venerdì, Giugno 5

Burundi: ‘Negare l’esistenza di contagio da COVID-19’ Il regime minaccia i media che affermano il contrario. Ma già 726 persone sono state messe in quarantena ‘non ufficiale’. Lotta per il potere tra Nkurunziza e una parte del suo partito

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Dopo le dichiarazioni shock sul presunto patto con Dio che proteggerebbe il Burundi dalla pandemia mondiale da coronavirus COVID19, pronunciante dal portavoce della Presidenza, Jeanc-Claude Karerwa Ndenzako, in un intervista radiofonica rilasciata alla ‘BBC’ in Kirundi, il regime del dittatore Pierre Nkurunziza ha tentato in questi ultimi due giorni di confondere le acque attraverso negazioni, fakenews, notizie parziali e ambigue sui reali provvedimenti presi per contenere il contagio da coronavirus.

Nostre fonti da Bujumbura informano che il Governo sta diffondendo fakenews per far credere alla popolazione che si stanno prendendo serie misure per contenere il rischio di pandemia, come quelle adottate in vari Paesi africani: chiusura delle scuole, riduzione del traffico urbano, chiusura delle frontiere, addirittura la chiusura delle banche. Incuriositi da queste notizie i media internazionali hanno verificato la loro veridicità che è risultata nulla. Le frontiere sono tutt’ora aperte. Presso l’aeroporto internazionale di Bujumbura continuano arrivare e partire gli arei cargo. Si sta addirittura organizzando, in varie località del Paese, la campagna elettorale del partito al potere, il CNDD-FDD. Il Governo si limita a diffondere qualche blanda informazione di misure igieniche preventive, niente di più.

Secondo osservatori regionali, la decisione di mantenere aperto l’aeroporto internazionale di Bujumbura ai voli cargo sarebbe motivata dalla necessità del regime di esportare l’oro trafficato illegalmente dal Congo e permettere agli imprenditori russi continuare le attività di esportazione dei minerali preziosi, che generano valuta pregiata necessaria al regime per mantenersi al potere, comprare armi e pagare i mercenari ruandesi del gruppo terroristico delle FDLR.

Queste aziende privilegiate e esentate dai controlli sanitari antiCOVID19 sono Tanganyka Lisma Lighting Innovation: TALLINO che possiede minere di oro a Cibitoke, sospettata di riciclaggio di oro dal Congo, e Norilsk Nickel. Queste due aziende non hanno fermato le attività di estrazione, e non hanno previsto nessuna misura di protezione dal contagio per i lavoratori burundesi, rischiando così di contribuire alla diffusione del virus nel Paese. Altre due aziende non hanno cessato le attività e continuano ad esportare minerali grazie al provvedimento ad hoc del Governo che non bloccal’aeroporto per i voli cargo, si tratta della canadese Flemish Investmens Burundi, che opera attraverso la società African Mining LTD nel settore oro e coltan presso le miniere di Muhwazi, e l’americana TechMet, che opera attraverso la società Raimbow Rare Earths nel settore terre rare presso le miniere di Gakara, Bujumbura Rural.  

La decisione di affidarsi alla provvidenza divina e di non attuare serie misure di contenimento trovano la loro origine nella feroce guerra intestina al CNDD-FDD per il controllo del Burundi. Secondo informazioni riservate, la decisione presa sulle blande misure anti–contagio sarebbe una manovra del generale Evariste Ndayishimiye per impedire a Pierre Nkurunziza di sfruttare il rischio di epidemia, annullare le elezioni e rimanere Presidente.

In effetti Nkurunziza, pur costretto ufficialmente a rinunciare al quarto mandato, a causa delle pressioni internazionali e dall’interno dell’Esercito e del CNDD-FDD, starebbe esplorando tutte le possibilità per rimanere al potere, evitando di passare il comando al generale Evariste Ndayishimiye. Quest’ultimo, candidato ufficiale alle elezioni di maggio, ha diramato un ordine semplice quanto aberrante: «Negare l’esistenza di casi di contagio per poter fare le elezioni a maggio e permettere al CNDD-FDD di mantenere il potere attraverso il mio mandato presidenziale».

Nel contesto di questa lotta di potere si inserisce anche il giallo del messaggio fatto circolare presso i social media che informava della decisione del governo di Gitega di ordinare un confinamento totale della popolazione a partire da lunedì 23 marzo. Il messaggio avvertiva di una imminente catastrofe sanitaria. Il messaggio è stato immediatamente smentito dal Governo, affermando che era opera di un piano eversivo di diffusione di fakenews orchestrato da forze politiche irresponsabili. Al contrario, secondo informazioni riservate, il messaggio sarebbe arrivato dalla Presidenza e sarebbe stato un tentativo di Nkurunziza di attuare il suo piano: dichiarare lo stato di emergenza causa Coronavirus, rinviare le elezioni e rimanere al potere come Presidente a scapito del generale Ndayishimiye.

Non possiamo affermare con assoluta certezza la veridicità di queste informazioni. Possiamo solo notare che il Governo burundese, nei suoi continui messaggi ufficiali, è più preoccupato di assicurare che le elezioni presidenziali si terranno regolarmente in maggio piuttosto che di combattere la minaccia del COVID19.
Un indizio che potrebbe convalidare l’ipotesi di un colpo di mano di Nkurunziza sarebbero le decine di alti dignitari del partito che si sono precipitati in tutto il Paese a fare considerevoli scorte di cibo presso i supermercati subito dopo aver letto il misterioso messaggio sul confinamento. Secondo le nostre fonti, il
generale Ndayishimiye sarebbe riuscito a bloccare l’ordine di confinamento totale e a mantenere la posizione di totale negazione che nel Burundi vi sia anche un solo caso di contagio da COVID19.

