Dio verranno arrestati e condannati a 5 anni di reclusione. All’inizio di aprile il dittatore ha dichiarato i bambini orfani causa guerre o epidemia di HIV/AIDS ‘figli del Maligno’, quindi soggetti a recupero sociale e religioso forzato.

Giovedì 19 aprile  Nkurunziza ha compiuto un rimpasto di Governo senza dare alcuna motivazione.  Sono stati sostituiti tutti i Ministri dei Ministeri dell’Interno, Formazione Patriottica, Difesa Nazionale, Giustizia, Esteri, Affari Sociali, Decentralizzazione e Riforme Istituzionali, Funzione Pubblica, Educazione, Sanità, Energia e Miniere, Commercio e Industria, Gioventù, Agricoltura e Protezione Ambientale. Secondo alcune fonti locali questo rimpasto di Governo sarebbe stato attuato per ricucire lo strappo con la milizia paramilitare Imbonerakure e con il  Generale Alain Guillaume Bunyoni, numero due del regime antagonista a Nkurunziza, alleato ai terroristi ruandesi delle FDLR. La scorsa settimana Nkurunziza aveva promesso gravi provvedimenti contro questa milizia paramilitare che aveva iniziato, all’interno del Paese, massacri etnicamente orientati contro la minoranza tutsi.

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