sabato, Giugno 6

Burundi: la Tanzania lancia un ultimatum a Nkurunziza

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Storicamente il CCM di Julius Nyarere alla guida della Tanzania dall’indipendenza è sempre stato vicino alle popolazioni bantu e hutu della regione dei Grandi Laghi e ostile alle altre etnie in particolare ai Tutsi. Le presunte affinità etniche tra bantu e hutu portarono il CCM ad appoggiare l’ideologia di stermino razziale HutuPower e a proteggere quello che rimaneva del esercito di Habyrimana che dopo il genocidio di un milione di ruandesi (per la maggior parte tutsi) era stato sconfitto dal Fronte Patriotrico Ruandese di Paul Kagame aiutato dalle truppe ugandesi e consiglieri militari americani e israeliani. La Tanzania ha per anni ospitato basi operative dei terroristi ruandesi FDLR che tentavano di riconquistare il Rwanda e terminare lo stermino dei tutsi.

Con l’ascesa alla presidenza di John Magufuli tutto è cambiato. L’antica asse Kabila-Nkurunziza-FDLR è stato sostituito con l’alleanza politica economica e militare con Museveni e Kagame. Il Rwanda definito un modello da imitare.  Una vera e propria bestemmia per i farisei del CCM che nel 2013 avevano inviato le truppe in Congo per salvare Kabila dal movimento tutsi M23 supportato da Uganda e Rwanda. Gli stessi che avevano negato gli evidenti crimini del regime burundese di Nkurunziza sostenendolo acriticamente in nome della storica alleanza bantu hutu.

Nonostante il mediatore della crisi burundese nominato dalla Unione Africana,  l’ex presidente tanzaniano Benjamin Mpaka, sia considerato un partigiano del regime HutuPower di Bujumbura, il presidente Magufuli condivide le idee del presidente ruandese Kagame e del suo omologo ugandese Museveni. Dinnanzi allo stallo politico creatosi, causa le debolezze dell’opposizione e la inconsistente politica estera europea e dinnanzi alla minaccia di genocidio, il presidente Magufuli ha obbligato il dittatore Nkurunziza a presiedere di persona ad un incontro in Tanzania avvenuto giovedì 21 luglio nella città di frontiera di Ngara. È la prima volta che Nkurunziza lascia il Paese dopo il fallito golpe del maggio 2015. Fonti interne al CNDD rivelano che il presidente tanzaniano avrebbe obbligato Nkurunziza a partecipare di persona facendogli capire che un suo rifiuto sarebbe costato caro al regime burundese. Avvertimenti simili pronunciati da capi di stato tanzaniani hanno storicamente preceduto decise azioni militari come fu nel caso del dittatore ugandese Idi Amin Dada.

Nkurunziza consapevole che non poteva scherzare con l’apparato militare tanzaniano, si è premunito di portare con sè tutti i leader politici e militari del regime che potevano tentare un golpe in sua assenza. Tra essi vi era anche il numero due del regime, il generale Bunyoni che da tempo, in combutta con i terroristi ruandesi FDLR, trama per sostituire Nkurunziza.

L’invito fatto da Magufuli è stato necessario dopo il fallimento di altri incontri tesi ad imporre un cambiamento soft del regime. Strategia ideata da Magufuli e Museveni che frena le bellicose intenzioni del Rwanda nei confronti del paese gemello.  Lo scorso maggio Museveni aveva tentato di incontrare Nkurunziza a Bujumbura ma il dittatore aveva categoricamente rifiutato.  Un secondo tentativo era previsto durante il summit regionale a Dar El Salam svoltosi in giugno e consacrato alla crisi burundese. Tentativo fallito causa la cancellazione del volo decisa da Nkurunziza.

Magufuli è stato di poche parole con il dittatore burundese pronunciate in un clima freddo e teso. Riprendere il colloquio con l’opposizione o subire tragiche conseguenze. Secondo fughe di notizie Magufuli avrebbe proposto un compromesso al dittatore, concedendogli di restare al potere fino al 2020 e di ricevere successivamente una immunità continentale per garantire la sua uscita di scena. Il prezzo da pagare per restare al potere è però alto. Negoziazioni immediate con l’opposizione,  riapertura dei media,  fine immediata delle violenze del regime, smantellamento della milizia genocidaria Imbonerakure, liberazione dei prigionieri politici, ritorno dei rifugiati, ripristino delle unità di esercito e polizia.

Su questo punto le fonti interne al CNDD, il partito di Nkurunziza, affermano che il presidente Magufuli avrebbe chiesto di interrompere l’alleanza con i terroristi ruandesi FDLR che dal 2015 controllano esercito e polizia influenzando la  politica in Burundi. Secondo le talpe interne al CNDD ora i terroristi ruandesi starebbero tramando di sostituire Nkurunziza con il loro alleato Bunyoni. Le FDLR controllano in toto le milizie genocidarie Imbonerakure già utilizzate nei recenti scontri all’est del Congo contro i ribelli burundesi e l’esercito regolare congolese.

Nei passati due mesi per due volte hanno tentato di creare teste di ponte in territorio ruandese per facilitare una invasione e abbattere nel sangue il governo Kagame. Tentativi falliti grazie al pronto intervento delle forze di difesa ruandesi supportate dalla popolazione hutu che non vuole essere nuovamente strumento operativo per un secondo genocidio.

Le dure condizioni imposte da Magufuli sono tese ad evitare di gestire una crisi cronica che sta rallentando l’economia regionale della Comunità Economica dell’Africa Orientale e rischi di involuzione della crisi. Tre individuati dagli esperti regionali : un golpe dell’ala dura del CNDD capeggiata dal Generale Bunyoni, fedele alleato delle FDLR, il genocidio dei tutsi burundesi, l’invasione del Rwanda.

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