«Se il virus è presente in tutti i Paesi della Regione dei Grandi Laghi è difficile credere che nessuna persona in Burundi non sia stata contaminata», fa notare Libérat Ntibashirakandi, docente all’Università di Bruxelles.
Il presunto tentativo di imporre il confinamento totale volto ad annullare le elezioni e le preoccupazioni nazionali e internazionali
circa la volontà del regime di Gitega di rinunciare a proteggere la popolazione dalla minaccia del COVID19, ha spinto, giovedì 26 maggio, il portavoce del Governo Prosper Ntahorwamiye a pubblicare un comunicato stampa, rilanciato dall’agenzia stampa cinese ‘Xinhua’, dove si smentiscono tutti i rumors e si rassicura i cittadini che il Governo ha preso tutte le misure adeguate per prevenire il contagio di massa. «Alcune scuole come L’Ecole Francaise e l’Ecole Belge hanno sospeso le lezioni» informa il portavoce governativo, tralasciando di specificare che si tratta di scuole private finanziate da Francia e Belgio. Nessuna scuola pubblica burundese ha sospeso le lezioni ad oggi. Una cinica decisione del Governo per creare un clima di falsa normalità.

Ntibashirakandi minaccia i media e i cittadini affermando che il Governo ha il diritto di adottare adeguate misure contro chiunque tenti di diffondere notizie allarmanti e false. Solo le notizie diramate dal Governo devono essere prese in considerazione. Il CNDD-FDD avrebbe tentato di interrompere o di far sospendere alcuni account Twitter di giornalisti burundesi e stranieri accusati di diffondere notizie fase e destabilizzanti per il Burundi. Notizia non ancora confermataufficialmente da Twitter.

Il Ministro della Sanità Pubblica e della Lotta contro il SIDA, Thaddée Ndikumana ha emesso un comunicato stampa dove si riafferma che nessun caso di contagio da COVID19 è stato registrato nel Paese, e dove si rassicura la popolazione che l’Istituto Nazionale della Sanità Pubblica dispone di dispositivi, attrezzature di laboratorio e competenze necessarie per la diagnostica di eventuali casi di contagio. Questo comunicato stampa è stato fatto in risposta ad un articolo comparso su sito internet diRadio France’ il 23 marzo dove si evidenziavano le lacune e difficoltà del sistema sanitario burundese a far fonte alla pandemia mondiale.

La lucida follia del regime a voler negare il pericolo di contagio e a non attuare serie misure di contenimento solo per indire le elezioni presidenziali il prossimo maggio, viene smentita dai 726 cittadini messi in quarantenanon ufficialecon il supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Trattasi sia di rifugiati provenienti da Tanzania, Congo e Uganda che di persone che vivono nel Paese che vengono messe in quarantena per sospetto contagio da sabato scorso.
Le due zone ad alto rischio sono Rutana, sud est del paese (230 quarantene preventive) e Rumonge, sud ovest (146 quarantene preventive). A Muyinga e Bujumbura 186 persone sono in quarantena. Ngozi 55. Cibitoke 52. Kayanza 42. Kirundo 15.

Mercoledì 25 marzo la diaspora burundese rappresentata dalla Alliance des Burundais du Canada ha inviato una lettera ufficiale alla Conferenza dei Vescovi cattolici del Burundi domandando di prendere posizione per incoraggiare le misure di prevenzione dalcontagio di CODID19 anche se il governo non ha ancora deciso di attuarle. «Coscienti del ruolo che gioca la Chiesa Cattolica nella educazione e sensibilizzazione della popolazione per il suo benessere, vi domandiamo di lanciare una campagna di sensibilizzazione e prevenzione contro questa pandemia e di prendere le necessarie misure per la sospensione delle messe domenicali. Questa coraggiosa decisione servirà senza dubbio da esempio e modello alla popolazione burundese aiutandola a prendere coscienza della gravità del pericolo» , recita la missiva.
Il Governo ha chiarito che potrebbero essere prese severe misure penali contro chiunque tenterà di promuovere o incoraggiare misure di prevenzione COVID19 che non siano state decise dal Ministero della Sanità. Inoltre, ha inserito un trojan che scatta quando si apre il link della pagina ufficiale Alliance des Burundais du Canada.

«Il Governo ringrazia Dio Il Tutto Potente che sta proteggendo il Burundi, impedendo che nemmeno un caso di contagio sia costatato sul territorio nazionale. Il Governo implora il Bon Dio a continuare a proteggere il Burundi», ha affermato il portavoce del Governo  Prosper Ntahorwamiye in un discorso alla Nazione trasmesso ieri da ‘RTNB’ (Radio Televisione Nazionale del Burundi).

La mancata volontà espressa dal regime di proteggere la sua popolazione dalla pandemia mondiale si inserisce nella lunga lista di crimini contro l’umanità che il dittatore Pierre Nkurunziza e il suo partito HutuPower, il CNDD-FDD, hanno commesso dal 2005 ai giorni nostri. Più precisamente il regime ha violato la Costituzione del OMS che impone agli Stati sovrani di assicurare la protezione sanitaria alla loro popolazione; l’articolo 25 della Dichiarazione Universale dei diritti umani del 1948, e il Patto Internazionale ONU del 1966.

Durante questa pandemia mondiale, ogni Stato ha l’obbligo morale e giuridico di adottare il Regolamento Sanitario Internazionale. Tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite sono chiamati a rispettare questo Regolamento Sanitario.

«Il Burundi, mio Paese natale, non ha firmato un patto con Dio nè col diavolo. Quindi non è dal cielo o dall’inferno che dobbiamo cercare la soluzione alla pandemia del COVID-19», recita un Twitter divenuto virale del cittadino burundese F. Chishahayo.

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