venerdì, Giugno 5

Burundi, le tre suore uccise e poi stuprate per rituale magico Le nuove rivelazioni sull’omicidio di Olga Raschietti, Lucia Pulici, Bernadetta Boggian, rilasciate dal giornalista Bob Rugurika

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A distanza di tre anni e un mese dal triplice omicidio delle tre consorelle italiane avvenuto presso la parocchia di Kamenge, Bujumbura, solo la società civile e i giornalisti burundesi continuano ancora a cercare la verità sulla tragica fine di Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernadetta Boggian. Nonostante le continue richieste della Santa Sede, il Governo burundese ha già archiviato da tempo il caso, mentre una inchiesta languisce presso la Prefettura di Parma.

Uno dei giornalisti più informati sul caso è l’ex direttore di ‘Radio Pubblica Africana’, Bob Rugurika, che nel 2015 raccolse testimonianze radiofoniche di ex agenti dei servizi segreti burundesi che asserivano di aver partecipato al Commando per assassinare Raschietti, Pulici e Boggian. Un assassinio ordinato dal numero due del regime burundese, il Generale Alphonse Nshimirimana (ucciso dalle forze ribelli in una imboscata nell’agosto 2015), con il beneplacito dell’allora Presidente Pierre Nkurunzia, illegalmente al potere in Burundi dal luglio 2015. A causa di queste rivelazioni e dell’appoggio dimostrato alle forze democratiche e società civile burundese, ‘Radio Pubblica Africana’ fu saccheggiata e incendiata dalle forze leali al regime Nkurunziza e Rugurika imprigionato. Solo una efficace campagna internazionale a suo favore (finanziata dal suo padrino politico, il magnate George Soros) impedì che Rugurika venisse ucciso dai servizi segreti. Rilasciato dalle autorità carcerarie della capitale Bujumbura, il giornalista riuscì a fuggire dal Burundi ed attualmente risiede in esilio in Europa.

Lo scorso 11 settembre, Rugurika interviene nuovamente sul caso delle tre suore italiane in una intervista pubblicata su ‘Radio Pubblica Africana’ che ora trasmette online dal Belgio. L’intervista non è stata ripresa dai media italiani. Nella intervista Rugurika conferma i motivi del triplice omicidio. Le tre suore sarebbero state assassinate in quanto erano in procinto di fornire alle Nazioni Unite prove inconfutabili dell’addestramento delle milizie burundesi Imbonerakure avvenuto nel 2014 nell’est della Repubblica Democratica del Congo ed affidato ai terroristi ruandesi FDLR responsabili del genocidio in Rwanda del 1994. Le tre suore sarebbero venute a conoscenza anche di piani di genocidio architettati dal ex Presidente Pierre Nkurunziza e dai falchi del partito al potere CNDD-FDD. Le tre suore, avrebbero, infine, fermato loschi affari tra il Generale Alphonse Nshimirimana e alcuni espomenti del clero cattolico della diocesi di Kamenge (importazione illegale di farmaci dal vicino Congo).

Il giornalista burundese aggiunge una quarta motivazione affermando di essere stato contattato da uomini d’affari burundesi durante una sua visita in Sud Africa avvenuta lo scorso agosto. «Recentemente mi sono recato in Sud Africa dove sono stato contattato da degli uomini d’affari che conoscono bene i segreti del regime di Bujumbura, essendo stati per lungo tempo in stretta e diretta collaborazione con il Presidente della Repubblica e il suo entourage. Mi hanno parlato del dossier delle tre suore italiane, informandomi che tra le ragioni del triplice assassinio vi è anche un rituale oscuro legato a superstizioni ancestrali. Mi hanno riferito che alti esponenti del partito CNDD-FDD avrebbero sollecitato al Presidente Nkurunziza e al Generale Nshimirimana il sangue di persone bianche al fine di rafforzare il successo dei piani di dittatura e del terzo mandato presidenziale. La scelta delle vittime sacrificali sarebbe ricaduta sulle tre suore italiane che abitavano presso la parocchia di Kamenge visto le loro attività non gradite al regime», dice il giornalista Rugurika.

Questa rivelazione potrebbe spiegare la modalità del triplice assassinio. Secondo le prime indagini le tre suore italiane furono uccise all’arma bianca (probabilmente con un machete) e stuprate dopo la morte. Lo stupro post mortem è una pratica di magia nera diffusa tra le milizie attive nella Regione dei Grandi Laghi e attuata in diverse occasioni sia durante la guerra civile in Burundi (1993 – 2003) sia durante le due Guerre Pan Africane in Congo che nelle recenti violenze che stanno devastando le Province del Sud e Nord Kivu in Congo. Lo stupro post mortem scomparì dalla seconda versione dell’omicidio fornita dalle autorità burundesi 72 ore dal fatto di sangue. Anche la Chiesa Cattolica smentì categoricamente che i corpi delle tre suore fossero stati profanati prima o dopo la loro morte. Le tre suore furono seppellite a Bukavu, capoluogo della Provincia del Sud Kivu, est del Congo, e non si conoscono i dettagli della autopsia eseguita dalle autorità burundesi forse in presenza di un medico italiano.

Nel rivelare la componente di superstizione e magia nera inserita nel triplice omicidio, il giornalista burundese sottolinea una amara realtà. «E’ evidente la totale assenza di volontà da parte del regime per chiarire questo dossier criminale in quanto si necessita di proteggere persone che ricoprono attualmente alte cariche all’interno del governo, implicate direttamente nel fatto di sangue». Nonostante  Bob Rugurika sia considerato dalla Unione Europea un valido e prezioso giornalista che ha contribuito a far luce sui crimini contro l’umanità commessi dal regime e a far prendere la decisione al Parlamento Europeo di applicare pesanti sanzioni economiche contro il Burundi, non ha mai ricevuto alcuna richiesta da parte delle Autorità italiane riguardanti il triplice assassinio delle tre connazionali. Un fatto strano visto che Rugurika è stato il principale giornalista burundese che dedicò varie ed accurate inchieste sull’omicidio. Rugurika ora rimedierebbe in Belgio, protetto dalle autorità belghe e il suo attuale domicilio è conosciuto dal Parlamento Europeo.

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