martedì, Marzo 31

Burundi: le Nazioni Unite finanziano la Radio Hutupower Si tratta di Buntu, che trasmette dalla cittadina di Buye. Ed è di proprietà di Denise Nkurunziza, la moglie del dittatore burundese

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Le intenzioni di genocidio sono insite nella strategia del regime per mantenersi al potere fin dai tempi degli appelli Kora Kora nel novembre 2015. Prima, quando il regime non si era consolidato (ottobre 2016), l’intenzione di genocidio era reale. Non è avvenuto poiché la maggioranza della popolazione hutu non ha accolto l’appello di sterminare i tutsi. Le milizie genocidarie Imbonerakure sono state potenziate e possono contare su 30.000 militanti tra i quali almeno 10.000 parzialmente armati e addestrati militarmente. Negli ultimi mesi si è attuato un cambiamento, assassinando i capi più compromessi con la repressione e le pulizie etniche. Una misura dovuta al fatto che il regime ha temuto che questi leader potessero essere contattati dalla CPI e testimoniare contro il CNDD-FDD e Nkurunziza sotto promessa di immunità. Nonostante questi assassinii, le Imbonerakure restano una forza paramilitare non in grado di fermare un eventuale invasione militare ma sufficientemente preparata e altamente motivata per scatenare pulizie etniche di grosse entità. In ultima analisi il genocidio viene utilizzato come arma politica per impedire un cambiamento di potere con la forza o un intervento armato della comunità internazionale.

L’orientamento etnico (contro i tutsi) è evidente e continua a generare tragedie. Una settimana fa l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati UNHCR ha informato che i rifugiati burundesi (430.000 nel 2016) sono aumentati di altre 50.000 unità, per la maggioranza tutsi. Si ha il sospetto che vi sia in atto una vera e propria strategia per costringere questa minoranza etnica all’esilio creando un Paese di solo hutu. Il governo ha immediatamente smentito questa nuova ondata di profughi accusando UNHCR di gonfiare il numero per scopi politici e per attirare maggior fondi per l’assistenza umanitaria. Un’accusa debole visto che nel 2017 UNHCR ha ricevuto solo il 26% dei fondi preventivati per l’assistenza ai profughi burundesi, obbligando i Paesi ospitanti a farsi economicamente carico dell’accoglienza concessa.

La riforma costituzionale e il relativo referendum popolare farsa sta esasperando le tensioni sociali. Con questa astuzia il Signore della Guerra Pierre Nkurunziza intende creare le condizioni giuridiche per rimanere al potere fino al 2047. Il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres in un rapporto sottomesso ai 15 membri del Consiglio di Sicurezza, ha duramente criticato la volontà persistente delle autorità burundesi di riformare la Costituzione senza tenere conto dell’opposizione. Pur riconoscendo il diritto di un Paese di rivedere la propria Costituzione, Guterres, stima che il processo debba richiedere un largo consenso politico e non può essere ottenuto con un referendum in una situazione di terrore e insicurezza che per forza condizionerà il voto degli elettori.

La situazione economica è al collasso. Le riserve di valuta estera ridotte al minimo, l’economia bloccata dalle sanzioni della Unione Europea e dal congelamento degli aiuti umanitari e bilaterali che rappresentavano nel 2014 oltre il 50% del PIL nazionale. Gli alleati del regime, Cina, Egitto, Russia, Turchia sembrano cauti nel concedere prestiti e aiuti a Nkurunziza. Molte promesse di investimenti sono state fatte ma non si sono ancora concretizzate. La devastante situazione economica potrebbe creare le condizioni per un genocidio come il collasso economico subito dal Ruanda nel 1992 – 1993 creò le condizioni per l’Olocausto Africano del 1994. L’ostacolo principale rimane la riluttanza dimostrata dalla maggioranza silenziosa degli hutu burundesi a trasformarsi in mano d’opera per il genocidio.

Grazie al finanziamento UNFPA, Radio Buntu potrà potenziare il suo segnale e aumentare la sua audience concentrandosi su un lavoro sotterraneo per convincere le masse semi analfabete hutu a partecipare al genocidio qualora il regime deciderà di attuarlo. Come è stato possibile ottenere questi finanziamenti quando le Nazioni Unite dal 2016 sono impegnate a denunciare il regime e favorire la democrazia nel Burundi? «Nkurunziza e sua moglie hanno fatto leva sulla corruzione intrinseca esistente all’interno delle Agenzie umanitarie ONU ottenendo così i finanziamenti necessari per potenziare il segnale di Radio Buntu nonostante le chiare posizioni delle Nazioni Unite», questa l’interessante ipotesi espressa da un attivista della società civile burundese operante in clandestinità nel suo Paese. Una ipotesi da approfondire.

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